mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Breaking News: La giustizia prevale per la Resistenza Iraniana in Francia

La giustizia ha prevalso: la collaborazione a demonizzare è stata sconfitta e la legittimità della Resistenza Iraniana è stata dimostrata 

La repressione della Resistenza Iraniana ha distratto le attenzioni dal vero terrorismo e ha offerto la migliore opportunità per i fondamentalisti 

Martedì 16 Settembre, il giudice istruttore antiterrorismo dell’ufficio della Procura di Parigi ha ordinato la fine del perseguimento di un dossier infame che era stato aperto 14 anni fa contro la Resistenza iraniana in un accordo con il regime dei mullah e ha definitivamente chiuso il fascicolo.

 

Questo dossier che è iniziato dalla denuncia assurda di terrorismo e di finanziamento del terrorismo, in mancanza di prove relative al terrorismo, è stato dirottato su accuse finanziarie come il riciclaggio di denaro e la frode. Ora, il sistema giudiziario francese stabilisce che non ci sono prove nemmeno per le accuse. Così, nonostante il pompaggio di false testimonianze e informazioni fabbricate, la magistratura francese ha confermato la falsità di tutte le accuse che erano state proposte contro la Resistenza Iraniana.

La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha definito la decisione della magistratura francese come la vittoria della giustizia e della resistenza sulla collaborazione e sul fare accordi, una sconfitta della campagna di demonizzazione, e un riconoscimento della legittimità della resistenza contro il fascismo religioso, e ha dichiarato che fin in dall’inizio, questo dossier infame era il sottoprodotto di una vergognosa collaborazione con il fascismo religioso al potere in Iran volta a “distruggere” la giusta e democratica resistenza del popolo iraniano per rovesciare il regime dei mullah che è il padrino del terrorismo e del fondamentalismo nel nostro mondo di oggi.

Il magistrato inquirente, pur respingendo l’accusa di terrorismo contro il OMPI (MEK) ha ribadito: “Va detto che il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, l’OMPI, e l’Esercito di Liberazione Nazionale dell’Iran, formano tutti un corpo collettivo con l’obiettivo di rovesciare il regime al potere in Iran”. Egli ha sottolineato che sulla base dell’ “indagine giudiziaria” i metodi della resistenza per raggiungere questo obiettivo sono “sia politici (come la diffusione di informazioni, l’attirare l’attenzione, il fare lobby, l’utilizzo di varie latitudini)”, sia “l’utilizzo di un vero e proprio esercito, l’Esercito di Liberazione Nazionale dell’Iran”, ” sia ha incluso operazioni militari all’interno dell’Iran, per i quali l’OMPI ha rivendicato la responsabilità”, e “nel fascicolo non vi è alcuna prova che punta verso qualsiasi operazione armata che abbia preso di mira i civili deliberatamente”.

Il giudice ha aggiunto che ciò che è nel dossier “non consente che le operazioni militari siano equiparate ad atti terroristici. In base alle leggi francesi, un attacco militare che conduce a scontri tra le forze armate, non può essere descritto come il terrorismo”.

 

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