sabato, Dicembre 10, 2022
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Cosi l’Ian porta avanti la sua atomica

L’intervento militare non serve , Meglio sostenere gli oppositori alla dittatura

L’intervista con Alireza Jafarzadeh
ImageGiornale di Sicilia, 22 dicembre – Palermo. ( sato ) La minaccia nucleare iraniana rimane, il programma per l’atomica di Teheran va avanti. Lo sostiene Alireza Jafarzadeh ( nella foto ), responsabile esteri per la Fox News ed esponente dell’opposizione iraniana, di cui Guerini e associati hanno pubblicato L’atomica di Teheran: Ahmadinejad e la terza guerra mondiale ( 334 pagg. 21.5, con prefazione di Aldo Forbice) .
Per Jafarzadeh, però, la soluzione al problema non può stare in negoziati improduttivi e nemmeno in avventurose azioni militari, quanto piuttosto nel sostegno da parte dell’Occidente, dei principali movimenti di opposizione iraniana, ancor oggi annoverati tra i terroristi in Usa ed Europa.

   Qual è l’obiettivo di Ahmadinejad?

" La sua presidenza riflette l’ntento di Teheran di consolidare un potere ultraconservatore e di esportare la sua versione del diritto islamico anche in Iraq e poi in altri stati. L’aggressività dei leader iraniani verso i dissidenti, i vicini mediorientali e gli Stati Uniti e le altre forze della coalizione in Iraq continua a crescere. E al contempo c’è l’avanzamento del programma sulle armi nucleari e il rifiuto dei trattati. Tutto l’estabilishment vede piu vicina la possibilità di esportare il diritto islamico al resto del mondo: se la coalizione fallirà in Iraq, l’Iran riempirà il vuoto e creerà una repubblica islamica " sorella ".

   Che ne pensa del rapporto delle agenzie di intelligence americane ( Nie ) secondo cui l’Iran ha fermato i suoi programmi per l’atomica anni fa ?

"Questo rapporto, che è stato al centro di un grande dibattito sui media, presenta contraddizioni e dichiarazioni non supportate dai fatti. Da una parte si afferma che l’Iran ha fermato i suoi piani per avere armi nucleari nel 2003.
Ma in un altro punto si legge: "Non sappiamo se al momento l’Iran intende sviluppare armi atomiche". E inoltre si dice espressamente che "l’Iran ha le capacità scientifiche, tecniche e induatriali per produrre armi nucleari se lo deciderà". Tutto ciò ha creato confusione. Il "Nie" e tutta l’intelligence in questi anni non avevano intereettato i programmi dell’Iran su uranio e plutonio e tutte le attività a questi correlate portate avanti da Teheran. Al contrario, l’intero programma nucleare segreto era stato rivelato dalla principale opposizione interna, il Consiglio Nazionale di Resistenza, e dal movimento Mujahedin-e Khalq ( o PMOI, un gruppo tuttora considerato terrorista nei Paesi occidentali, ndr ). Credo che il rapporto dell’intelligence americana, tra l’altro, ignori il ruolo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che secondo le mie fonti hanno il controllo del programma sulle armi nucleari, che l’Iran non ha mai abbandonato, al contrario, ha portato avanti sotto la presidenza di Ahmadinejad". 

   Pensa che l’ipotesi di un intervento militare americano in Iran sia realistica?

"Beh, tutto è possibile. Ma anche se gli Usa bombardassero i siti nucleari e il quartier generale delle Guardie della Rivoluzione, questo non risolverebbe il problema iraniano. Usa e Ue dovrebbero essere disposti ad aiutare il popolo iraniano a rovesciare il regime tirannico".

   Si, ma come?

"Sostenendo l’opposizione interna. Solo nell’ultimo anno ci sono state circa 4800 manifestazioni antigovernative in tutto l’Iran, con slogan come "Morte alla dittatura" scanditi da studenti, insegnanti e lavoratori. Molti parlamentari americani ed europei credono che sostenere l’opposizione iraniana sia la migliore soluzione e che per questo si debba partire dal liberare i Mujahedin dell’Iran e il Consiglio nazionale di resistenza dalla designazione di gruppi terroristi che è stata attribuita loro da Usa e Ue come gesto di distensione verso il regime iraniano.

Ci sono stati già pronunciamenti in questo senso, anche dalla Corte europeo di giustizia e da Corti britanniche. L’opposizione interna iraniana può sperare che la comunità internazionale guardo ad essa come alla Solidarnosc della Polonia degli anni 80. Sogno un Iran laico e democratico, che potrà fermare l’avanzata del fondamentalismo islamico in tutto il mondo. Usa ed Europa sono abbastanza saggi da stare dalla parte del popolo iraniano, piuttosto che perdersi in negoziati infruttuosi che avrebbero come risultato solo il prolungamento del ruolo degli ayatollah e potrebbero portare a una guerra distruttiva".

Salvo Toscano

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