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Gli altoparlanti sul campo di Ashraf salgono a 210 unità, per intensificare la tortura psicologica

CNRI – Alle prese con un’ondata di insurrezione popolare in Iran, la dittatura religiosa tenta di trovare una soluzione, intensificando la repressione di Ashraf in Iraq. Ieri, gli agenti dei servizi di informazione dei mullah, Vevak, organismo che si dedica da un anno alla tortura psicologica sugli abitanti di Ashraf, hanno installato nel campo 30 nuovi altoparlanti con l’aiuto delle forze irachene annesse ai servizi del primo ministro iracheno, allo scopo di  intensificare la tortura.

Così il numero di altoparlanti che dall’ 8 febbraio 2010 distruggono giorno e notte la tortura pesicologica  dei residenti di Ashraf, è salito a 210.  Ce ne sono 57 all’angolo ovest (entrata principale), 63 nelll’ala sud e 90 all’ala nord. Gli iracheni e gli agenti del Vevak hanno montato un nuovo albero all’ala sud-est per mettere dei nuovi altoparlanti

La tortura psicologica sugli residenti del campo è una violazione manifesta delle convenzioni internazionali, particolarmente della 4 convenzione di Ginevra e come dichiarato dall’ordinanza del 27 dicembre dalla giustizia spagnola, e  dallo statuto della corte penale internazionale si tratta di crimine contro la comunità internazionale e di crimine di guerra.

La Resistenza iraniana vuole in tal modo attirare  l’attenzione del governo americano e delle sue forze armate in Iraq,  altresì si rivolge all’ONU perchè si assumano la responsabilità conferitagli per garantire la  sicurezza dei residenti di Ashraf. Chiede loro delle misure urgenti per mettere fine alla tortura psicologica ed al blocco di Ashraf.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
 20 febbraio 2011

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