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Behrooz Rahimian, membro dell’OMPI, è stato ucciso dalla mancanza di cure causata dall’ostruzionismo del Governo dell’Iraq e dal silenzio fatale di Martin Kobler e dell’UNAMI.

• Behrooz Rahimian è il secondo residente morto a Liberty e il nono membro della sua famiglia ad essere ucciso
Behrooz Rahimian, un membro dell’OMPI, è morto domenica 23 Dicembre 2012 alle ore 12:00 per un arresto cardiaco un mese dopo che l’intelligence iracheno aveva impedito il suo ricovero in ospedale. L’amministrazione irachena, gli agenti dell’intelligence e lo stesso Primo Ministro sotto la cui supervisione vengono imposte queste restrizioni, sono responsabili per la sua morte dato che non hanno gli hanno consentito di ricevere cure mediche. L’UNAMI e Martin Kobler in persona, dovranno essere ritenuti colpevoli per il loro silenzio sull’assedio disumano imposto del Governo dell’Iraq (GoI) e di non aver dato seguito alle rimostranze di Behrooz e dei consulenti legali dei residenti del campo su questa questione, visto che la morte di Behrooz poteva essere facilmente evitata.
Behrooz Rahimian proveniva da una nota famiglia della provincia di Mazandaran in Iran. Iniziò la sua esperienza di lotta  nei ranghi dell’OMPI trentacinque anni fa. Prima di allora, tre dei suoi fratelli, Bahman, Firouz e Bijan, sua moglie, due cugini e altri due membri della sua famiglia che facevano tutti parte dell’OMPI rimasero uccisi nella lotta contro il regime teocratico al potere in Iran.
Behrooz è il secondo residente che muore a Camp Liberty. Prima di lui, l’ingegnere Bardia Amir-Mostofian è morto il 20 Marzo 2012 a causa di un arresto cardiaco avuto dopo un trasferimento coatto e frettoloso, voluto insistentemente da Martin Kobler alla vigilia del Nuovo Anno Iraniano. Bardia ha avuto l’arresto cardiaco subito dopo essere entrato a Camp Liberty. I medici iracheni hanno confermato che era morto a causa della eccessiva mancanza di sonno e per la fatica. Per le 48 ore precedenti la sua morte, aveva preso parte al trasferimento dei beni da perquisire per il trasferimento da Ashraf a Liberty.
 Behrooz soffriva di problemi cardiaci da molto tempo e per questo era in cura e sotto controllo dei medici. Purtroppo però, da quando era iniziato il crudele assedio sanitario quattro anni fa aveva avuto sempre maggiori difficoltà. Ciononostante, Behrooz e molti altri pazienti hanno ricevuto le cure mediche basilari grazie alle strutture della clinica dei residenti stessi ad Ashraf e agli sforzi dei medici dell’OMPI. Ma la situazione è divenuta molto più pericolosa per Behrooz e gli altri pazienti dopo essere stati strasferiti a Liberty dove gli è stato proibito di usare le loro attrezzature mediche.

Behrooz aveva iniziato ad accusare gravi dolori al torace il 25 Novembre 2012 ed era stato trasferito in un ospedale di Baghdad come caso urgente. I medici dell’ospedale avevano deciso di ricoverarlo presso l’unità coronarica ma gli agenti dell’intelligence iracheno lo hanno impedito ed hanno costretto i medici a rifiutarsi di ricoverare Behrooz.
Il suo interprete aveva chiamato dall’ospedale il capo della squadra dell’UNAMI a Liberty, informandolo della grave situazione di Behrooz e dell’impedimento al suo ricovero. Tuttavia, nessuna azione era stata intrapresa e dato che i medici erano stati minacciati e intimoriti dagli agenti iracheni, Behrooz era stato riportato a Camp Liberty dopo aver preso alcune medicine, nonostante soffrisse di gravi dolori al cuore.
Il 26 Novembre, il consulente legale dei residenti aveva scritto ciò che segue in un rapporto inviato a Martin Kobler, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU, Gyorgy Buzstin, il suo vice, Francesco Motta, capo del gruppo per i diritti umani dell’UNAMI, ai funzionari U.S.A. e UNHCR:
“Le minacce ai pazienti a Baghdad da parte degli agenti dell’intelligence continuano. La scorsa notte, uno dei pazienti inviati dal medico della clinica al Yarmouk Hospital come caso urgente a causa di un problema cardiaco, ha subito le minacce dell’agente dell’intelligence che lo accompagnava.”
In una lettera all’Ufficio per i Diritti Umani dell’UNAMI del 26 Novembre, copia della quale è stata inviata al rappresentante dei residenti, Behrooz scriveva: “Ieri verso le ore 16:00, ho avvertito dei dolori al petto, dolori come non avevo mai avvertito prima. Sono stato portato alla clinica di Liberty dai miei amici, il medico mi ha visitato e dopo aver fatto un elettrocardiogramma … ha disposto il ricovero in ospedale a Baghdad.
“Sin dall’inizio, cioè dalle 21:30, ho subito le molestie, le pressioni e gli insulti dell’agente dell’intelligence iracheno che mi aveva accompagnato con la squadra di scorta…. Una volta in ospedale, l’agente ha iniziato ad interferire nelle questioni mediche, creando ostacoli e facendo pressioni ai dottori dello staff dell’ospedale. Ha creato un’atmosfera di intimidazione e ha detto chiaramente ai dottori che non gli era permesso di trattenere il paziente (me) per la notte. Quando ho iniziato a dire al dottore dei problemi che avevo e l’interprete voleva tradurre le mie parole, l’agente ha iniziato ad insultare me e l’interprete e con un anormale tono di voce molto alto gli ha detto di non parlare in inglese perché era proibito. Ho fatto del mio meglio per convincerlo che non conosco l’arabo, ma non mi ha ascoltato e non ha permesso che parlassimo con il dottore…. Alla fine, la sera, ho contattato l’osservatore dell’UNAMI … A causa dell’atmosfera di intimidazione che l’agente dell’intelligence aveva creato in ospedale, tutti i dottori e lo staff dell’ospedale stesso si sono comportati molto prudentemente e, nonostante i gravi problemi che avevo, non mi hanno ricoverato ma mi hanno detto di ritornare al campo la sera stessa….”
La morte di Behrooz è avvenuta nel momento in cui, due giorni fa l’UNAMI, sotto la supervisione di Martin Kobler, nel suo rapporto sui diritti umani per il periodo dei primi sei mesi del 2012, nella sezione su Ashraf e Liberty, ignorando e distorcendo i fatti, ha cercato di dipingere un’immagine completamente opposta di Camp Liberty. E questo per occultare il fatto che questo campo è una prigione, non rispetta gli standards umanitari e i diritti umani, che i diritti fondamentali dei residenti vengono violati, che i residenti subiscono un assedio sanitario e vengono privati del loro diritto di proprietà. Questo rapporto ha cercato di coprire i crimini del GoI commessi per conto del regime iraniano e con l’avallo di Martin Kobler.
Tra le tante bugie, questo rapporto afferma: “C’è una struttura medica con un medico iracheno a Camp Liberty. Le ambulanze sono in stato di allerta 24 ore su 24. Il Governo dell’Iraq assicura il trasporto dei residenti fuori dal campo per gli appuntamenti medici quando necessario.” Questo rapporto da’ il via libera al Governo dell’Iraq e al regime iraniano per continuare ed intensificare le loro politiche repressive  e il loro assedio disumano nei confronti dei residenti di Ashraf e Liberty.
La Resistenza Iraniana si rivolge al Governo degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite perché pongano immediatamente fine agli ostacoli e al blocco delle cure per i pazienti e al divieto di trasferimento a Liberty delle attrezzature mediche dei residenti. La Resistenza Iraniana ricorda che questo tipo di condotta è un esempio di Crimini Contro la Comunità Internazionale, di violazione delle Convenzioni di Ginevra e una violazione delle leggi sull’asilo; e che coloro i quali commettono questi crimini devono essere perseguiti e consegnati alla giustizia.
E’ da notare che come gli altri residenti di Ashraf e Liberty, Behrooz era una “Persona Protetta secondo la Quarta Convenzione di Ginevra”. Il numero del documento di identità fornitogli dal Governo U.S.A. dopo il riconoscimento del suo status era AB36790D.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
23 Dicembre 2012 

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