mercoledì, Novembre 30, 2022
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Amnesty supplica per la vita di un prigioniero di coscienza iraniano

I sostenitori di Mohammed Ali Taheri protestano per la sua detenzione

Amnesty International ha emesso un appello urgente per salvare la vita di un prigioniero di coscienza iraniano Mohammed Ali Taheri, che rischia di essere giustiziato dal regime per aver insultato l’Islam formando un suo gruppo religioso.

Taheri è stato arrestato a Maggio 2011 e condannato a cinque anni di carcere dal Tribunale Rivoluzionario di Tehran per “diffusione della corruzione sulla terra”.

E’ stato anche condannato, con un altro procedimento, a cinque anni di prigione, ad una multa di 315.000 dollari e a 74 frustate per “ aver insultato le santità islamiche”, “aver commesso atti proibiti dalla religione” tra i quali “toccare persone del sesso opposto che non siano parenti”, “il coinvolgimento illegale nelle cure mediche dei malati” e “pubblicazione di scritti fuorvianti”.

Taheri ha passato gli ultimi quattro anni in isolamento nella famigerata prigione di Evin a Tehran, dove ha praticato lo sciopero della fame 12 volte e tentato il suicidio quattro volte per protestare contro il suo prolungato isolamento, la mancanza di accesso alla sua famiglia e al suo avvocato e le ripetute minacce di morte fatte a lui, a sua moglie e ai suoi figli.

Nel suo comunicato Amnesty aggiunge: “L’articolo 18 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, del quale l’Iran è firmatario, protegge ‘il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione’.

“Questo diritto prevede la libertà di avere o di adottare una fede di propria scelta. Prevede inoltre la libertà di manifestare questa fede in osservanza, pratica e insegnamento, sia individualmente che in comunità con altri, in pubblico o in privato.

“Mohammed Ali Taheri ha introdotto la dottrina spirituale di Erfan-e Halgheh 13 anni dopo aver ricevuto ciò che lui afferma essere state ‘ispirazioni spirituali’ che gli hanno permesso di connettersi ad una più grande ‘coscienza cosmica’.

“Ha legalmente aperto un istituto culturale ed scolastico, chiamato anch’esso Erfan-e Halgheh, a Tehran nel 2006 per sviluppare e diffondere le sue nuove convinzioni spirituali appena scoperte e praticarle insieme ai suoi seguaci durante delle ‘sessioni terapeutiche’, incentrate, sembra, su cure alternative senza farmaci”.

 

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