mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Due anni dopo – le vittime del massacro a Campo Ashraf ricordate in tutto il mondo

CNRI – Il brutale massacro di 36 esuli iraniani ed il ferimento di altre centinaia in un selvaggio attacco condotto dagli iracheni a Campo Ashraf due anni fa, è stato ricordato in tutto il mondo. Le forze irachene al comando di Nouri Al-Maliki, hanno lanciato il brutale assalto al campo che ospitava 3200 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK) l’8 Aprile 2011. Gli Stati Uniti, le Nazioni Unite ed altri non hanno voluto dare ascolto agli avvertimenti dei dissidenti e dei loro sostenitori sul pericolo incombente, prima che gli agenti della forza terroristica Qods ed i suoi mercenari iracheni assaltassero Ashraf.
Gli iraniani hanno tenuto delle cerimonie lunedi fuori dalla Casa Bianca a Washington DC, a Los Angeles, Dallas e San Francisco, Berlino, Londra, Vienna, Bruxelles, Stoccolma e l’Aia.
I partecipanti hanno deposto fiori sulle immagini delle vittime ed hanno condannto la violazione dei diritti umani in Iran esponendo immagini delle lapidazioni e delle esecuzioni che avvengono nella loro patria occupata.
Anche moltissimi familiari dei martiri della resistenza, ex-membri di Ashraf e Liberty ed i sopravvissuti ai tre attacchi mortali in questi campi  hanno preso parte a queste commemorazioni.
I partecipanti e gli oratori hanno anche messo in guardia contro la grave minaccia di un’altra catastrofe umanitaria ai danni dei residenti di Ashraf e Liberty ed hanno chiesto alle Nazioni Unite e agli Stati Uniti di mantenere le loro promesse di proteggerli.
Hanno sottolineato che l’opzione migliore è quella di trasferire tutti i residenti negli Stati Uniti o in un paese europeo, anche temporaneamente, da dove poi possano essere risistemati in paesi terzi. L’opzione successiva è trasferire immediatamente tutti i residenti ad Ashraf dove il processo per la Determinazione del loro Status di Rifugiati potrà essere finalizzato.
I familiari dei residenti hanno anche chiesto che Martin Kobler venga processato per aver facilitato i crimini contro l’umanità dei loro figli e parenti.
Ed hanno esortato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati di assumersi la responsabilità della sicurezza ed incolumità dei rifugiati politici a Campo Ashraf e Liberty in base a quanto stabilito dalle norme stesse del suo mandato.

 

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