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Conferenza Internazionale al quartier generale della Resistenza Iraniana a nord di Parigi in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Elogio del ruolo di Maryam Rajavi per aver rivelato la natura anti-islamica del regime al potere in Iran, la sua misoginia e il fondamentalismo sotto le spoglie dell’Islam

Maryam Rajavi: “Questa campagna per rovesciare il regime dei mullah rappresenta la lotta di tutte le nazioni della regione per la libertà e la liberazione dal fondamentalismo”

 

Domenica 2 Marzo, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, si è tenuta una conferenza internazionale nel quartier generale della Resistenza Iraniana a Auvers-sur-Oise. Hanno partecipato alla conferenza Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, moltissime personalità politiche, attivisti per i diritti umani e per i diritti delle donne provenienti da vari paesi, in particolare da Medio Oriente, Nord Africa e Asia.

Gli oratori hanno ribadito che oggi il fondamentalismo è la piaga più grande per i paesi di tutta la regione e per il mondo islamico, nonché la più grande minaccia per la Primavera Araba. E hanno detto: “Questo vergognoso fenomeno vittimizza maggiormente le donne”. Gli oratori hanno espresso la loro gratitudine alla Resistenza Iraniana e al suo presidente Maryam Rajavi per il ruolo che hanno avuto nel rivelare la natura anti-islamica del regime al potere in Iran, che è l’epicentro dell’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo. Hanno affermato che Maryam Rajavi e il movimento da lei guidato, hanno dimostrato al mondo in teoria e pratica, che l’Islam non è quello che i demagoghi fondamentalisti affermano essere e che lo usano come pretesto per opprimere il popolo e per escludere le donne da qualunque ambito politico e sociale.

Maryam Rajavi ha affermato che la presenza di personalità di Giordania, Egitto, Siria, Marocco, Tunisia, Yemen, Sudan e Pakistan mostra il vero volto delle nazioni del Medio Oriente e dei paesi islamici, ed ha precisato che questa solidarietà, a dispetto delle diverse nazionalità, lingue, culture e religioni, è diametralmente opposta alla discordia, alla vendetta e all’inimicizia con le quali i mullah e i loro alleati hanno infiammato la regione.

Maryam Rajavi ha precisato che la lotta per il rovesciamento dei mullah al potere in Iran è la lotta di tutte le nazioni della regione ed ha aggiunto: “Se non fosse per questo regime, Bashar Assad sarebbe stato sconfitto molto tempo fa. In Iraq i veri rappresentanti del popolo sarebbero ora al potere e la situazione in Libano, Palestina e negli altri paesi sarebbe diversa. Perciò appoggiare questa Resistenza, che si è sollevata per cacciare questo regime letale, non solo accelera la riconquista della libertà del popolo iraniano, ma contribuisce alla liberazione di tutti i popoli della regione dal fondamentalismo, dal terrorismo e dalla misoginia.

Maryam Rajavi ha anche puntualizzato che gli sviluppi politici degli ultimi anni e il diffondersi del fondamentalismo in tutto il Medio Oriente, Nord Africa e Asia Centrale, hanno creato una sfida colossare per le donne, ed ha chiesto alle donne della regione di combattere contro l’ingerenza dell’Iran in diverse nazioni del mondo, in particolare in Medio Oriente e Nord Africa. E ha detto: “Questa campagna per rovesciare questo regime è legata al destino di tutti i popoli della regione, Perciò nel 21° secolo, la lotta per l’uguaglianza è strettamente connessa alla lotta per essere liberati dalla dittatura e dal fondamentalismo.

Maryam Rajavi ha espresso inoltre la sua vicinanza ai popoli oppressi di Siria e Iraq dicendo: “Vengono tutti schiacciati da una guerra malvagia che viene diretta da Tehran. Per porre fine a queste calamità è necessario cacciare la dittatura religiosa al potere in Iran. Questa è la responsabilità più importante per il movimento delle donne e per i difensori dell’ideale di uguaglianza.

Maryam Rajavi ha sottolineato che i progressi in questo cammino dipendono anche dalla solidarietà ed ha chiesto a tutte le donne di fare tutto il possibile per sostenere i Mojahedin nella prigione di Liberty, per garantire la liberazione dei sette ostaggi di Ashraf, per proteggere le pioniere a Camp Liberty ed aiutare il popolo iraniano.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 Marzo 2014

 

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