lunedì, Gennaio 30, 2023
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Argentina: un giudice ha chiesto di invalidare l’accordo con il regime iraniano sull’attentato del ’94

CNRI – Un procuratore argentino ha chiesto al giudice di dichiarare incostituzionale l’accordo tra il governo argentino e il regime iraniano per indagare congiuntamente sull’attentato mortale del 1994 al Jewish Community Center di Buenos Aires, dato che i tribunali locali ne hanno accusato i funzionari del regime iraniano, ha riferito la Reuters.

 

Alberto Nisman, che ha presieduto l’indagine sull’esplosione al centro AMIA, che uccise 85 persone, ha presentato appello al giudice federale mercoledi, secondo un documento visionato dalla Reuters.

Con una istanza integrativa di rinvio a giudizio presentata alla corte a Maggio, il procuratore ha riconfermato gli avvisi di garanzia per sette leaders del regime ritenuti colpevoli di questo attentato terroristico.

I sette sono: Ali Akbar Rafsanjani, l’allora Presidente ed attuale Presidente del Consiglio per il Discernimento; Ali Akbar Velayati, l’allora Ministro degli Esteri ed attuale consigliere di Ali Khamenei; Mohsen Rezaii, l’allora comandante dell’IRGC e segretario del Consiglio Nazionale per il Discernimento; Ahmad Vahidie, l’allora comandante della forza terroristica Qods; Mohsen Rabbani, allora inviato culturale e Ahmadreza Asghari, l’allora terzo segretario dell’ambasciata del regime dei mullah in Argentina.

Per insabbiare questo dossier, aperto da 18 anni, il regime iraniano ha fatto un accordo con il governo argentino il 27 Gennaio 2013, per formare una delegazione reciprocamente accettabile per indagare su questo caso.

Anche l’attuale presidente del regime iraniano, Hassan Rouhani, era nel comitato speciale del governo che progettò l’attentato del 1994 al Jewish Community Center di Buenos Aires, secondo le accuse fatte dal procuratore del governo argentino che indaga sul caso.

Nell’istanza integrativa di rinvio a giudizio, così come in quella originale presentata alla corte nel 2006, il procuratore speciale ha fatto riferimento alle conferenze stampa, alle interviste e ai comunicati stampa del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) e dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) che rivelarono in ogni dettaglio il ruolo avuto dal regime teocratico in questo crimine.

Tre settimane dopo l’attentato all’AMIA, in una conferenza stampa a Washington il 10 Agosto 1994, alla presenza di decine di reporters, la Resistenza Iraniana sottolineò che l’attentato all’AMIA era stato progettato e organizzato dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime.

L’istanza integrativa provoca grossi timori nel regime teocratico, nonostante che nei mesi scorsi il regime abbia lavorato duramente per far archiviare questo caso mediante accordi e alcune concessioni economiche.

L’istanza integrativa del procuratore argentino ha rivelato in dettaglio la rete terroristica del regime in vari paesi dell’America Latina, che operano sotto le mentite spoglie di associazioni culturali e religiose, ed ha dimostrato che questa rete terroristica coinvolta nell’attentato all’AMIA ha anche portato a termine molte altre operazioni terroristiche nella regione.

 

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