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Accordo sul nucleare con l’Iran… E i diritti umani?

(Bruxelles, 5 Maggio 2015 – Parlamento Belga) – Il Comitato Belga di Parlamentari e Sindaci per un Iran Democratico, ha tenuto una conferenza oggi al parlamento nazionale per discutere sull’attuale situazione dei diritti umani in Iran.

Durante questo incontro, presieduto dal Sindaco Dirk Claes, hanno parlato diversi parlamentari e illustri personaggi politici europei come:  David Clarinval (MR), Nele Lijnen (Open VLD), Els Van Hoof (CD&V), An Capoen (N-VA), Peter Van Rompuy (CD&V) e il  Professor Alejo Vidal-Quadras, Presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)” ed ex-Vice-Presidente del Parlamento Europeo, il Professor Eric David del Dipartimento di Giurisprudenza Internazionale della ULB University e Pierre Galand, Presidente della Federazione Umanista Europea.

Gli oratori hanno fermamente condannato le esecuzioni nell’Iran del cosiddetto “presidente moderato” Rouhani, il cui governo ha giustiziato oltre 1500 persone.

Le donne vengono sistematicamente escluse dalle attività sociali. Gli arresti compiuti con la scusa dell’hijab (il velo indossato in maniera impropria) sono continuati. Ad alcune donne è stato gettato acido sul viso per non essersi coperte i capelli adeguatamente. Nuove leggi repressive vietano alle donne molti lavori se non si sposano ed hanno dei figli.

Il piano in 10 punti per il futuro Iran della leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi, è un ottimo modello per il futuro dell’Iran che vuole una repubblica democratica e pluralista basata sul suffragio universale, libertà di espressione, abolizione della tortura e della pena di morte, separazione tra stato e chiesa, un Iran non-nuclearizzato, una magistratura indipendente, rispetto dei diritti delle minoranze, coesistenza pacifica nella regione e parità tra i sessi.

Alla conferenza è stata espressa profonda preoccupazione per la terribile situazione dei 2500 membri del PMOI (MEK) a Camp Liberty in Iraq. Si sono sollecitati i governi d’Europa, compreso quello del Belgio, ad aprire le loro porte a questi rifugiati, i più istruiti intellettuali dell’opposizione iraniana. Tutti sono stati registrati come rifugiati dall’UNHCR.

Nelle sue dichiarazioni conclusive, Dirk Claes ha detto: “Qualunque espansione delle relazioni con l’Iran deve essere subordinata ad un progresso molto evidente nel campo dei diritti umani. Questo è ciò che il popolo dell’Iran si aspetta da noi in Europa. Come rappresentanti eletti del nostro popolo in Europa, non dobbiamo dimenticare la democrazia e i diritti umani a causa degli affari, del commercio o di un accordo sul nucleare”.

Ufficio del Sindaco Dirk Claes

Presidente del Comitato Belga di Parlamentari e 

Sindaci per un Iran Democratico

 

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