domenica, Novembre 27, 2022
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Amnesty condanna il regime iraniano per la fustigazione di un giovane uomo colpevole di aver consumato alcol all’età di 15 anni

Amnesty International ha condannato il regime iraniano per la “terribile” ed “assolutamente sconcertante” fustigazione di un giovane uomo per il presunto crimine di consumo d’alcol, crimine che sarebbe avvenuto ad un matrimonio, quando la vittima aveva soli 14 o 15 anni.

Mercoledì sera il gruppo per i diritti umani ha rilasciato una dichiarazione affermando che questa brutale punizione corporale ha violato il diritto internazionale così come le convenzioni internazionali per i diritti civili e dei minori.

Martedì l’uomo, identificato solo come M.R., è stato frustato 80 volte, in pubblico, in piazza Niazmand, a Kashmir,nella provincia di Razavi Khorasan, per un presunto crimine che avrebbe commesso dieci anni fa, quando ancora minorenne.

Amnesty ha allegato alla sua dichiarazione un’immagine che mostra un giovane uomo legato ad un albero che viene frustato da un altro uomo dal volto coperto, il tutto sotto gli occhi della gente. L’organizzazione non ha potuto verificare indipendentemente l’immagine, ma ha confermato di averla tratta dalla copertura mediatica che l’Iran ha fornito all’accaduto.

Il direttore di Amnesty per il Medio Oriente ed il Nord Africa Philip Luther ha dichiarato: “Le circostanze dell’accaduto sono assolutamente sconcertanti, e rappresentano un altro terribile esempio delle perverse priorità delle autorità iraniane. Nessuno, indipendentemente dall’età, dovrebbe essere sottoposto alla fustigazione; che un minore sia stato perseguito per avere consumato alcol e che sia stato condannato ad 80 frustate è inconcepibile.”

Luther ha continuato: “Il prolifico uso delle punizioni corporali da parte del regime, anche nei confronti dei minori, mostra una scioccante mancanza di rispetto per l’umanità. Il regime deve immediatamente abolire ogni forma di punizione corporale; in Iran tali punizioni comprendono l’amputazione, l’accecamento e la flagellazione… E’ assolutamente inaccettabile che le autorità iraniane continuino ad autorizzare questo tipo di punizioni e che le giustifichino nel nome della protezione della morale religiosa.”

Egli ha poi proseguito sottolineando che queste azioni del regime sono, secondo il diritto internazionale, illegali, dal momento che l’Iran ha sottoscritto il Patto internazionale sui diritti civili e politici, che vieta la tortura ed ogni forma di trattamento crudele, disumano e degradante.

Amnesty ha dichiarato che questo atto evidenzia l’inumanità del brutale sistema giudiziario iraniano. Solo nel 2018 il regime iraniano ha eseguito diverse crudeli pene, inclusa l’amputazione della mano di un uomo reo di furto.

Secondo la legge iraniana ci sono più di 100 “crimini” punibili con la fustigazione, tra cui i reati di furto, vandalismo, diffamazione, adulterio, relazioni intime tra uomini e donne non sposati, “violazione della morale pubblica”, e relazioni omosessuali.

Data la terribile violazione dei diritti umani, tutti i paesi nel mondo impegnati su questo fronte devono interrompere i rapporti con l’Iran e condizionare la ripresa delle relazioni ad un miglioramento della situazione dei diritti dell’uomo. Gli Stati Uniti hanno già preso la giusta decisione su questo fronte ed è tempo che anche l’UE si assuma le sue responsabilità.

 

 

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