lunedì, Dicembre 5, 2022
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Francia-Iran: Centinaia di migliaia di francesi a favore di Maryam Rajavi

ImageCNRI, 21 Giu – una petizione a favore di Maryam Rajavi ha raccolto 300.000 firme in Francia. La notizia è stata diffusa  durante una conferenza stampa tenutasi il 16 giugno a Auvers-sur-Oise. Questo giorno la Corte d’appello di Parigi avrebbe dovuto decidere l’eliminazione delle restrizioni che pesano sul presidente eletta dal Consiglio nazionale della resistenza iraniana e  su altri 16 componenti della resistenza, in nome del controllo giudiziario imposto dopo imbarazzante incursione del 17 giugno 2003.

Ieri  un gruppo di cittadini di  valle di Oisiens si è recato all’Eliseo  per consegnare le firme. Ecco il testo della petizione.

No alla guerra! No alla politica di accondiscendenza !
 Sì ad un cambiamento democratico in Iran sostenendo Maryam Rajavi

 Sono passati tre anni dalla violenta incursione contro gli uffici del Consiglio nazionale della resistenza iraniana in Francia e dall’arresto di Maryam Rajavi, presidente della repubblica eletta dal CNRI; operazione che deriva da un mercanzia con il fascismo religioso in Iran e considerata dai difensori dei diritti umani come la "resa dinanzi al regime dei mullah" e "senza la minima credibilità ". Ma il governo francese continua ad imporre restrizioni e fare pressioni sulla resistenza per rispondere ai suoi impegni con Teheran.

 In Iran oggi, l’arrivo al potere di un terrorista e di un assassino conosciuto mostra al mondo che la storia tanto lunga quanto tortuoso della cosiddetta riforma non è nulla di più un viaggio del fascismo religioso verso ulteriore fascismo religioso. È per questo che la politica di accondiscendenza  con questo regime significa partecipare alla repressione del popolo iraniano ed aprire maggiormente la via all’esportazione del terrorismo e dell’integralismo.

 Approviamo la soluzione avanzata da Maryam Rajavi al Parlamento europeo nel dicembre 2004 in cui  la presidente precisava che questa minaccia non poteva risolversi né con la politica di accondiscendenza  né con una guerra straniera, ma con una terza soluzione che è un cambiamento democratico da parte del popolo iraniano e della sua resistenza. Venticinque anni di concessioni ai mullah e di pressioni contro l’opposizione hanno permesso a questo regime di conservare il suo regno.

 Porre fine alla politica di accondiscendenza  con la dittatura religiosa per sostenere Maryam Rajavi, la dirigente dell’opposizione democratica e mettere un termine alle pressioni ed alle restrizioni di cui è vittima quest’opposizione in Francia, corrisponde ai valori ed alle tradizioni francesi ed apre allo stesso tempo la via ad un cambiamento democratico in Iran. Etichettare  ingiustamente di terrorismo i Mojahedin del popolo che costituiscono la forza assiale della resistenza contro i mullah, ritorna a privare il popolo iraniano di questo diritto fondamentale. Ritirare il nome dei Mojahedin dall’elenco nero: È il solo modo di evitare una guerra esterna, mentre i mullah costituiscono sempre più una vera minaccia contro la pace e la sicurezza nella regione e nel mondo.

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