sabato, Dicembre 3, 2022
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Cosa rende il CNRI una valida alternativa per un Iran libero?

Estratto del discorso del 9 Aprile 2014, di Alejo Vidal-Quadras, vice-presidente del Parlamento Europeo:

“L’unica opzione realistica per l’Iran è un cambiamento di regime e il ristabilimento di una vera, e sottolineo vera, democrazia. Questo non è un sogno o un ideale.

C’è una vera alternativa capace di dirigere questa transizione e molti qui comprendono che Maryam Rajavi è una vera democratica ed una vera leader che dimostra un enorme carattere persino sotto pressione ed in momenti di terribile difficoltà. Io ho visto tutto questo, lavorando a stretto contatto con lei negli ultimi 12 anni.

Cosa rende il CNRI una valida alternativa? Primo: il loro programma basato su linee politiche legittime, logiche e affidabili. Nonostante le differenze nella regione di cultura, religione e storia presenti tra l’Iran e l’Europa, noi non abbiamo avuto nessuna difficoltà a sostenerli al Parlamento Europeo. I loro valori sono coerenti con in nostri. Il piano in 10 punti cui Maryam Rajavi è votata, è democratico quanto qualunque piattaforma partitica europea. Ad esempio, potrei comodamente sostenere questa piattaforma nelle mie elezioni in Spagna. Il PMOI e il CNRI non scendono a compromessi su questioni fondamentali come il rovesciamento del regime.

Secondo: hanno dimostrato una reale capacità di trovare soluzioni a beneficio di entrambe le parti impegnate nel dialogo, come nel processo di rimozione dalle blacklists di Unione Europea e Stati Uniti o sul trasferimento da Ashraf a Liberty cui hanno acconsentito, sebbene fosse pericoloso, per dimostrare la loro buona volontà alle altre parti coinvolte, pagando per questo un prezzo altissimo.

Attendiamo con impazienza il prossimo raduno del CNRI, Madame Maryam Rajavi, a Parigi a Giugno prossimo. E’ un evento davvero pieno di colore ed una festa della democrazia, ed è sempre un piacere parteciparvi.

Nonostante abbia subito torture ed esecuzioni in Iran, terrorismo e ricatti fuori dall’Iran negli ultimi 35 anni, questo movimento è riuscito a mantenere la sua organizzazione e la sua forza. Ciò non sarebbe stato possibile senza un così vasto sostegno sociale.

Terzo: questa organizzazione e i suoi membri posseggono alcune importanti caratteristiche come la disponibilità al sacrificio e a pagare il prezzo ultimo per i loro ideali. E’ attraverso questo tipo di sacrificio che sono riusciti a sopportare la tortura e le esecuzioni. Hanno anche la conoscenza, le capacità e una totale devozione.

Le persone che ho conosciuto durante la mia visita ad Ashraf e quelle del CNRI che incontro frequentemente, mi hanno tutte dimostrato di essere affidabili e realmente devote ai valori che noi tutti condividiamo.

Quarto: questa Resistenza ha combattuto le più grandi sfide negli ultimi anni, è stata bombardata, messa sulle liste terroristiche, ha vissuto il passaggio di consegne per la protezione di Ashraf dagli Stati Uniti alle forze irachene, ha subito il trasferimento coatto da Ashraf a Liberty e i ripetuti massacri da parte delle forze irachene, solo per citarne alcune.

La guida e la gestione di queste crisi sono state pacifiche, esaurienti, dimostrando la capacità di questo movimento di cambiare questo regime e di gestire in seguito efficacemente la società iraniana.

Una qualunque di queste crisi sarebbe stata capace di distruggere un movimento, anche uno molto potente. Loro sono la prova chiara della paura dei mullah per il CNRI. Voglio ricordare le parole di un membro olandese di questo parlamento, che è uno dei principali difensori di rapporti più stretti con questo regime.

Dopo essere stata in Iran pochi mesi fa ha detto: “E’ stato anche eccezionale vedere come in ogni singolo meeting che abbiamo avuto, siamo stati criticati come europei perché alcuni membri del nostro parlamento si sono incontrati con il PMOI e questa è stata chiaramente una questione molto delicata. Vi era una reale preoccupazione da parte iraniana per questi incontri”.

Cari colleghi, per concludere devo dire che noi in Europa, in Occidente, non comprendendo la vera posizione della resistenza abbiamo perso moltissimo. L’Unione Europea dovrà ascoltare l’opposizione democratica per promuovere la politica di un cambio di regime per un Iran libero e democratico.

Se vogliamo essere coerenti con i nostri valori, se vogliamo dimostrare un vero impegno verso la democrazia e i diritti umani, noi non dovremo e non potremo essere neutrali, passivi o esitanti.

Nella lunga e appassionata lotta dell’opposizione democratica iraniana contro questo regime totalitario che opprime il suo stesso popolo con tale crudeltà, noi dobbiamo stare chiaramente e decisamente da una parte. La parte del CNRI, la parte di Maryam Rajavi, la parte di coloro che si trovano a Camp Liberty e che offrono la loro vita per la causa comune della pace, della tolleranza, della dignità umana e della libertà.

Signora Presidente, stia pur sicura che il nostro sostegno non diminuirà fino alla vittoria finale, una vittoria che voi meritate e tutti noi speriamo di poter condividere con voi un giorno”.

 

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