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Le autorità carcerarie occultano le cause del decesso di almeno sette prigionieri detenuti presso il carcere di Evin morti per Covid-19

Appello alle Nazioni Unite per un’azione urgente che assicuri il rilascio dei prigionieri, in particolare dei prigionieri politici, fino alla fine della pandemia.

Dal 21 novembre ad oggi sono almeno sette i prigionieri deceduti ad Evin a causa dell’infezione da Covid-19, ma la Magistratura ed il Direttore del carcere di Evin hanno dato l’ordine di nascondere gli sviluppi.

I prigionieri deceduti erano detenuti nei bracci sette ed otto. Stando ai rapporti, quattro delle vittime sarebbero decedute nella sezione riservata alla quarantena del braccio otto del carcere di Evin (dove si trovano i detenuti arrestati per debiti o reati fiscali), e gli altri tre nel braccio sette, popolato per la maggior parte da prigionieri politici. Il numero reale delle vittime potrebbe essere superiore ai dati forniti.

Il 22 novembre, dopo che i prigionieri videro i corpi dei detenuti deceduti per Covid, la linea telefonica di Evin venne interrotta per alcune ore, per evitare che la notizia di queste morti si diffondesse al di fuori del carcere.

In un altro sviluppo, ieri, diversi pullman carichi di prigionieri sono partiti dal braccio otto in direzione del Grande Penitenziario di Teheran (Fashafuyeh). Si sospetta che la ragione del trasferimento sia la diffusione del Covid-19 nella prigione di Evin; quest’azione potrebbe causare un’espansione del contagio anche al carcere di Fashafuyeh.

Lo scorso mese ad Evin quattro detenuti erano risultati positivi al Covid; allora la clinica della prigione si era rivolta ai prigionieri malati in questi termini: “Non vi facciamo il test perché è ovvio che risultereste positivi; quindi tornate nelle vostre celle e riposatevi.”

La Resistenza iraniana mette in guardia ancora una volta circa le terribili condizioni delle prigioni iraniane e lo scoppio di un catastrofe umanitaria, soprattutto nel momento di picco della pandemia da nuovo Coronavirus, e sollecita il Segretario Generale, l’Alto Commissario per i Diritti Umani ed il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, e tutte le organizzazioni per i diritti umani, ad intraprendere un’azione urgente per salvare le vite dei prigionieri, in particolare dei prigionieri politici. I prigionieri devono essere rilasciati almeno fino alla fine della pandemia. La Resistenza iraniana chiede anche l’invio urgente di una missione d’inchiesta internazionale che visiti le carceri ed i prigionieri, in particolare i prigionieri politici.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)
25 novembre 2020

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