domenica, Novembre 27, 2022
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Elaine Chao: “L’Iran sta penalizzando le donne”

Elaine Chao, ex-Ministro del Lavoro americano, era tra gli oltre 600 leaders politici e personaggi illustri che hanno partecipato al recente gran raduno dell’opposizione iraniana a Parigi.

La Chao ha espresso il suo appoggio a “quelli che desiderano un cambiamento democratico” in Iran. Ha sottolineato in particolare la necessità di combattere le politiche repressive del regime iraniano verso le donne e le ragazze.

Ecco il testo dell’intervento dell’On. Elaine Chao, ex-Ministro del Lavoro americano – Parigi, 13 Giugno 2015:

E’ una rara opportunità poter essere qui per unirmi ai miei colleghi degli Stati Uniti e di tutto il mondo per esprimere il mio sostegno a quelli che desiderano un cambiamento democratico e le libertà fondamentali per il popolo dell’Iran.

Vorrei parlare in particolare delle donne, dei bambini e delle ragazze dell’Iran. Le loro aspirazioni, le aspirazioni delle donne e delle ragazze iraniane che più di tutti hanno subito le politiche più repressive dell’attuale regime, devono essere ascoltate.

Sapete, negli ultimi 50 anni le donne delle nazioni civilizzate di tutto il mondo hanno vissuto una rivoluzione nel campo delle opportunità scolastiche ed economiche. Sempre più donne hanno ottenuto, come mai prima, un’istruzione, sono entrate a far parte della forza lavoro, hanno contribuito in maniera significativa al benessere della loro famiglia e anche della società.

Quando ero ministro del lavoro ho lavorato insieme alla First Lady Laura Bush, che ha guidato molte iniziative per sostenere le aspirazioni scolastiche e civiche delle donne e delle ragazze di tutto il Medio Oriente.

Per nominare solo qualche progetto, abbiamo fornito le uniformi alle ragazze in modo che potessero andare a scuola, creato corsi di formazione nel campo dell’IT e dell’imprenditorialità per le vedove di guerra. Abbiamo anche incoraggiato la partecipazione civica creando dei corsi di democrazia e leadership per le donne.

Per ispirare queste donne abbiamo sottolineato il fatto che nel 2004 le donne ricoprivano la metà delle cariche presidenziali del Dipartimento del Lavoro americano, le più alte di qualunque ufficio di gabinetto.

Ma mentre la discriminazione verso le donne è stata dichiarata illegale in altri paesi, l’Iran l’ha legalizzata.

Mentre altri paesi stanno dando maggior potere alle donne, l’Iran le sta penalizzando.

Notizie recenti rivelano che nuove quote, restrizioni e divieti sono stati imposti e stanno limitando l’accesso per le donne iraniane all’istruzione superiore.

Alle donne è proibito studiare per le professioni più remunerative come la medicina e l’ingegneria nelle università di tutto l’Iran. Sono state imposte delle quote che limitano la capacità delle donne di laurearsi.

E le università hanno dichiarato fino a 77 campi di studio off-limits per le donne, una politica consentita ed incoraggiata dall’attuale regime iraniano.

Non sorprende quindi che il tasso di disoccupazione per le giovani donne iraniane sia stimato ad uno sconcertante 42%, quasi il doppio di quello degli uomini.

E non sorprende neanche che molte delle immagini viste in Occidente durante le proteste democratiche a Tehran mostrassero delle giovani donne iraniane. Oggi le donne dell’Iran hanno bisogno di ricevere questo messaggio: vi vediamo, vi sentiamo e non siete dimenticate.

Come già detto, ci sono delle sfide spaventose che le donne e le ragazze iraniane devono affrontare oggi. Il codice penale limita e controlla quasi ogni aspetto della vita delle donne. Da come si vestono, a chi possono sposare, alla loro capacità di guadagnarsi da vivere fuori casa. Ma alla fine queste forze regressive non prevarranno.

Il progresso delle donne nella società è uno dei più potenti sviluppi che attraversano il mondo di oggi. E se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che nessun regime, per quanto repressivo o brutale, può resistere per sempre alle riforme fondamentali.

Ecco perché quelli di noi e quelli che in questa fantastica sala apprezzano la libertà, devono continuare a combattere queste politiche repressive con la nostra testimonianza, con le nostre risorse e con la nostra azione.

Grazie mille per quello che fate.

 

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