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conferenza stampa alla Camera dei deputati: È giunta l’ora della caduta dei mullà

 

Comunicato conclusivo
Il depennamento dei Mojahedin del Popolo dalla black list spinge le crisi interne iraniane verso il rovesciamento politico
La comunità  internazionale deve riconoscere la Resistenza iraniana e appoggiare la piattaforma della Presidente Maryam Rajavi per la pace e la democrazia
Nella conferenza stampa tenuta, il 28 novembre, alla Camera dei deputati hanno partecipato i senatori della Repubblica, deputati della Camera, i sindaci dei comuni italiani e i rappresentanti della Resistenza Iraniana. I rappresentanti del popolo italiano tra cui il senatore Lucio Malan, l’onorevole Carlo Ciccioli, l’onorevole Elisabetta Zampatrutti, il sindaco di Coreno Ausonio Domenico Corte e Dott. Aldo Forbice  hanno sottolineato come la cancellazione dei Mojahedin del popolo aprirà la strada ad un cambio democratico in Iran. Il rappresentante della Resistenza Iraniana, Aboulghassem Rezaee ha ragionato sul fatto che la  rimozione dei Mojahedin del Popolo dalla lista dei gruppi terroristici degli Stati Uniti, il 28 settembre, ha alterato l’equilibrio del potere in favore della Resistenza Iraniana.
Il regime dittatoriale iraniano invischiato gravissime crisi interne e in lotte  intestine, schiacciato dalle sanzioni economiche, insiste sulla politica dell’esportazione del terrorismo,  fomenta l’instabilità nella regione e  persevera nella produzione di armi nucleari. L’oppressione della popolazione è ad un record storico: in due settimane sono state impiccate almeno 100 persone. La barbara uccisione del blogger Sattar Beheshti sotto tortura ha scosso l’opinione pubblica internazionale. L’inviato speciale dell’Onu sulla situazione dei diritti umani in Iran, nella sua recente relazione,  ha confermato il trend crescente delle esecuzioni in Iran.

Il  Presidente eletto della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, nella conferenza internazionale di Parigi del 17 novembre scorso, ha annunciato: “Il regime dei mullà è invischiato in cinque gravi  crisi: il crescente ed esplosivo malcontento popolare; la ribellione del popolo siriano; le lotte  interne al regime che stanno lacerando l’apparato governativo; lo stallo sul programma nucleare e la bancarotta economica. Una ritirata dei mullà di fronte a queste crisi crescenti porterà alle rivolte e alla disintegrazione del regime. Mentre continuare sul percorso attuale porterà allo scontro e ad un conflitto con la comunità internazionale che vedrà come il risultato finale la caduta dei mullà. Tuttavia, i mullà non si rovesceranno da soli. E’necessario un movimento organizzato per lavorare sulla situazione attuale ormai matura e guidarla verso una vittoria certa. Maryam Rajavi ha aggiunto che la rimozione dell’etichetta terroristica della PMOI ha dato alle suddette crisi l’aspetto di un rovesciamento politico ed ha modificato l’equilibrio di potere tra il movimento di resistenza e il regime; ha accresciuto la fiducia in sé della società iraniana, soprattutto dei giovani ed ha reso possibile la ripresa del movimento di resistenza all’interno del Paese creando un ampliamento delle sue unità di resistenza e la loro unione.
Il governo iracheno sotto la pressione del regime iraniano ha intensificato i maltrattamenti nei confronti dei residenti di Campo Ashraf e Liberty e attraverso la Forza terroristica Qods è intenzionato a confiscare i beni dei residenti. Il rappresentante del Segretario generale dell’ONU, Martin Kobler anziché difendere i diritti dei rifugiati, appoggia le misure attuate dal  governo iracheno su ordine del regime iraniano.
 
–          Tenendo conto dell’ampia base sociale della PMOI e del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), della vasta coalizione di opposizione e del raduno di 110.000 sostenitori della Resistenza Iraniana a Parigi nel Giugno 2012 a sostegno di questo movimento;
 
–          Tenendo conto dei piani del CNRI e della sua presidente Maryam Rajavi, in particolare del piano per il governo transitorio del dopo il rovesciamento del regime che garantisca le libertà politiche e sociali, la totale uguaglianza tra donne e uomini, la separazione tra stato e  religione, l’indipendenza del sistema giudiziario, l’abolizione di tutte le pene crudeli compresa la pena di morte, il rispetto della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dei patti e convenzioni internazionali, lo stabilirsi di relazioni con tutti i paesi e un Iran senza il nucleare;
 
Chiediamo al Governo italiano e all’Unione europea
 
1. Di condannare fermamente la sistematica violazione dei diritti umani e le esecuzioni di massa in Iran e sostenere il rinvio della causa  al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e il processo ai responsabili di questi crimini.
 
2. Di sostenere i diritti dei residenti di Campo Ashraf e Liberty e la designazione di Campo Liberty come campo per rifugiati da parte delle Nazioni Unite;
 
3. Di appoggiare la piattaforma in 10 punti del Presidente Maryam Rajavi che difende i valori democratici universali

 

Rappresentanza del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Italia

28 Nov 2012

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