per minare una soluzione pacifica e reciprocamente soddisfacente per la crisi di Ashraf
– La Resistenza Iraniana richiede al Segretario Clinton e al Segretario Generale delle Nazioni Unite di intraprendere misure adeguate per assicurare il successo degli sforzi degli Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Europea e UNHCR, che sono seriamente minacciati dal regime iraniano – Ricordando il precedente appello del Segretario del Segretario Generale delle Nazioni Unite agli stati membri delle Nazioni Unite “ad appoggiare e agevolare l’attuazione di qualunque accordo che sia accettabile per il governo iracheno e i residenti del campo,” Mrs. Rajavi ha proposto di convocare una sessione speciale a Parigi, Bruxelles o Ginevra, presieduta dall’Amb. Martin Kobler, Rappresentante Speciale in Iraq del Segretario Generale; e a cui possano partecipare lei stessa o i rappresentanti di Campo Ashraf; autorevoli funzionari iracheni; l’Amb. Daniel Fried, Rappresentante Speciale del Segretario Clinton ad Ashraf; il rappresentante dell’Ambasciata Americana a Baghdad per Ashraf; il Rappresentante dell’UNHCR; il Vice Presidente del Parlamento Europeo Dr. Alejo Vidal Quadras; e Struan Stevenson, Capo della Delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con l’IraqIn dichiarazioni separate, il Segretario di Stato Hillary Clinton, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Baronessa Catherine Ashton hanno accolto favorevolmente la pacifica e umanitaria soluzione per la crisi di Campo Ashraf secondo la legge internazionale. Anche la Comunità Internazionale, compresi i governi di Canada, Italia, Francia, Regno Unito e Germania, hanno accolto favorevolmente questa soluzione. Il 28 Dicembre, Mrs. Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana ha rilasciato una dichiarazione sulla disponibilità di 400 residenti di Ashraf a trasferirsi a Camp Liberty con i loro veicoli e beni mobili il 30 Dicembre 2011.
Nello stesso momento, la dittatura religiosa che governa l’Iran, nel tentativo di distruggere il suo principale oppositore, si è imbarcato in uno strenuo tentativo di minare la pacifica e reciprocamente soddisfacente soluzione per la crisi di Ashraf. Nel fare ciò sta perseguendo due obbiettivi: costringere il governo iracheno a violare i suoi impegni ed incolparne i residenti di Ashraf, la leadership dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) e la Resistenza Iraniana.
Tutto indica che il regime iraniano e i suoi agenti in Iraq stanno lavorando a questo scopo.
1. Il 24 Dicembre, un’unità del Corpo terroristico Qods Force delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, sotto il comando del Generale Iraj Masjedi, il Capo di Stato maggiore della forza Qods , ed un’altra delegazione capeggiata dal Gen. di Brigata Hassan Kazemi Qomi, comandante delle forze Qods ed ex ambasciatore in Iraq, sono andati a Baghdad e hanno discusso la questione del PMOI ad Ashraf. Subito dopo, dei missili sono stati lanciati ad Ashraf.
2. Missili da 107 mm sono stati lanciati ad Ashraf il 25, 27 e 28 Dicembre.
3. Kazem Jalali, Capo del Comitato Parlamentare di Sicurezza del regime, ha esplicitamente richiesto l’uccisione e la distruzione dei membri del PMOI in Iraq. “Sarebbe meglio punire questi criminali e farli pagare per i loro crimini,” ha detto all’agenzia di stato Mehr News il 24 Dicembre.
4. Il portavoce del Leader Supremo Ali Khamenei, il quotidiano Kayhan, che agisce per conto degli ufficiali iracheni così come per le agenzie di sicurezza e giudiziarie, ha scritto: “Finora 258 casi giudiziari sono stati schedati contro i membri del PMOI in Iraq.” Questa affermazione è stata ripresa dai media pubblici incluso Ressalat a Tehran il 1 Gennaio 2012.
5. Il 31 Dicembre, il ministro del regime per i Servizi Segreti e la Sicurezza (MOIS), ha annunciato attraverso uno dei suoi siti web, www.Iran-Interlink.org, che anche se i residenti di Ashraf si trasferiranno a Camp Liberty, continueranno a trovarsi di fronte gli agenti che, spacciandosi per i parenti del PMOI, negli ultimi due anni si sono radunati attorno ad Ashraf per minacciare ed insultare i residenti, in particolar modo le donne.
6. Lo stesso giorno l’agenzia giornalistica IRGC ha annunciato che i membri del PMOI dovevano essere trasferiti il un luogo ai confini con Iraq, Arabia Saudita e Kuwait e che gli ufficiali iracheni si erano opposti al loro trasferimento a Camp Liberty.
7. Mentre il 21 Dicembre, il Primo Ministro iracheno annunciava il prolungamento di sei mesi dell’ultimatum, l’ambasciatore di Tehran a Baghdad Hassan Danai-far, veniva citato dall’agenzia giornalistica di Stato, ISNA, il 1° Gennaio: “Il governo iracheno prevede di chiudere Ashraf nei prossimi giorni.”
8. Il governo iracheno non è stato d’accordo sulla partecipazione di Mrs. Rajavi e dei rappresentanti di Campo Ashraf e nemmeno dei loro avvocati, alla discussione sul destino dei loro clienti tra il governo iracheno e l’Amb. Kobler. E ciò a dispetto del fatto che nel paragrafo 66 del suo rapporto del 7 Luglio 2011 al Consiglio di Sicurezza, il Segretario Generale Ban Ki-moon, avesse chiaramente dichiarato: “Mi rivolgo agli Stati membri affinché aiutino a sostenere ed agevolare l’attuazione di qualunque accordo che sia accettabile per il Governo dell’Iraq e per i residenti del campo.”
9. I funzionari degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite hanno detto che Camp Liberty è stato consegnato al governo iracheno il 3 Dicembre. Il 7 Dicembre, i funzionari delle Nazioni Unite hanno detto ai rappresentanti di Ashraf di avere visitato Camp Liberty e che era stato approntato secondo gli standard delle Nazioni Unite e dell’UNHCR. E’ circa 40 Km2 e hanno detto che le forze statunitensi hanno lasciato installazioni ed infrastrutture necessarie e sufficienti. I funzionari delle Nazioni Unite hanno ripetutamente dichiarato che non avrebbero firmato alcun accordo con il governo iracheno sul trasferimento dei residenti di Ashraf a Camp Liberty senza prima aver informato e ricevuto il consenso dei rappresentanti di Ashraf.
10. Comunque, il 25 Dicembre, il Memorandum di Intesa è stato firmato a causa delle pressioni del governo iracheno e senza che ne fossero a conoscenza e ne avessero dato consenso i residenti di Ashraf e i loro rappresentanti. Il testo del Memorandum di Intesa è stato fornito ai rappresentanti di Ashraf il giorno dopo. Apparve subito chiaro che le forze irachene avevano occupato il 95% dell’area di Camp Liberty. In seguito si apprese che la zona assegnata ai residenti di Ashraf non era pronta. Il 30 Dicembre è stata assegnata ai residenti una sistemazione alternativa e provvisoria a Camp Liberty, ben più piccola. Ai rappresentanti di Ashraf è stato detto che il governo iracheno si era opposto a che i 400 residenti portassero i loro veicoli e beni mobili da Ashraf a Camp Liberty.
11. Per ciò che riguarda i beni mobili, gli elettrodomestici da cucina e le attrezzature per fare il pane alla fine è stato detto ai residenti, che sarebbero stati disponibili a Camp Liberty. Comunque, i funzionari iracheni hanno respinto il suggerimento dei rappresentanti di Ashraf di mandare un team di 5-10 membri dei residenti di Ashraf e degli ingegneri a visitare Camp Liberty per alcune ore e valutare le strutture e le sistemazioni.
12. I funzionari iracheni si sono anche opposti al trasferimento dei veicoli dei residenti con il pretesto che non sono immatricolati. In ogni caso l’Amb. Kobler era stato informato che tutti i veicoli ed equipaggiamenti avevano i loro documenti e che più di 200 erano stati acquistati nel 2008, sotto il controllo delle forze statunitensi, con i loro contributi. Queste macchine non hanno le targhe a causa dei tre anni di assedio di Ashraf e il rifiuto dei funzionari iracheni a rilasciarle. Il rappresentante di Ashraf ha proposto all’Amb. Kobler che, se i funzionari iracheni non stavano realmente usando la questione delle targhe come una scusa, avrebbero potuto risolvere questo problema nel giro di poche ad Ashraf o a Liberty, mandando dei funzionari dell’Ufficio della Motorizzazione a rilasciare le targhe. Ha detto anche che tutti i veicoli potevano essere consegnati alle Nazioni Unite appena fossero arrivati e scaricati a Liberty. Questo avrebbe fornito il tempo necessario a risolvere le questioni legali e restituire le macchine ai loro proprietari. Il rappresentante di Ashraf ha anche suggerito che, se completare il viaggio di uno o due giorni da Ashraf a Liberty sotto il controllo degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite, viola la sovranità irachena, i residenti di Ashraf sono pronti ad affittare dei camion da una ditta privata per trasportare le loro auto.
13. In una lettera al Segretario Clinton il 29 dicembre, inviata per conoscenza al Segretario Generale Ban Ki-moon, all’Amb. James Jeffrey, all’Amb. Daniel Fried e all’Amb. Martin Kobler, Mrs. Rajavi ha scritto: “Ricordo il mio accorato appello ai residenti di Ashraf per il trasferimento di 400 persone a Camp Liberty come gesto di buona volontà fino al successivo accordo del governo iracheno sulle assicurazioni minime e ribadisco che 400 residenti sono pronti a trasferirsi a Camp Liberty con i loro veicoli e beni mobili il 30 Dicembre. Quindi, perché e chi sta impedendo una prima ispezione di Camp Liberty da parte di cinque o dieci residenti di Ashraf allo scopo di valutare lo stato e le carenze del nuovo campo? L’ovvia domanda che i residenti stanno ponendo è se Liberty sia o no una prigione. Altrimenti, trasferire le attrezzature necessarie a Liberty per approntare e sistemare le carenze non dovrebbe essere un danno per nessuno? Perché c’è questa opposizione a che i residenti lascino Ashraf con i loro beni e veicoli appena possibile? Il trasferimento di elettrodomestici da cucina, attrezzature per fare il pane, riscaldamenti, frigoriferi, condizionatori d’aria e generatori sono una minaccia per la sovranità dell’Iraq? L’UNHCR ha riconosciuto i residenti di Ashraf come “formalmente richiedenti asilo sotto l’egida della legge internazionale…. ed essi devono essere in grado di beneficiare delle basilari protezioni alla loro sicurezza e incolumità”.
14. Mrs Rajavi si è appellata al Segretario Clinton per vere la sua assistenza e il suo intervento in modo che l’Amb. Kobler possa convincere il governo iracheno ad accettare “l’ispezione di Camp. Liberty da parte di alcuni ingegneri di Ashraf; il trasferimento immediato di 400 residenti di Ashraf a Liberty con i loro veicoli e beni mobili e la conseguente accettazione dell’Iraq delle assicurazioni minime per convincere il resto dei residenti di Ashraf ad andare a Liberty nei mesi rimanenti ora che l’ultimatum è stato prolungato.”
15. Il rappresentante dei residenti di Ashraf fuori dall’Iraq ha scritto a Mr Kobler il 30 Dicembre: “Purtroppo, tutto indica che il governo iracheno intende trasformare Camp Liberty in una prigione per i residenti di Ashraf. Il divieto ai residenti di portare i loro veicoli, l’imposizione di restrizioni sul portare i loro beni e l’opposizione ad una iniziale ispezione del sito da parte di un gruppo di ingegneri di Ashraf, sono fonte di enorme preoccupazione per i residenti. Queste restrizioni, che sono assolutamente contrarie ai valori e ai diritti fondamentali che le Nazioni Unite dovrebbero salvaguardare, non hanno nulla a che vedere con la sovranità dell’Iraq. Al contrario, il diritto di sovranità è degenerato in una scusa per favorire l’intento malvagio del fascismo religioso che governa l’Iran. Se si aggiunge a queste condizioni la minaccia di un attacco se il trasferimento senza i veicoli non verrà accettato, e l’attacco missilistico contro Ashraf, la cui origine è abbastanza chiara, ogni persona imparziale e ragionevole potrebbe solo arrivare ad una conclusione: il governo iracheno è intenzionato a costruire un luogo di detenzione per i residenti di Ashraf. Ciò che sta avvenendo ora è un trasferimento forzato e una flagrante violazione dei diritti dei residenti.”
16. Ha anche aggiunto: “Concorderete spero, che ad eccezione dei prigionieri, nessuno viene portato in un’area senza prima averla ispezionata e non ci si aspetti che i residenti vadano in una prigione di loro spontanea volontà se l’Iraq non accetta una iniziale visita esplorativa a Camp Liberty da parte di un team di 5-10 membri dei residenti di Ashraf; richiedo poi che per conto dei residenti, una delegazione formata da rappresentanti e avvocati di Ashraf, e comprendente il Senatore Robert Torricelli, il Generale di Brigata David Phillips (in congedo), il Sig. Paolo Casaca (ex membro del Parlamento Europeo) e il Dr. Juan Garces (eminente giurista internazionale), si rechi in Iraq domani per visitare Camp Liberty e assicurare ai residenti che non c’è premeditazione nei loro confronti.”
17. Ms Mojgan Parsaei, Vice Presidente della Resistenza Iraniana a Campo Ashraf, ha scritto all’Amb. Kobler il 1° Gennaio: “I residenti di Ashraf sono profondamente preoccupati che siano in corso preparativi per trasferirli in una prigione o qualcosa di simile. Contrariamente ai richiami del Segretario Generale delle Nazioni Unite e suo, ciò ci spingerebbe verso un trasferimento forzato e illegale cosa che è contraria all’IHL e al ICCPR. I residenti di Ashraf sentono che stanno per affrontare delle sofferenze non necessarie, un comportamento umiliante e degradante. I nostri avvocati ci avvertono continuamente di questo; dicono di averle inviato dozzine di lettere a questo riguardo nei due giorni passati…. In una lettera del 26 Dicembre al Segretario Generale Ban Ki-moon, inviata anche a lei per conoscenza, più di 3000 residenti di Ashraf hanno scritto: “Lei concorderà con noi che il trasferimento forzato è proibito dalla legge internazionale. L’attuale tentativo di trasferirci viene fatto sotto costrizione, contro la nostra libera volontà, e mentre non abbiamo le assicurazioni minime per la nostra sicurezza e incolumità””. Ha aggiunto: “ Considerate le succitate preoccupazioni, i residenti di Ashraf si trovano ad affrontare un oscuro e sconfortante futuro. Mi trovo a dover affrontare una marea di domande da parte dei residenti di Ashraf, i loro avvocati e le loro famiglie…. Il governo iracheno, sotto la pressione del regime iraniano, sta programmando di cancellare l’accordo? Sta cercando di usare l’Amb. Kobler a proprio vantaggo per mandarci in prigione e costringerci ad un ingiusto e inaccettabile trasferimento contrario alle leggi e alle convenzioni internazionali? Sta cercando di obbligare il SRGS a ritirarsi da questo accordo e dare la colpa a noi, e quindi attaccarci e giustificare un altro massacro?”
18. Nella sua lettera, Ms Parsaei ha sottolineato “l’adesione dei residenti di Ashraf alla lettera di Mrs. Rajavi del 28 Dicembre e alla sua lettera al Segretario Clinton del 29 Dicembre.”
Segretariato del consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
02 Gennaio 2012
