mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Editoriale: Concentriamoci ora sui diritti umani in Iran

Dopo l’accordo sul nucleare del 14 Luglio, molti politici europei hanno iniziato a mettersi in viaggio verso Tehran nella speranza di ristabilire contratti economici con il regime dei mullah. Ma questi politici non stanno facendo attenzione al drammatico deterioramento della situazione dei diritti umani e alla rapida ascesa del tasso di esecuzioni in Iran.

Immediatamente dopo la conclusione dell’accordo sul nucleare, il regime teocratico ha dato inizio ad una nuova ondata di esecuzioni, con diversi casi di impiccagioni di gruppo.

Si ritiene che le autorità iraniane abbiano giustiziato lo sconcertante numero di 694 persone tra il 1° Gennaio e il 15 Luglio 2015, ha detto Amnesty International la scorsa settimana , con un’impennata delle esecuzioni senza precedenti nel paese.

“Le esecuzioni in Iran non si sono fermate nemmeno durante il mese sacro del Ramadan. Contravvenendo ad una pratica consolidata, almeno quattro persone sono state giustiziate il mese scorso”, ha detto questa organizzazione per i diritti umani. “Lo sconcertante numero di esecuzioni avvenute in Iran nella prima metà di quest’anno, danno un’immagine inquietante di un apparato dello stato che compie omicidi premeditati e legalmente legittimati su vasta scala”.

Almeno 27 prigionieri sono stati giustiziati in Iran solo la scorsa settimana. Rappresenta quasi quattro esecuzioni al giorno. Ma ancora i politici europei restano muti di fronte alla vergognosa situazione dei diritti umani nel regime dei mullah.

Federica Mogherini, la responsabile della politica estera dell’Unione Europea, che si è recata a Tehran il 28 Luglio per discutere “questioni bilaterali” e opportunità commerciali, è stata platealmente silenziosa sulla condotta vergognosa dei mullah in fatto di diritti umani.

Nei nove mesi dall’entrata in carica della Mogherini, circa 1000 persone sono state giustiziate in Iran, le donne hanno subito le pressioni più terribili e le minoranze etniche e religiose hanno subito una massiccia repressione e discriminazione. Tuttavia, la Mogherini si è astenuta dal pronunciare persino una singola condanna verbale di queste atrocità quotidiane. Questo è scandaloso per l’UE, le cui basi si fondano sulla lotta al fascismo e sul sostegno alla democrazia e ai diritti umani.

La Mogherini ha incontrato i responsabili di 120.000 esecuzioni politiche, e del massacro di 30.000 prigionieri politici (membri del PMOI) avvenuto nell’estate del 1988, e coloro su cui ricade la maggiore responsabilità dell’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo nella regione.

Per darle il benvenuto a Tehran, il regime ha impiccato un gruppo di 11 prigionieri a Karaj lunedì. Ma ancora nel suo editoriale di martedì su Guardian’s Comment is Free, la Mogherini non ha fatto neanche un lontano riferimento alla necessità che Tehran migliori la situazione dei diritti umani.

Anche altri politici europei che sono già andati o hanno programmato di andare a Tehran, dopo l’accordo sul nucleare, sono rimasti ugualmente in silenzio sulle violazioni dei diritti umani in Iran.

Diciamoci la verità. Definire Hassan Rouhani “un moderato”, a meno che non sia per sinistri obbiettivi politici, è delirante. In meno di due anni, da quando è diventato presidente, il regime ha giustiziato oltre 1800 detenuti, più che in qualunque altro periodo degli ultimi 25 anni.

Lo scorso Dicembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato le palesi violazioni dei diritti umani del regime iraniano e, secondo Ahmed Shaheed, l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sui Diritti Umani in Iran, con Rouhani “la situazione complessiva è peggiorata”.

Il Dr. Alejo Vidal-Quadras, ex-Vice Presidente del Parlamento Europeo, martedì ha giustamente detto: “E’ un’illusione immaginare che l’accordo sul nucleare porterà ad un miglioramento della situazione dei diritti umani in Iran. Tutti i segnali indicano che questo accordo incoraggerà i mullah ad abusare ulteriormente dei loro cittadini e ad impedire un’apertura nell’atmosfera politica che potrebbe condurre al ripetersi di una brusca crescita di sentimenti anti-governativi, come avvenuto nelle proteste del 2009”.

Pertanto i viaggi in Iran della Mogherini e degli altri politici europei, con i mullah al potere, vanno contro gli interessi nazionali del popolo iraniano, alla loro determinazione a rovesciare questo regime e a ristabilire la democrazia e il governo del popolo in Iran.

Il buon senso politico suggerisce che Mogherini & Co. quando  visitano l’Iran, parlino delle ripugnanti violazioni dei diritti umani di Tehran e della sua efferata condotta nella regione, e che difendano i fondamentali diritti del popolo iraniano. Dovrebbero dire chiaramente che qualunque miglioramento delle relazioni con Tehran dipenderà dal miglioramento della situazione dei diritti umani, dalla fine di questa frenesia omicida e dell’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo di Tehran. Deve essere chiaro alle autorità iraniane che risponderanno dei loro crimini contro l’umanità commessi sia in Iran che all’estero.

 

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