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Appello della Comuniatà Internazionale per una nuova politica sull’Iran

Decine di ex agenti di alto rango degli Usa, Europa e Paesi Arabi, compresi Rudolph Giuliani, Frances Townsend, Michael Mukasey, Tom Riche, Sid Ahmed Ghozali e Alain Vivien, hanno chiesto l’adozione di una ferma politica con la Resistenza iraniana su punti focali.

CNRI- Durante una conferenza internazionale tenutasi a Parigi Mercoledi 22 Dicembre 2010, con invitate 16 comitati provenienti da tutta Europa, decine di figure politiche e agenti di alto rango da America, Europa e Paesi Arabi, hanno sollecitato la Comunità Internazionale ad adottare una nuova politica risoluta con il regime iraniano per fronteggiare le sue minacce.

I partecipanti alla conferenza, dal titolo ” Camp Ashraf e la politica sull’ iran”, hanno criticato la politica di accondiscendenza dell’Europa e degli Usa nei confronti dell’Iran, il quale disprezza la sua popolazione e la Resistenza che mettono in atto come principale fonte di cambiamento del regime.
Hanno dichiarato tale politica come debole e inetta di fronte alle minacce gravi emesse dal regime iraniano contor la comunità internazionale nella sua interezza.

Rudolph Giuliani, ex sindaco di NY e candidato alle presidenziali americane nel 2008; Frances Townsend, consigliere del Presidente G. Bush e della Sezione Sicurezza e Antiterrorismo fino al 2009; Michael Mukasey, Procuratore Generale fino al 2009; Tom Ridge, ex Segretario della Sicurezza Usa fino al 2005: Sid Ahmed Ghozali, Ex Primo Ministro dell’Algeria; Alain Vivien, ex ministro francese degli Affari europei; insieme alle delegazioni parlamentari provenienti da Francia, Inghilterra, Norvegia, Danimarca e altri paesi europei, erano tra i partecipanti alal conferenza.

I partecipanti, mentre chiedevano una immediata politica della comunità internazionale nei confronti del regime iraniano, hanno sottolineato i punti principali sui quali concentrarsi:

– Imporre adeguate sanzioni su petrolio, tecnologie e armi contro il regime iraniano , soprattutto l’IRGC, tramite la collaborazione USA-Europa;

– Immediata revoca dell’etichetta di terrorismo imposta dal Dipartimento di Stato USA contro il PMOI, la principale fonte di opposizione nel paese; Garanzie epr la protezione e il rispetto dei diritti dei residenti di A. attraverso posti di controllo americani perenni e un team di monitoraggio delle NU;

– Condanna delle evidenti violazioni dei diritti umani da parte del regime clericale e una forte politica morale di supporto al cambiamento del regime per fondare la democrazia e il rispetto dei diritti umani.

Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, ospite d’onore della conferenza, ha detto nel suo discorso:

” L’attuale soluzione per il problema iraniano è il cambio di regime, un cambiamento democratico da parte della popolazione iraniana e della Resistenza. è questo il punto cruciale per risolvere la situazione. perciٍ, bloccare la resistenza iraniana e non riconoscerle il suo ruolo di protagonista fondamentale è sbagliato.
Questa mancanza fa parte di una politica sbagliata – Ora questo errore si vede maggiormente nel caso di C.A.
L’America era consapevole che il Governo di Maliki stava sostenendo i mullah e rafforzava le sue politiche commettendo atrocità e terrorizzando la popolazione.

Questo ha avuto ripercussioni anceh sulla protezione di C.A.
Questo trasferimento forzato ha violato 4 principi di diritto internazionale: la Convenzione di Ginevra, la Convenzione contro la Tortura, il principio di non refoulement, e la giusta protezione.

Rajavi ha detto:” In realtà, perchè i mullah sono cosi spaventati da un gruppo accerchiato e disarmato che dista 70 km dal confien iraniano?! Perchè sannoc he detiene le chiavi del cambiamento. Sanno che mille donne all’avanguardia di Ashraf ispirano equalità ed emancipazione femminile”.

Inoltre in questa conferenza, Sid Ahmed Ghozali ,ex Primo Ministro algerino, ha annunciato che le settimane precedenti 53 ex Primi Ministri e ministri di 7 paesi del mondo avevano firmato una dichiarazione , che sottolineava la necessità di adottare una ferma politica contor il regime iraniano , auspicando il sostegno Usa per i residenti di A. in Iraq, e la rimozione del PMOI dalle liste FTO. Ha annunciato che ha amndato la richiesta al Segretario di Stato USa, Hillary Clinton.

Alain Vivien, ex ministro francese per gli Affari europei, ha annunciato la dichiarazione di maggioranza del Senato francese.
Ricordando il fatto che ” dalle loro rivolte, la popolazione iraniana ha indicato il suo desiderio di porre fine alla dittatura religiosa” e menzionando gli sforzi del regime dei mullah di ” annientare 3400 membri del PMOIad Ashraf”, la dichiarazione dice:” Il Governo francese dovrebbe chiedere alle NU di assumere un ruolo più attivo per la loro protezione. Crediamo che gli USA dovrebbero dare giuste assicurazioni per giungere ad una risoluzione che coinvolta la maggioranza del Congresso e dovrebbe chiamare il Governo iracheno a riconoscere i diritti dei residenti di A. come persone protette dalla 4° Convenzione di Ginevra”.

 Jean Pierre Brard, membro del Parlamento francese, ha annunciato che 100 parlamentari francesi hanno informato il Presidente Obama della loro opinione sulla situazione in Iran e sull’opposizione. Nella lettera, i rappresentanti francesi sottolineano che la designazione del Dipartimento di Stato sul movimento di opposizione del PMOI come organizzazione terroristica è un ostacolo contro le crescenti minacce del regime iraniano per la pace e la sicurezza internazionale.
In aggiunta la designazione fornisce all’Iran e ai suio vicini iracheni la scusa di sopprimere i membri di C.A.
Inoltre, i parlamentari francesi credono che le continue liste nere emettano un cattivo segnale alla popolazione e al regime iraniano e questa è un’interferenza diretta negli afafri interni dell’Iran a favore del regime e contro la sua popolazione”.

Centinaia di parlamentari francesi hanno chiesto al presidente Obama di intervenire direttamente e rimuovere l’etichetta di terrorismo al PMOI per rimuovere l’ostacolo e aiutare la popolazione iraniana a raggiungere la pace e la libertà e allo stesso tempo promuovere la principale assistenza per l’emancipazione del paese dalla dittatura e dal fondamentalismo armato”.

Segretariato del Consiglio Nazionale delal Resistenza Iraniana
22 dicembre 2010

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