mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Appello per salvare delle prigioniere, supporter del PMOI, nel campo di sterminio di Gharechak

La signora Sarvnaz Chitsaz, presidente della commissione delle donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha lanciato un appello per salvare le vite di Seddigheh Moradi e Kobra Banazadeh AmirKhizi, due prigioniere sostenitrici del PMOI, che sono state trasferite nel carcere Gharechak a Varamin. Il regime disumano dei mullah, nella sua continua pressione sui prigionieri politici sostenitori del PMOI e le famiglie dei residenti di Ashraf, l’11 luglio ha trasferito le signore Seddighe Moradi e Kobra Banazadeh AmirKhizi al carcere Gharechak, dove vengono tenuti prigionieri pericolosi. La situazione del carcere Gharechak, che è conosciuto dalla gente come il secondo Kahrizak (noto campo di sterminio in cui molti oppositori sono stati torturati e uccisi durante le rivolte seguite alle finte elezioni del 2009) è molto più terribile delle carceri di Evin e Gohardasht.
In questo carcere, che una volta era un caseificio, i prigionieri vengono tenuti in celle molto fetente, estremamente sporche e una clima malsano. L’acqua, i sanitari, l’assitenza sanitaria e i normali servizi sono poco provvisti. Il cibo dei prigionieri è solo una piccola porzione di pane e formaggio. Ai prigionieri è consentito andare in bagno solo una volta al giorno. Gang mafiose che vengono organizzate e dirette dai torturatori sono incaricate per distribuire droga ed eliminare fisicamente i prigionieri del carcere. Le proteste dei prigionieri contro queste disumane pressioni si risponde con bastonate con mazze e  furfanti insulti.
La signora Seddighe Moradi, una prigioniera politica, è stata arrestata il 1 maggio 2011, insieme ad un numero di familiari di membri del PMOI. Per il sostegno al PMOI, è stata condannata a dieci anni di carcere. L’11 luglio, dopo aver sofferto pesanti torture nella sezione 209 del carcere di Evin, è stata trasferita al campo di sterminio di Gharechak a Varamin per maggiori pressioni.
La signora Kobra Banazadeh Amirkhizi, 58 anni, una prigioniera politica negli anni 80,è stata trasferita a questa camera di tortura a dispetto del peggioramento delle sue condizioni di salute. E’ stata arrestata nel gennaio 2008, soltanto perché intendeva lasciare il paese per visitare i suoi parenti nella citta di Ashraf (due figli, la sorella e il fratello) e privata di alcun giusto processo giudiziario, è stata condannata a cinque anni. E’ incorsa in diverse malattie a causa delle condizioni medievali del carcere, tra cui gravi malattie cardiache, epatite B,  disordini digestivi, ecc e a causa della gravità delle torture ha perso la vista da un occhio. Malgrado la vista dall’altro occhio stia per essere persa, gli scagnozzi si rifiutano di fornirle le cure mediche. Quattro membri della famiglia della signora Banazadeh sono stati uccisi dal regime ed il suo fratello più grande Mohammad Banazadeh, di 66 anni, un rispettabile imprenditore a Teheran, che è stato arrestato quasi due anni fa soltanto per aver contattato la propria figlia ad Ashraf e condannato a cinque anni di carcere, si trova ancora nella camera di tortura a Gohardasht.
La signora Chitsaz, presidente della commissione delle donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, sottolinea che gli arresti arbitrari delle famiglie dei residenti di Campo Ashraf, fa parte della politica del regime criminale per mettere pressione e come forma di guerra psicologica contro i residenti del Campo Ashraf, ha chiesto l’immediato intervento del Segretario Generale dell’ONU, l’Alta Commissione per i Diritti Umani e ad altri importanti organi delle Nazioni Unite, cosi come al Relatore Speciale sulla situazione dei diritti umani in Iran e Relatori sugli arresti arbitrari per salvare le vite dei prigionieri politici e le famiglie dei membri del PMOI, specialmente le prigioniere politiche femminili.

Commissione delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
25 agosto 2012

 

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