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Epidemia di malattie infettive a Camp Liberty

CNRI – Il 4 Aprile, una tempesta di sabbia ha inghiottito Camp Liberty per 24 ore. Con l’arrivo della stagione calda i venti estivi, la polvere e le tempeste di sabbia hanno diffuso le infezioni ed aggravato le malattie. Durante le due inondazioni del Dicembre 2012 e Gennaio 2013, lo sversamento di milioni di litri di acque nere da cisterne vecchie e danneggiate, ha diffuso la contaminazione per tutto il campo.
A causa del disumano blocco sanitario, questa contaminazione non è mai stata trattata con materiali anti-batterici o anti-inquinanti e gli insetticidi non sono consentiti nel campo. Le zone contaminate del campo sono diventate in pratica dei centri per la diffusione di ogni sorta di  malattie contagiose. A causa della mancanza di strade asfaltate, le strade sporche e il traffico dei veicoli su queste strade sporche, causa la diffusione di particelle infettive in tutto il campo.
A seguito di questa situazione, il numero di residenti sofferenti di infezioni oculari ha raggiunto gli oltre 400 casi. Questo tipo di malattia inizia con arrossamento e dolore agli occhi, lacrimazione che poi viene seguita da infiammazione agli occhi e a volte appannamento della vista.
Inoltre fino al 5 Aprile, oltre 800 residenti si sono ammalati di febbre virale. Questa malattia è accompagnata da grande spossatezza, dolori diffusi in tutto il corpo, grave  infiammazione alla gola, dispnea, brividi e febbre che a volte raggiunge i 40°. Vista la densità di popolazione, l’impossibilità a separare i pazienti dagli individui sani e la mancanza di spazi adeguati nei containers, queste malattie divengono epidemiche molto velocemente.
Negli ultimi 27 anni, i residenti non avevano mai avuto esperienza di certe malattie epidemiche ed avendo accesso ad adeguate strutture e risorse mediche, ed essendoci una bassa densità di popolazione, tutti i casi di questo tipo sarebbero stati tenuti sotto controllo e curati.
Il governo iracheno impedisce ai residenti di trasferire le attrezzature mediche da Ashraf a Liberty. La clinica irachena a Liberty manca delle attrezzature basilari e delle strutture per gestire i casi di pronto soccorso, inoltre ai residenti viene negato libero accesso ai servizi sanitari in Iraq. Martin Kobler ha ripetutamente cercato di presentare la clinica irachena come un centro medico ben attrezzato e l’UNAMI ha falsamente scritto lo scorso Dicembre: “Esiste una struttura sanitaria con un medico iracheno a Camp Liberty. Le ambulanze sono allertate 24 ore su 24.”
Il 15 Febbraio 2012, prima che il primo gruppo di residenti di Ashraf partisse per Liberty, Kobler scrisse: “I residenti che necessitano di cure mediche specialistiche e trattamenti ospedalieri, verrano indirizzati verso questi istituti dai dottori iracheni della clinica di Camp Liberty. I residenti porteranno le loro attrezzature mediche a Camp Liberty.”
Invece, non è stato consentito di portare nessuna attrezzatura a Camp Liberty, nonostante le insistenze dei residenti.
Quattordici mesi fa Kobler disse una enorme bugia affermando nel suo comunicato il 31 Gennaio 2012, che gli standards di Liberty erano conformi agli “standards internazionali”, nel tentativo di ingannare i residenti di Ashraf e trasferirli alla prigione di Liberty. E questo nonostante l’esperto dell’UNHCR avesse ufficialmente riferito il 19 Gennaio 2012 che Liberty era “privo degli standards umanitari”.
Le infrastrutture sono così danneggiate che persino i milioni di dollari spesi dai residenti durante lo scorso anno, non hanno migliorato la situazione.
Nel sottolineare che, oltre alla mancanza di sicurezza, la grave situazione delle infrastrutture, l’ambiente contaminato e la diffusione di malattie infettive hanno sempre più messo in pericolo la salute dei residenti a Liberty, la Resistenza Iraniana si rivolge nuovamente agli Stati Uniti e alle Nazioni Unite perché prendano misure immediate per riportare i residenti ad Ashraf ed impediscano ulteriori danni umanitari.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 Aprile 2013

 

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