lunedì, Gennaio 30, 2023
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Dichiarazione di 14.000 sindaci e rappresentanti francesi a sostegno dalla Resistenza Iraniana

Ad un meeting al quartier generale della Resistenza Iraniana in Francia sono state annunciate:

Una dichiarazione che chiede lo stop alle esecuzioni in Iran, il rilascio immediato dei sette ostaggi di Ashraf e la protezione di Camp Liberty

Maryam Rajavi: “La ritirata del regime dei mullah sul nucleare accelererà la sua caduta”

Domenica 19 Gennaio, durante una cerimonia al quartier generale della Resistenza Iraniana, è stato annunciato il sostegno di 14.000 sindaci e rappresentanti di diverse città francesi alla Resistenza Iraniana. Molti di questi sindaci e rappresentanti che hanno partecipato all’evento, hanno portato il sostegno dei rappresentanti del popolo di Francia a Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana.

 

Maurice Boscavert, Presidente del Comitato di Sindaci in Difesa di Ashraf, ha annunciato che tra i rappresentanti che hanno dichiarato il loro sostegno alla Resistenza Iraniana ci sono 15 presidenti regionali, 50 presidenti di consigli provinciali, 306 rappresentanti, 98 ex-rappresentanti, 122 senatori e 22 ex-senatori.

La dichiarazione dei rappresentanti francesi si sofferma sull’aumento delle violazioni dei diritti umani in Iran dopo l’insediamento di Rouhani e sottolinea che la violazione dei diritti umani e l’ingerenza guerrafondaia del regime nella regione, oltre al suo programma nucleare, sono fonte di grave preoccupazione per i rappresentanti del popolo francese. Queste questioni dovrebbero suscitare grave preoccupazione alla comunità internazionale.

La dichiarazione, firmata dal 14.000 sindaci e rappresentanti francesi, condanna il raid del 1° Settembre delle forze irachene a Campo Ashraf, compiuto per conto del regime iraniano, e definisce l’inerzia ed il silenzio nei riguardi di questo crimine un modo per preparare il terreno ad altre atrocità.

I firmatari hanno chiesto al governo francese, all’Unione Europea e alle Nazioni Unite, di adottare misure immediate per fermare le esecuzioni arbitrarie e collettive in Iran, garantire il rilascio dei sette ostaggi di Ashraf, condurre una inchiesta delle Nazioni Unite sul massacro del 1° Settembre a Campo Ashraf e fornire protezione ai 3000 membri dell’opposizione iraniana a Camp Liberty.

Riferendosi alla ritirata dei mullah dal loro programma nucleare clandestino che va avanti da tre decenni, Maryam Rajavi ha sottolineato che l’Occidente non dovrà adottare una posizione debole nei negoziati sul nucleare e sull’attuazione dell’accordo di Ginevra. Dovrà invece obbligare i mullah a chiudere definitivamente tutti i loro siti atomici. Ha denunciato la tolleranza dell’Occidente riguardo alla repressione senza precedenti del governo “moderato” di Rouhani, il presidente dei mullah, dicendo: “L’Occidente non dovrà ignorare la libertà, i diritti umani e la Resistenza Iraniana con la scusa dei negoziati sul nucleare. I governi occidentali non dovranno pagare il prezzo delle loro relazioni con questa tirannia religiosa a spese del popolo iraniano”.

Maryam Rajavi ha definito il massacro del 1° Settembre dei residenti di Ashraf e i ripetuti attacchi missilistici a Camp Liberty in Iraq, una chiara indicazione della paura del regime del velayat-e faqih dei legami esistenti tra la resistenza organizzata e le proteste popolari e ha chiesto alle Nazioni Unite, agli Stati Uniti e alla Francia fermezza e sforzi per risolvere la crisi umanitaria a Camp Liberty. “La Francia ha la capacità di presentare questa questione al Consiglio di Sicurezza”, ha aggiunto “… e può anche chiedere che i residenti di Camp Liberty vengano posti sotto la protezione internazionale fino al momento del loro trasferimento e che venga condotta una inchiesta indipendente sul massacro del 1° Settembre ad Ashraf”.

In questo meeting, molti sindaci e rappresentanti di Francia, come Jean-Pierre Bequet, sindaco di Auvers-sur-Oise, e i membri del Consiglio Provinciale della Val d’Oise, Jean-Pierre Mueller, Maurice Boscavert, Kerry Guieres, Jacques Fat, Gilbert Marsak, Claude Robert,Pascal Duquesnes, nonché personalità come Dominique Lefebvre, membro dell’Assemblea Nazionale francese, il vescovo Jacques Gaillot, Anne-Marie Lizin, Gilles Paruelle, ex-Presidente dell’Ordine degli Avvocati della Val d’Oise e Raymond Tanter, ex-membro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale americano, hanno parlato e tenuto discorsi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 Gennaio 2014

 

 

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