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Dichiarazione della Ashton a nome dell’Unione europea sull’esecuzione di cinque persone in Iran

ImageDichiarazione della Rappresentante Catherine Ashton, a nome dell'Unione europea sull'esecuzione di cinque persone in Iran

L'Unione europea condanna fermamente le esecuzioni, il 9 maggio 2010 nel carcere di Evin in Iran, di Shirin Alamhouli, Farzad Kamangar, Ali Haydarian, Farhad Vakili e Mehdi Eslamian.

L'Unione europea è profondamente preoccupata per le ripetute condanne a morte in Iran di persone appartenenti a minoranze, cosi come di coloro che sono stati coinvolti nelle proteste post-elettorali. L'UE è contraria alla pena di morte in qualsiasi circostanza.

L'Unione europea esorta l'Iran a rispettare pienamente i suoi obblighi internazionali concernenti il diritto a un processo equo e al rispetto dei requisiti minimi in caso di esecuzioni capitali, e chiede l'immediata sospensione di altre imminenti esecuzioni. L'Unione europea invita inoltre l'Iran ad esaminare pene alternative per la signora Zeynab Jalalian e il signor Hossein Khezri, entrambi condannati a morte per "moharebeh" (inimicizia contro Dio) e attualmente in carcere.

L'UE chiede all'Iran di introdurre una moratoria sull'uso della pena di morte, conformemente alle risoluzioni generali delle Nazioni Unite adottate il 18 dicembre 2007 e 20 dicembre 2008.

I Paesi candidati Croazia * ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia *, i Paesi del Processo di Stabilizzazione e Associazione e i potenziali candidati Albania, Montenegro, Serbia e i paesi dell'EFTA Islanda, Liechtenstein e Norvegia membri dell’Area Economica Europea, nonché la Repubblica di Moldavia aderiscono alla presente dichiarazione.