martedì, Dicembre 6, 2022
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Dopo 3 settimane, la sorte dei prigionieri politici in sciopero della fame resta sempre sconosciuta

ImageA circa 3 settimane dall'inizio dello sciopero della fame proclamato dai prigionieri politici nella sezione 350 della sinistra prigione di Evine, a Teheran, l'avvocato di due di loro afferma di non sapere quanti continuino ancora lo sciopero dopo 22 giorni.

Lo sciopero è stato indetto per protestare contro i trasferimenti in isolamento e i trattamenti crudeli inflitti ai prigionieri politici.

In un' intervista alla radio tedesca Deutsche Welle, l'avvocato, Signora Nasrine Sotudeh, ha dichiarato che gli altri avvocati non conoscono neanche loro la situazione dei loro clienti e che le famiglie hanno scritto per chiedere di poter vedere i loro familiari detenuti.

La Signora Sotoudeh che rappresenta i Signori Keyvan Samimi e Zia Nabavi, ha dichiarato alla radio tedesca: " Tenuto conto dello sciopero della fame prolungato dei due prigionieri, è naturale pensare con inquietudine al loro stato di salute. Non c'è stato nessun contatto telefonico o informazione credibile sulla loro situazione. Non sappiamo se hanno posto fine allo sciopero e se sono in buona salute o meno.

La Signora ha aggiunto che " la famiglia di Zia Nabavi è venuta nel mio studio e ha dichiarato che tutti i suoi tentativi di ricerca presso la prigione di Evine o presso le autorità giudiziarie non hanno prodotto nessun effetto, e che i familiari stessi sono sottoposti a costanti minacce di arresto nonchè a insulti e altre forme di intimidazione illegali."
 

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