giovedì, Dicembre 8, 2022
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Al-Maliki definito “l’assassino” di Campo Ashraf alla conferenza internazionale di Parigi

“Il primo ministro iracheno Nouri al-Maliki è l’assassino che ha massacrato 52 residenti di Campo Ashraf con armi americane”, ha detto l’ex-governatore americano Howard Dean ad una conferenza a Parigi.

 

“Il leader iracheno dovrebbe essere assicurato alla giustizia e gli aiuti degli Stati Uniti al suo paese interrotti”, ha detto Howard Dean ai delegati presenti alla conferenza del 7 Dicembre alla vigilia della Giornata Internazionale per i Diritti Umani.

Dean ha detto: “Ci sono 3100 iraniani in Iraq che gli U.S.A. hanno disarmato facendo a ognuno di loro una promessa, per iscritto: che li avrebbero protetti. Quando le 52 persone ad Ashraf sono state uccise a sangue freddo a Settembre, ognuno di loro aveva addosso una di quelle tessere.

“Sto cercando di ridare onore al mio stesso paese che non è riuscito a mantenere le sue promesse ed ha ripetutamente mentito al nostro Congresso su quanto è accaduto. Ha mentito ai dissidenti iraniani ed ha mentito al pubblico americano.

Howard Dean ha accusato i mullah in Iran ed il loro “burattino” Al-Maliki per l’attacco ad Ashraf che ha ucciso i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), aggiungendo: “Il primo ministro Maliki prende ordini dai mullah in Iran. Gli Stati Uniti stanno armando il primo ministro Maliki e gli Stati Uniti gli stanno fornendo molti soldi. Così il primo ministro Maliki può andare avanti con i suoi metodi sanguinari.

“La prima raccomandazione che faccio è che il Congresso degli Stati Uniti interrompa tutti gli aiuti civili e militari al primo ministro Maliki.

“Ci dobbiamo alleare con gente che mantenga la parola data, che sia non-violenta e che desideri la democrazia, e ciò non riguarda il primo ministro Maliki.

“Il primo ministro Maliki ha ucciso quelle 52 persone e loha fatto con le nostre armi. Il nostro Dipartimento di Stato ha testimoniato di fronte al Congresso degli Stati Uniti che non c’era alcuna prova che il governo iracheno avesse niente a  che fare con gli omicidi ad Ashraf.

“E’ una bugia. Il nostro Dipartimento di Stato ha testimoniato di fronte al Congresso degli Stati Uniti che la gente a Camp Hurriya aveva un numero considerevole di muri a T e altri apparati di difesa. E’ una bugia. Non avevano quell’equipaggiamento.

“Dovremmo essere la più grande democrazia del mondo. Dovremmo essere i più grandi difensori dei diritti umani del mondo. Abbiamo totalmente e grandemente fallito”.

Ed ha aggiunto: “Perciò io mi rivolgo al Governo degli Stati Uniti, mi rivolgo all’amministrazione perché sia seria. Noi dovremmo fare parte di un tribunale per i crimini di guerra per portare di fronte alla Corte Penale Internazionale tutte quelle persone, come Nouri al-Maliki che hanno commesso il genocidio di Liberty ed Ashraf con le nostre armi.

“Mi rivolgo al mio paese perché sia davvero di nuovo grande nella lotta per la democrazia, non solo a parole, e mantenga le promesse fatte a questi 3100 esuli iraniani disarmati che promettemmo di proteggere”. 

 

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