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Amnesty International: Appello per l’uomo iraniano il cui ricorso è stato respinto

Azione urgente

ImageAmnesty International, 6 agosto 2010

La Corte Suprema Iraniana ha respinto il ricorso di Jafar Kazemi contro la sua condanna a morte. La condanna è stata inflitta per la sua presunta partecipazione alle manifestazioni anti governative e legami con un'organizzazione proibita. La sua condanna a morte può essere eseguita da un momento all'altro. Si dice che altre sei persone che hanno legami con la stessa organizzazione sono state condannate a morte.

Jafar Kazemi è stato arrestato il 1 settembre 2009 e interrogato e forse torturato per mesi nel carcere Evin di Teheran. E' stato accusato di aver partecipato alle proteste seguite ai controversi esiti delle elezioni presidenziali iraniane nel giugno 2009, ma non è stato accusato di commettere atti violenti; e per i suoi presunti legami con il vietato gruppo d'opposizione Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI). E' stato condannato a morte per essere "un nemico di Dio" e si ritiene che sia stato condannato per "propaganda contro il sistema". Il 26 aprile ha appreso che la sua condanna a morte è stata confermata dalla corte d'appello. Verso la fine di luglio un altro appello è stato apparentemente respinto.
Amnesty International è venuto a conoscenza della condanna a morte in Iran di altre sei persone per presunti legami col PMOI.
E' stato riferito che Mohammad Ali Haj Aghaei ,Ali Saremi (or Sarami), Abdolreza Ghanbari, Ahmad Daneshpour Moghaddam e Mohsen Daneshpour Moghaddam sono risultati colpevoli di "inimicizia con Dio" come nel caso di Jafar Kazemi. Informazioni pervenute il 4 agosto riferiscono che un'altra persona, Javad Lari, un commerciante del bazaar di Teheran, è stato condannato a "morte  senza dirittto di perdono" per "inimicizia con Dio". Anch'egli è rinchiuso nel carcere Evin, dove, secondo quanto riferito, è stato torturato e costretto a "confessare".
VI PREGHIAMO DI SCRIVERE IMMEDIATAMENTE in Persiano, Inglese, o nella vostra lingua (Riferendosi a JAFAR KAZEMI con "Ja'far Kazemi, figlio di Bahman" nei vostri appelli, per consentire alle autorità di identificarlo con lui):
Esortare le autorità iraniane a non giustiziare Ja’far Kazemi, Javad Lari, Mohammad Ali Haj Aghaei, Ali Saremi (or Sarami), Abdolreza Ghanbari, Ahmad Daneshpour Moghaddam and Mohsen Daneshpour Moghaddam;
Far ricordare alle autorità iraniane che l'Alleanza Internazionale sui diritti civili e politici, di cui l'Iran fa parte, ha dichiarato che la pena di morte può essere applicata solo per i "reati più gravi", che la Commissione sui Diritti Umani ha chiarito debbano essere "crimini intenzionali con letali o gravissime conseguenze."
Dichiarando che Amnesty International riconosce il diritto e la responsabilità dei governi di consegnare alla giustizia, in conformità agli standard internazionali per un giusto processo, i sospettati di reati penali, ma si oppone alla pena di morte come ultima forma di  punizione crudele, disumana e degradante.

 

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