domenica, Gennaio 29, 2023
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Attivisti chiedono all’ONU di “indagare e perseguire” l’Iran per il massacro dei 30.000 prigionieri politici nel 1988

CNRI – Gli iraniani di tutto il mondo hanno chiesto alle Nazioni Unite di indagare sul massacro di 30.000 prigionieri politici in Iran nel 1988 e di perseguire i responsabili di questo genocidio.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve anche fornire adeguata protezione ai dissidenti iraniani a Camp Liberty fino a che possano essere riportati ad Ashraf, hanno detto illustri iraniani. La richiesta è stata presentata dall’Alleanza Mondiale delle Comunità Iraniane in Difesa dei residenti di Ashraf e Liberty, durante una campagna mondiale lanciata nel 25° anniversario di questo massacro.

Un comunicato dell’Alleanza recita: “Sono passati venticinque anni dal massacro di 30.000 prigionieri politici per mano del sanguinario regime dei mullah.

“Questo crimine è un esempio lampante di crimine contro l’umanità paragonabile al genocidio seguito alla II Guerra Mondiale, ed una delle pagine più buie della storia iraniana.

“Khomeini intendeva eliminare i suoi oppositori, con l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK) in cima alla sua lista, e così garantire la sopravvivenza del suo mostruoso regime.

“Ma non sapeva che il sangue puro dei martiri, che sono andati al patibolo a causa della fedeltà al loro giuramento di portare libertà all’Iran, vivrà per sempre.

“Il popolo iraniano e la storia di questo paese ricorderanno per sempre coloro che hanno sacrificato le loro vite per la libertà dell’Iran ed il regime dei mullah porterà per sempre la vergogna di questo crimine fino alla sua caduta.”

“E mentre i criminali della II Guerra Mondiale sono fuggiti, i responsabili del massacro del 1988 sono ancora al potere negli alti ranghi del regime,” dice il comunicato.

Ed ha aggiunto: “Khamenei e la maggior parte degli attuali alti funzionari del regime, dal presidente alla maggior parte degli elementi della magistratura e dell’apparato dell’intelligence, furono tutti direttamente coinvolti nella carneficina. Dopo quell’orribile crimine, stanno continuando a torturare e giustiziare i prigionieri incessantemente.

“L’indifferenza mostrata dalla comunità internazionale ha davvero ulteriormente favorito questi crimini. Questo è uno degli aspetti più sporchi della disgustosa politica di accondiscendenza verso il fascismo religioso al potere in Iran. E alla fine il popolo sta pagando il prezzo più alto.”

“Anche i massacri dei membri dell’OMPI (MEK) ad Ashraf e Liberty e di quelli nelle prigioni dei mullah rappresentano la continuazione del “sogno” di annientare l’OMPI,” ha detto l’Alleanza.

Ed ha attaccato “l’ombra vergognosa” del silenzio della comunità internazionale quando circa altri 90 prigionieri sono stati giustiziati in Iran il mese scorso e molti altri subiscono fustigazioni ed amputazioni.

Il comunicato continua: “Venticinque anni fa hanno cercato di superare la profonda crisi del regime massacrando i prigionieri e oggi vedono come unica soluzione per mantenere il loro regime massacrare i residenti di Ashraf e Liberty.”

L’Alleanza si è anche rivolta alle comunità iraniane perché esortino i parlamentari, i partiti politici e i gruppi in difesa dei diritti umani ad approvare risoluzioni e dichiarazioni che riconoscano il massacro del 1988 come un crimine contro l’umanità e un genocidio ed insistano a che i loro governi appoggino una indagine dell’ONU su questo massacro.

Gli attivisti si sono anche rivolti ai loro compatrioti iraniani perché organizzino delle manifestazioni chiedendo una indagine dell’ONU e raccolgano prove dei crimini del regime iraniano come: i siti delle fosse comuni e i nomi degli inquisitori e dei torturatori coinvolti nel massacro.

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