mercoledì, Novembre 30, 2022
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Diritti Umani e lista terroristica

Come salvare la vita dei prigionieri politici e di chi si batte per la libertà

Se incontrate un ex prigioniero politico vi potrà raccontare che, quando in carcere scopriva che si era parlato del suo caso, questo era come un forte raggio di sole che riscaldava il cuore. Vi  riferirà anche che, quando le mani dei suoi aguzzini venivano strette dalle autorità di altri paesi, era come un velenoso pugnale  alle spalle. Se il prigioniero che vi parla è stato nelle terribili carceri del regime teocratico al potere in Iran, la tragedia è all’ennesima potenza. Se il prigioniero è membro o anche simpatizzate dei Mojahedin del popolo – PMOI – allora è sicuro che non avrà scampo dalla morte, che affronterà a testa alta, ma che sarà anche spietata e atroce. Se i residenti del Campo Ashraf, membri dei Mojahedin del popolo, devono affrontano l’attacco di 2500 militari delle forze speciali di Nuori al-Maliki – primo ministro iracheno al soldo del regime iraniano –  e dei mezzi corazzati che passano senza scrupolo  sopra i loro corpi  e se i militari   sparano con accanimento su giovani donne con le mani vuote, uno cosa deve pensare? I pasdaran e i loro compari in Iraq si “giustificano” col fatto che i Mojahedin del popolo sono nella lista dei gruppi terroristici degli USA. I carnefici ignorano del tutto, o fanno finta, che l’inserimento dei Mojahedin del popolo nella black list  fu soltanto un atto politico, oramai chiaro a tutti, e che non ebbe alcuna relazione con la realtà. Non bisogna fare sconti ai terroristi, mai. Ma è davvero perverso colpire l’opposizione di un regime, quello iraniano, che gli stessi americani più volte hanno definito il più attivo sostenitore del terrorismo. Il regime dittatoriale e religioso iraniano non ammette alcuna opposizione e gli USA lo  assecondano e, in linea con il ministero delle Informazioni iraniano, s’ostinano a tenere la PMOI nella lista dei gruppi terroristici, senza fornire motivazioni.

Gli USA, quando nel 1997 hanno inserito la PMOI nella lista nera, non fornirono una motivazione: in questo modo hanno scambiato i ruoli tra le vittime i loro carnefici; cosicché il regime dittatoriale iraniano  con disinvoltura ha potuto impiccare i partecipanti a pacifiche manifestazioni. Uno di questi era Ali Saremi,  impiccato perché simpatizzante dei Mojahedin del popolo e perché aveva un figlio ad Ashraf, ma ci sono numerosi altri esempi. L’Amministrazione statunitense per ora continua a ignorare la sentenza della Corte d’Appello del distretto di  Columbia, la quale ha sentenziato che non c’erano prove per sostenere quanto affermava il Dipartimento di Stato, che i Mojahedin del Popolo dovessero essere indicati come un gruppo “terroristico”. Con questo atteggiamento l’Ammirazione statunitense s’arrende alle violenze di Nuori al-Maliki e si allinea con Khamenei. Già nei primi anni del 2000, sette sentenze delle Corti europee avevano confermato che l’inserimento della PMOI non aveva alcuna base di realtà, ma era un atto politico di compiacimento al regime teocratico iraniano, del resto penosamente fallito.

L’organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano con la sua lettura democratica dell’Islam si batte per la libertà e il pluralismo in Iran. Tenere questo movimento democratico nella lista nera mette seriamente in pericolo la vita di molti combattenti in Iran e nel Campo Ashraf. Inoltre intralcia il corso democratico della Primavera araba, dando  segnali errati che possono aprire la via all’integralismo islamico, soluzione per cui il regime iraniano è in agguato e preme.  L’Occidente e gli Stati Uniti d’America, appoggiando la lotta del popolo iraniano e del suo movimento di resistenza organizzata, invece, allontanerebbero il reale pericolo dell’integralismo islamico e aprirebbero la strada a milioni di giovani  verso la libertà e la democrazia. Un Iran stabile politicamente e democratico sarà economicamente prospero e questo conviene agli iraniani, alla popolazione mediorientale e a tutto il mondo. Un primo passo serio su questa strada per gli USA è correggere il loro  errore e depennare la PMOI dalla black list.
Una sola firma sotto un appello può essere determinante per il morale di un prigioniero politico, gli può perfino salvare la vita. Un appoggio anche indiretto al regime dittatoriale è dare mano libera ai pasdaran per  spargere  ancora di più sangue innocente in Iran e in Iraq.

Esmail Mohades
Portavoce dell’Associazione dei Laureati e Specialisti Iraniani in Italia

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