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Arabia Saudita: “Il regime iraniano non può cancellare la sua storia di terrorismo”

CNRI – Il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Adel Al-Jubeir, ha aspramente criticato gli atti di terrorismo internazionale del regime iraniano e il suo appoggio alla dittatura omicida di Bashar al-Assad in Siria. Al-Jubeir ha reso pubblica la sua posizione in un articolo sull’edizione di lunedì di The Wall Street Journal. Di seguito il testo del suo editoriale:

The Wall Street Journal 

OPINION

COMMENTARY

L’Iran non può cancellare la sua storia di terrorismo

L’Arabia Saudita sarà felice di avere rapporti migliori con Teheran, ma prima deve smettere di sostenere il terrorismo.

di ADEL AL-JUBEIR

19 Settembre 2016

A Ronald Reagan piaceva molto citare una frase famosa di John Adams, che diceva: “I fatti sono cose testarde”. Così, nonostante il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif abbia fatto proclami pubblici sulla lotta all’estremismo, i fatti dimostrano che i suoi commenti sono al massimo ironici e poco più di una falsa propaganda.

Il fatto è che l’Iran è il primo stato sponsor del terrorismo, con dei funzionari di governo direttamente responsabili di numerosi attacchi terroristici sin dal 1979. Tra questi l’attentato suicida contro l’ambasciata americana a Beirut e la caserma dei marines all’aeroporto internazionale di Beirut. L’attentato alle Khobar Towers in Arabia Saudita nel 1996, gli attacchi contro più di una dozzina di ambasciate in Iran, comprese quelle britannica, americana e dell’Arabia Saudita e l’assassinio di diversi diplomatici in tutto il mondo, solo per fare qualche esempio.

Nessuno può negare il fatto che l’Iran usi il terrorismo per portare avanti le sue politiche aggressive. L’Iran non può parlare di combattere l’estremismo quando i suoi leaders, la forza Quds e le Guardie Rivoluzionarie continuano a finanziare, ad addestrare, ad armare e ad agevolare gli atti di terrorismo.

Se l’Iran volesse dimostrare sincerità nel contribuire alla guerra globale contro il terrorismo, potrebbe iniziare consegnando i capi di al Qaeda che hanno trovato rifugio in Iran. Tra questi ci sono il figlio di Osama bin Laden, Saad, e il capo delle operazioni di al Qaeda, Saif al-Adel, insieme a molti altri agenti colpevoli degli attacchi contro l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti ed altri obbiettivi. È un fatto che Saif al-Adel fece un appello dall’Iran a Maggio 2003, dando l’ordine per gli attentati di Riyadh che fecero più di 30 vittime, tra cui otto americani. Ma ancora gode della protezione iraniana.

L’Iran potrebbe anche smettere di finanziare le organizzazioni terroristiche, come Hezbollah, il cui segretario generale recentemente si è vantato che la sua organizzazione ottiene il 100% dei suoi finanziamenti dall’Iran. L’Iran potrebbe smettere di produrre e distribuire i dispositivi esplosivi improvvisati, o IED, che hanno ucciso o ferito migliaia di soldati americani in Iraq e Afghanistan. E l’Iran potrebbe smettere di fornire armi ai terroristi e alle milizie settarie nella regione che vogliono sostituire i governi legittimi con dei fantocci iraniani.

In Siria il sangue di più di 500.000 persone massacrate dal regime di Bashar al-Assad macchia le mani dell’Iran, che ha inviato truppe, sia truppe regolari che non-state actors, per sostenere il regime siriano. I leaders iraniani hanno dichiarato pubblicamente che se non fosse per i loro sforzi, Assad avrebbe già perso il potere.

I funzionari iraniani ogni tanto si lamentano della lotta settaria e della violenza. Ma ci risiamo, i fatti sono testardi. La regione e il mondo erano in pace con l’Iran fino alla rivoluzione islamica del 1979 dell’ayatollah Khomeini, il cui slogan principale resta: “Morte all’America!”. I mullah si sono impadroniti del potere ed hanno giurato, com’è scritto nella loro costituzione, di esportare la rivoluzione e di diffondere la loro ideologia attraverso il conflitto religioso e settario.

Per esportare la rivoluzione, l’Iran ha creato i cosiddetti “Centri Culturali delle Guardie Rivoluzionarie” in molti paesi, come Sudan, Nigeria, Siria, Libano, Yemen e le Isole Comore. Lo scopo è quello di diffondere la loro ideologia attraverso la propaganda e la violenza. L’Iran è arrivato persino ad affermare che i musulmani sciiti che vivono fuori dall’Iran appartengono all’Iran e non ai paesi di cui sono cittadini. Questa è un’ingerenza inaccettabile negli altri paesi e deve essere respinta da tutte le nazioni.

È questa ideologia di “Khomeinismo”, guidata da un fame di espansione, alimentata dall’odio contro l’Occidente e motivata dal settarismo, che ha dato energia e potere all’estremismo. Solo liberando il mondo da questa mentalità tossica e radicale il settarismo può essere contenuto, il terrorismo sconfitto e la calma ristabilita nella regione. Se l’Iran vuole sul serio combattere l’estremismo, allora deve astenersi da politiche e azioni che fanno crescere l’estremismo.

Dalla firma dell’accordo sul nucleare con gli Stati Uniti, lo scorso anno, i leaders iraniani hanno iniziato a puntare il dito contro gli altri per incolparli di problemi regionali che loro hanno contribuito a creare. Ma prima di prendere per buona la loro retorica, considerate qualche domanda: Quale paese ha emesso una fatwa per l’esecuzione dello scrittore Salman Rushdie, una minaccia di morte ancora valida oggi? L’Iran. Quale paese ha attaccato più di una dozzina di ambasciate sul suo stesso territorio in violazione di tutte le leggi internazionali? L’Iran. Quale paese ha diretto, pianificato ed eseguito l’attacco del 1996 alle Khobar Towers contro i marines americani? L’Iran. Queste risposte descrivono un paese che vuole seriamente combattere il terrorismo e l’estremismo?

Il resto del mondo islamico ha unanimemente condannato il comportamento dell’Iran. Ad Aprile ad Istanbul, l’Organizzazione della Cooperazione Islamica ha ufficialmente respinto e condannato le politiche settarie, l’ingerenza negli affari degli altri paesi e il sostegno al terrorismo dell’Iran.

L’Arabia Saudita è uno dei paesi leader nella guerra contro il terrorismo. Il mio paese ha riunito tutto il mondo in una conferenza internazionale nel 2005, per allineare le nazioni nella lotta contro il terrorismo. Il regno ha contribuito con più di 100 milioni di dollari, alla creazione di un centro mondiale per l’antiterrorismo alle Nazioni Unite ed ha creato una Coalizione Militare Islamica di 40 membri per combattere il terrorismo e l’estremismo. Inoltre, è membro della Coalizione Mondiale per la Lotta all’ISIL, guidata dagli Stati Uniti e prende parte alle continue operazioni militari della coalizione.

Il regno ha anche sventato diversi attacchi diretti contro gli Stati Uniti e i suoi leaders sono stati obbiettivo di attacchi terroristici suicidi. La storia del regno è chiara e comprovata dai nostri alleati e dalla comunità internazionale.

La storia dell’Iran parla di morte e distruzione, come dimostra chiaramente la situazione in Siria e in molte zone dell’Iraq. Le parole non cambieranno tutto questo. Le azioni concrete sì.

La posizione dell’Arabia Saudita è rimasta costante per quel che riguarda l’Iran. Il regno sarà lieto di avere relazioni migliori con l’Iran, basati sui principi del buon vicinato e della non-interferenza degli affari degli altri. Ciò significa che l’Iran deve abbandonare le sue attività sovversive e ostili ed interrompere il suo supporto al terrorismo. Finora la storia dell’Iran non è stata incoraggiante.

 Adel Al-Jubeir è il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita.

Fonte: http://www.wsj.com/articles/iran-cant-whitewash-its-record-of-terror-1474234929

 

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