lunedì, Gennaio 30, 2023
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Complotti e attacchi terroristici contro gli uffici della Resistenza Iraniana e le sedi dei Mojahedin del Popolo in diversi paesi del mondo

Edi Rama, Primo ministro dell’Albania a proposito delle minacce terroristiche contro i Mojahedin del popolo iraniano (PMOI) in quel paese, il 19 aprile ha dichiarato, che: “Nei riguardi dei Mojahedin del popolo io credo che abbiamo fatto bene. Noi abbiamo accolto un gruppo che era soggetto degli abusi e persecuzioni, tutto qua.

Per rispondere alla sua domanda sulle minacce e sicurezza, noi siamo dalla parte giusta della storia. Noi facciamo parte dei paesi europei atlantici e abbiamo le stesse minacce. Io credo che tutti questi paesi agiscano contro le minacce terroristiche”. (VIZION PLUS, 19 aprile 2018)

Ciò di cui parla il Primo ministro albanese, Edi Rama è una parte dei piani, programmi e vaste azioni del regime teocratico iraniano contro la Resistenza Iraniana dall’Albania alla Germania e agli Stati Uniti d’America. La Resistenza Iraniana da oltre un mese si trova in un’intensa campagna per neutralizzare i complotti terroristici del regime iraniano contro gli uffici del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) e le sedi dei Mojahedin del popolo.
Il CNRI più volte ha denunciato nei suoi comunicati che la fine e l’obiettivo della demonizzazione, le menzogne e le folli ostilità contro i Mojahedin del popolo, in crescita con la rivolta in Iran tra dicembre e gennaio, non sono altro che il terrorismo e spargimento di sangue. Questa realtà più volte s’è realizzata nei campi Ashraf e Liberty, dove ha causato gravi perdite e spargimento di sangue.

Alcuni noti sul ciclo del terrorismo del regime teocratico iraniano dopo la rivolta in Iran:

1. Il 22 marzo 2018 la stampa albanese ha dato la notizia dell’arresto di due agenti iraniani, “F.Z e S.M” ammantati da giornalisti, sospetti di voler compiere azioni terroristiche a Tirana. Secondo la stampa albanese “questi due cittadini iraniani sono stati arrestati perché erano in ricerca di trovare le informazioni, presso i soci internazionali albanesi, per compere le azioni terroristici”.
Ricordiamo che l’ex sanguinario ministro delle Informazioni del regime iraniano, Fallahian aveva dichiarato, il 9 luglio 2017, che: “Il ministero delle Informazioni per raccogliere informazioni, in Iran e all’estero, ha bisogno di coperture. Noi non spediamo un agente dell’Intelligence in Germania che dica io sono dei servizi; perciò occorre la tessera commerciale e giornalistica…”.
2. Il 22 marzo 2018 la Report-TV in Albania ha dato la notizia che: “dall’inizio di marzo le agenzie dell’Intelligence e antiterrorismo hanno sotto osservazione dieci persone che potrebbero organizzare le azioni terroristiche in Albania. Tutti i cittadini iraniani che entrano in Albania e durante il loro periodo di soggiorno in Albania sono ampiamente sotto osservazione. Le agenzie albanesi sono preoccupati in particolare dei cittadini iraniani che possono essere usati dai servizi iraniani per danneggiare la sicurezza dei 3.000 Mojahedin del popolo rifugiati in Albania”.
3. Dall’inizio del 2018 ci sono stati episodi sospetti a Berlino, come avvistare e fotografare la sede del CNRI in quella città e prove di parcheggio delle autovetture di fronte alla Sede. La polizia tedesca è al corrente. In queste azioni il regime iraniano adopera, in alternanza, i cittadino iraniani e mercenari di altre nazionalità. Nei primi di aprile c’erano tutti gli indizi per preparare un attacco terroristico e le autorità competente sono state messe al corrente.
4. Contemporaneamente a Washington sono stati avvistati le azioni sospette di inseguimenti e osservazioni, nei dintorni della sede del CNRI in quella città, da parte dei individui di varie nazionalità. I fatti preavvisano seriamente le minacce terroristiche. La polizia e le autorità competenti sono state messe al corrente.
5. Le ambasciate e l’Intelligence del regime iraniano attraverso i telefono cellulari raccolgono le informazioni sulle persone. Azioni di questo genere sono state numerose.
6. Il regime iraniano usa ampiamente l’assistenza e logistica dei governi che lo sostengono o che di fatto gli sono alleati per colpire i dissidenti.

I precedenti

1. Il 9 gennaio 2018, Khamenei affermando che I Mojahedin del popolo sono gli organizzatori della rivolta in Iran e che questi da mesi l’avevano pianificato, ha minacciato che “questo non sarà senza vendetta” ed ha aggiunto che “con coloro che sono stati coinvolti [nella rivolta] emotivamente, gli studenti o no, bisogna dialogare, però i conti dei monafeghin [i Mojahedin del popolo] sono diversi”.
2. Dal giorno dopo della dichiarazione di Khamenei il Consiglio supremo per la sicurezza del regime ha discusso e deciso di “rendere operative la vendetta” di cui aveva parlato Khamenei, tra cui:
• inseguimenti e castigare gli attori principali individuati in Iran;
• continuazione delle ronde dell’Intelligence dei basiji nei quartieri in coordinazione con le forze d’orine della Repubblica islamica;
• mantenimento dell’allerta e le ronde delle forze d’orine della Repubblica islamica;
• determinazione della situazione degli arrestati coordinati dalle forze d’orine e di sicurezza e la magistratura della Repubblica islamica;
• pubblicare le dichiarazioni e le confessioni di alcuni arrestati a scopo di rivelare il dietro delle quinte della rivolta e i suoi leader;
• aggiornanti in tempo della TV e la stampa dello Stato per trasmettere la realtà;
• la pianificazione di colpire pesantemente i monafeghin [i Mojahedin del popolo] in base alla possibilità del Corpo dei pasdaran e del ministero delle Informazioni;
• la preparazione dei piani e risposte adeguati con cui i servizi dell’Intelligence e di Sicurezza di quei paesi i quali le autorità politiche o governative hanno inviato i messaggi di sostegno alla rivolta, possano compensare. Utilizzare questo per dare una risposta ferma e pesante ai monafeghin [i Mojahedin del popolo].

3. Il segretario del Consiglio supremo per sicurezza del regime, pasdar Shamkhani, il 1 gennaio 2018, il quinto giorno della rivolta, ha dichiarato che “L’obiettivo dell’intervento organizzato straniero è impedire il progresso dell’Iran, perciò tentano di farlo crollare del dentro”. Egli ha aggiunto “I Mojahedin in mano la bandiera dell’Arabia Saudita, riceveranno la risposta da dove non se lo aspettano”.
4. Il mullà Khatami, il 2 gennaio 2018, ha dichiarato che “Gli amari episodi di questi giorni qua e la nel paese mostrano che alcuni opportunisti sfruttando il raggruppamento e le proteste pacifiche della gente e creano tumulti e insicurezza e distruggono i patrimoni pubblico e offendono la sacralità religiosa e nazionale perfino uccidono le persone innocenti, inseguono i nefasti obiettivi dei nemici … gli acerrimi nemici rivendicativi del popolo iraniano, a cui capo gli USA e i loro avvinti agenti come i terroristi, monafeghin [i Mojahedin del popolo] ed alcuni loro mercenari nella Regione hanno sostenuto e incitato i facinorosi e le loro violenti azioni ed hanno palesato la profondità dell’inganno nella rivendicazione della democrazia e della compassione per il popolo iraniano. Il popolo saggio e valoroso dell’Iran non dimenticherà mai i crimini e l’inimicizia di questi ingannatori opportunisti all’inizio della rivoluzione e durante la guerra imposta e impostazione delle sanzioni disumani e alti procedimenti”.
5. Il presidente del regime iraniano, il mullà Rouhani in una telefonata durata un’ora, 2 gennaio 2018, al presidente francese gli ha chiesto di prendere provvedimento contro i Mojahedin del popolo in Francia. Secondo l’Agenzia francese “Hassan Rouhani ha chiesto al Emmanuel Macron di prendere misure contro le attività “di un gruppo terroristico” iraniano residente in Francia, che secondo lui erano coinvolti nelle manifestazioni recenti in Iran. il presidente della repubblica dell’Iran riferendosi chiaramente ai Mojahedin del popolo ha aggiunto: “Noi siamo critici al fatto che un gruppo terroristico abbia una base in Francia e si adoperi contro il popolo iraniano e inciti la violenza. Noi chiediamo al governo francese di prendere provvedimenti contro questo gruppuscolo terroristico”.
6. Le Figaro, il 4 gennaio 2018, ha scritto: “Rouhani un’altra volta parla della storia dei Mojahedin. Hassan Rouhani ha chiesto a Emmanuel Macron di prendere i provvedimenti contri i suoi dissidenti in esilio”. Le Figaro ha aggiunto che: “A l’Élysée si dice che: non abbiamo avuto colloqui con gli iraniani in cui a un certo punto non ci rinfaccino l’argomento Mojahedin”.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, Commissione Sicurezza e Antiterrorismo
20 aprile 2018

 

 

 

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