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Amnesty International – Iraq: restrizioni mediche imposte agli esuli iraniani, inclusi i rifugiati a Campo Ashraf

Amnesty International-AshrafRestrizioni mediche imposte agli esuli iraniani, inclusi i rifugiati a Campo di Ashraf

Index: MDE 14/020/2010 Iraq Data: 2 Dicembre 2010

Ai professionisti della Salute
Da: Amnesty International
APPELLO PER UNA CAUSA

RE: RESTRIZIONI MEDICHE IMPOSTE AGLI ESULI IRANIANI, INCLUSI I RIFUGIATI

 

E’ stato riferito che centinaia di esuli iraniani, inclusi i rifugiati, residenti a Campo Ashraf in Iraq, a nord di Baghdad, hanno subito gravi complicanze mediche a causa delle restrizioni imposte dalle autorità irachene. Negli ultimi cinque mesi le condizioni mediche già terribili al campo sono peggiorate ulteriormente. E’ stato segnalato che molti residenti soffrono di cancro, problemi cardiaci, perdita della vista, calcoli biliari, problemi ortopedici, calcoli renali e altre malattie che, senza trattamento medico pronto ed adeguato possono provocare danni irreversibili per la salute.
Campo Ashraf, 60 km a nord di Baghdad, ospita circa 3.400 membri e sostenitori del gruppo di opposizione iraniano, Organizzazione dei Mojaheddin del Popolo dell’Iran (PMOI). I residenti vivono lì da quasi 25 anni ed ora è una piccola città con negozi e altri servizi.

Campo Ashraf è stata tenuta sotto il controllo USA a partire dall’aprile 2003 fino a metà 2009 quando l’ha preso il governo iracheno, in conformità con le disposizioni contenute nel SOFA, un accordo di sicurezza firmato dai governi iracheno e degli Stati Uniti nel novembre 2008, che prevedeva il ritiro delle truppe statunitensi dalla città. Dal momento del trasferimento, i residenti che necessitano di cure mediche hanno trovato estremamente difficile avere accesso alle cure mediche dentro e fuori del campo perché esso è circondato dalle forze di sicurezza irachene. Una commissione di sicurezza irachena, responsabile di tutte le questioni relative al campo, è ora deputato per essere responsabile delle decisioni in materia di cure mediche. I membri della commissione a decidono chi può viaggiare al di fuori del campo per il trattamento specialistico, e controllano l’afflusso di rifornimenti nel campo. Inoltre, le forze di sicurezza irachene stanno sempre più rendendo la vita difficile ai residenti, in particolare mediante altoparlanti per trasmettere loro messaggi e musica ad alto volume.

A causa della mancanza di un adeguato trattamento di alcune malattie nell’ospedale vicino al campo, alcuni residenti hanno bisogno di farsi curare in ospedali specializzati a Baghdad e nella regione del Kurdistan dell’Iraq. Tuttavia, Amnesty International ha ricevuto notizie che confermano che i pazienti con appuntamenti negli ospedali di Baghdad non hanno potuto presenziarvi, perché le forze irachene a quanto pare hanno rifiutato di permettere ad altri di accompagnarli, incluso ad interpreti. La maggior parte dei pazienti al campo non parlano arabo dato che il persiano è la loro lingua madre e quindi senza un interprete non possono comunicare con i medici in Iraq. E ‘stato riportato che i pazienti che si sono recati in altre strutture per il trattamento sono tornati senza una diagnosi o un trattamento a causa della mancanza di un interprete. È stato inoltre riportato che ai pazienti con problemi di mobilità è stato impedito di viaggiare a causa della mancanza di sedie a rotelle o letti speciali. Le autorità irachene hanno rifiutato di fornire tali attrezzature.

Il ritardo nel trattamento ha provocato gravi conseguenze a lungo termine per molte persone. È stato segnalato che Elham Fardipour, una paziente con un cancro della tiroide, non ha potuto ricevere il trattamento di cui ha bisogno a Baghdad perché non le è stato permesso di essere accompagnata da un infermiere o da un interprete; portandola, di conseguenza, a rimanere in campo, piuttosto che viaggiare solo per mantenere il suo appuntamento. Le sue prospettive attuali non sono note ma senza un trattamento immediato il cancro è probabile che si diffonda. Inoltre, circa 60 residenti hanno bisogno di una valutazione da parte di un cardiologo per la diagnosi e il trattamento delle varie patologie cardiache. Hanno bisogno di molti interventi chirurgici per prevenire o ridurre i danni causati da attacchi di cuore.

Sono stati segnalati anche maltrattamenti dei pazienti da parte delle forze irachene. I soldati hanno trasferito con la forza i pazienti da degli ospedali o li hanno inseriti camere di degenza contro la loro volontà, in alcuni casi maltrattandoli verbalmente. In un caso un soldato ha picchiato un paziente che aveva appena subito un intervento chirurgico causandogli un attacco.

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