mercoledì, Novembre 30, 2022
HomeNotizieIran NewsAppello agli USA, all’ONU e alle organizzazioni per i diritti umani per...

Appello agli USA, all’ONU e alle organizzazioni per i diritti umani per la liberazione dei sette ostaggi di Ashraf

Massacro e esecuzione collettiva ad Ashraf – n. 33

La Resistenza iraniana, otto giorni dopo il massacro e le esecuzioni collettive ad Ashraf, rivolge un appello al governo degli Stati Uniti, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni per i diritti umani affinché intervengano con urgenza per la liberazione e il ritorno dei sette residenti di Ashraf presi in ostaggio dalle forze irachene .

L’attacco criminale del 1° settembre è stato attuato su ordine di Khamenei e di Ghasem Soleimani, comandante della ‘Forza Qods’, con la partecipazione di forze irachene sotto il comando di Maliki . Come è stato detto in precedenti comunicati della Resistenza, il comandante della polizia della provincia era ad Ashraf prima dell’attacco e vi è rimasto per alcune ore dopo il suo termine per supervisionarne direttamente tutte le fasi, dall’inizio alle 5 del mattino fino alla conclusione intorno a mezzogiorno. Forze speciali (SWAT) e 60 membri della cosiddetta ‘Divisione Aurea’ (conosciuta come la ‘Sporca Divisione’), che è sotto il comando del Primo Ministro dell’Iraq, erano arrivati ad Ashraf da Baghdad per partecipare a questo crimine.

Il giorno prima dell’attacco (31 agosto) si è tenuta una riunione per il coordinamento finale cui hanno partecipato il capo della polizia della provincia di Diyala, il comandante delle operazioni di Diyala, il comandante della 5a divisione di stanza a Diyala , i comandanti della polizia federale e della forza SWAT di Diyala e il direttore della polizia di Khalis, e via telefono il comandante in capo dell’esercito iracheno.

Non vi è dubbio che la responsabilità principale dell’esecuzione collettiva di 52 membri dell’OMPI e ora per la vita e la libertà dei sette ostaggi è del governo dell’Iraq e del suo Primo Ministro, che è il comandante in capo delle forze armate e sotto la cui diretta supervisione si trova la questione di Ashraf .

Tutti gli ostaggi sono ‘persone protette’ ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra e il governo degli Stati Uniti ha rilasciato loro documenti attestanti tale status nel 2004. Ciascuno di loro ha firmato individualmente un accordo con le forze statunitensi e gli Stati Uniti hanno assunto la responsabilità di proteggerli fino alla soluzione del loro caso. Erano rimasti ad Ashraf sulla base di un accordo quadripartito tra gli Stati Uniti, le Nazioni Unite, l’Iraq e i rappresentanti dei residenti per custodire le proprietà nel campo. In tale accordo, gli Stati Uniti si sono impegnati a proteggere la vita e la sicurezza dei residenti. Inoltre, il consigliere speciale per Ashraf del Segretario di Stato degli Stati Uniti ha dichiarato il 3 ottobre 2012 che il soggiorno di quei cento residenti ad Ashraf non aveva limiti di tempo.

Per quanto riguarda le Nazioni Unite, secondo numerosi comunicati dell’ACNUR, i sette ostaggi, esattamente come gli altri residenti dei campi Ashraf e Liberty, sono richiedenti asilo e ‘persone la cui protezione è rilevante per l’ONU’ (‘people of concern’). Oltre all’accordo quadripartito, il Rappresentante Speciale del Segretario Generale, in una lettera ai residenti del 6 settembre 2012, aveva confermato che i cento residenti sarebbero dovuti restare ad Ashraf fino alla completa soluzione della questione delle proprietà e aveva scritto che il governo dell’Iraq avrebbe protetto tali persone e i loro beni.

Poiché questi ostaggi, su cui non vi sono informazioni, si trovano senza dubbio sotto minaccia di tortura e di estradizione verso la dittatura religiosa al potere in Iran, la Resistenza Iraniana rivolge un appello a tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani e ai competenti organismi delle Nazioni Unite – quali il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie, il Gruppo di Lavoro sulle Sparizioni Forzate o Involontarie e il Consiglio dei Diritti Umani – affinché chiedano al governo degli Stati Uniti, al Consiglio di Sicurezza e al Segretario Generale delle Nazioni Unite di adottare misure urgenti per la liberazione degli ostaggi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran

8 settembre 2013

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,397FollowersFollow