sabato, Dicembre 3, 2022
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All’Iran non interessano i diritti umani in Occidente, dice il capo della magistratura del regime

CNRI – Il capo della magistratura del regime iraniano, Sadegh Amoli Larijani, ha detto che al regime “non interessano i diritti umani dell’Occidente e che la comunità internazionale dovrebbe essere riconoscente per l’esecuzione dei trafficanti di droga.

 

Larijani ha reagito così alle recenti condanne internazionali per l’impennata del numero delle esecuzioni in Iran, dicendo ad un incontro con i comandanti di Polizia sabato: “Non ci interessa quello che dicono”.

Ed ha aggiunto: “Ci dicono di smetterla con la Qisas (la legge del taglione). A noi non interessa quello che vogliono imporci.

“Le nostre leggi sono in accordo con le norme divine e gli occidentali non sanno niente di norme divine. Dovrebbero apprezzarci per l’esecuzione dei trafficanti di droga.

“L’introduzione della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani si riferisce alla dignità umana. Solo colui che ha creato l’essere umano può parlare di questo. Chi sono quelli che hanno scritto la Dichiarazione Universale sui Diritti Umani? Da dove vengono? Su quali basi interpretano la dignità umana?”

E sul diritto di voto del popolo ha detto: “Alcuni considerano il voto del popolo la base per la legittimazione di un sistema di governo, ma noi crediamo che il voto del popolo legittimi solo la sua  ascesa al potere e non la sua durata”.

Nel frattempo Hassan Rouhani, il presidente del regime, parlando ai comandanti delle Forze di Polizia dello Stato, sabato ha detto: “Quando qualcuno viene condannato a morte e arriva al patibolo secondo la legge, allora noi non abbiamo il diritto di insultarlo mentre vi viene condotto…. in ogni caso, la legge lo ha condannato e per questo viene punito e questo non ha nulla a che fare con noi. Si tratta di un comandamento di Dio o di una legge approvata dal parlamento che appartiene al popolo e noi la eseguiamo solamente”. (agenzia di stampa Tasnim, legata alla forza Qods – 19 Aprile)

Queste affermazioni di Hassan Rouhani giungono proprio nel momento in cui il numero delle esecuzioni, da quando è divenuto presidente, ha superato le 700 e, secondo i rapporti di quattro inviati speciali dell’ONU, il mumero dei prigionieri giustiziati in soli due mesi e mezzo dall’inizio del 2014 è arrivato a 176.

Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione relativamente critica sull’Iran il 3 Aprile, causando la reazione ostile e isterica del regime dei mullah.

Molti funzionari del governo iraniano, come il cosiddetto Ministro degli Esteri “moderato”, il portavoce del Majlis (il Parlamento iraniano), il Presidente del Comitato per la Sicurezza e l’Intelligence del Parlamento iraniano, il leader della Preghiera del Venerdi di Tehran, numerosi membri del Majlis e la stragrande maggioranza dei media, hanno lanciato attacchi implacabili all’UE, chiedendosi come avesse osato il Parlamento Europeo includere le violazioni dei diritti umani e il comportamento anti-democratico del regime iraniano, nelle discussioni sul nucleare in corso.

Il Ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, in un discorso al parlamento iraniano ha detto: “Il Parlamento Europeo ricopre un ruolo minore ed insignificante nella politica europea. Il Parlamento Europeo non è nella posizione, né ha alcuna base morale per imporre i suoi punti di vista agli altri paesi.

“Il governo non dovrà permettere a nessuna delegazione parlamentare europea di visitare l’Iran secondo le condizioni stabilite in questa risoluzione del Parlamento Europeo”.

 

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