venerdì, Gennaio 27, 2023
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44° Anniversario del martirio dei fondatori del PMOI in Iran 

CNRI – Martedì ricorreva il 44° anniversario del martirio dei fondatori del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), avvenuto per mano del regime dello Scià. Uno sguardo alla fondazione del PMOI può chiarire anche i punti di vista ideologici dell’organizzazione.

Il PMOI, o Mujahedeen-e Khalq (MEK), è stato fondato il 6 Settembre 1965 da Mohammad Hanifnejad, Said Mohsen ed Ali-Asghar Badizadgan. Erano tutti e tre ingegneri ed erano già stati membri del Movimento di Liberazione (noto anche come Movimento per la Libertà) creato da Medhi Bazargan nel Maggio 1961. 

Il Movimento di Liberazione difendeva “i principi democratici racchiusi nelle leggi fondamentali delle Costituzione (iraniana) del 1905-09”. Per due anni il gruppo tenne incontri e poté pubblicare un bollettino a sostegno “della libertà politica e della separazione dei poteri”.

Dopo lo scoppio di una grande protesta contro lo Scià, il 5 Giugno 1963, la polizia dello Scià rispose con “una massiccia potenza di fuoco”, uccidendo “migliaia di persone” in quella che divenne poi nota come la Rivolta di Giugno. Il Movimento di Liberazione appoggiò la manifestazione e per questo, venne dichiarato fuorilegge insieme ad altre organizzazioni pro-democrazia e Bazargan venne condannato a dieci anni di carcere.

Due anni dopo i tre giovani ingegneri si unirono per sviluppare una nuova via per portare democrazia e libertà in Iran. Replicare le azioni del Movimento di Liberazione avrebbe portato solo alla stessa fine disastrosa, quindi era necessaria una nuova strategia.

I tre ingegneri formarono un gruppo di discussione insieme a venti amici fidati e, il 20 Settembre 1965 organizzarono il loro primo incontro. I membri del gruppo erano perlopiù professionisti residenti a Tehran. Due volte alla settimana si riunivano per discutere di religione, di storia, filosofia e teoria rivoluzionaria.

Sebbene musulmani, i fondatori del PMOI vedevano la società divisa tra tirannia e forze di liberazione, invece che tra credenti e non-credenti. Come la maggior parte degli iraniani, i suoi fondatori volevano una repubblica laica e il ristabilimento della democrazia in Iran. Il PMOI non ha mai voluto un governo ideologico, sia islamico che non.

La ricerca del PMOI culminò in una vera interpretazione dell’Islam che, dimostrò, è intrinsecamente tollerante e democratico, nonché pienamente compatibile con i valori della civiltà moderna. Ci vollero sei anni all’organizzazione per formulare la sua visione progressista dell’Islam e sviluppare una strategia per rimpiazzare la monarchia dittatoriale iraniana con un governo democratico.

La polizia segreta dello Scià, la SAVAK, arrestò tutti i leaders del PMOI e la maggior parte dei suoi membri con una serie di retate compiute nel 1971. Alla fine, all’alba del 25 Maggio 1972 (4 Khordad 1351), i tre fondatori del PMOI, insieme a due membri della leadership del PMOI, Mahmoud Askarizadeh e Rasoul Meshkinfam, furono giustiziati dagli squadroni della morte dopo lunghi mesi di detenzione e torture nelle carceri della SAVAK. Essi furono  l’avanguardia che lottò contro il regime dittatoriale dello Scià.

La condanna a morte per Massoud Rajavi, che di lì a poco assunse la leadership del PMOI, fu commutata nel carcere a vita dopo una campagna portata avanti a Ginevra da suo fratello, il Dr. Kazem Rajavi, e l’intervento personale del presidente francese Georges Pompidou e di Francois Mitterrand. Il Dr. Kazem Rajavi verrà assassinato nell’Aprile 1990 a Ginevra dai terroristi dei mullah.

Dal 1975 al 1979, mentre era rinchiuso in diverse prigioni, Massoud Rajavi guidò la lotta dei Mojahedin e per questa ragione venne portato nel centro di tortura Komiteh a Tehran e lì torturato quasi a morte. Massoud Rajavi aveva sottolineato la necessità di continuare la lotta contro la dittatura della Scià ma, allo stesso tempo, aveva definito il fanatismo religioso come la principale minaccia interna all’opposizione popolare ed aveva messo in guardia contro la nascita e la crescita dell’arretratezza religiosa e del dispotismo simboleggiato dal Khomeini. Queste posizioni rimasero il manifesto del PMOI fino alla caduta del regime dello Scià.

Il 16 Gennaio 1979 lo Scià lasciò l’Iran per non tornarvi mai più. Tutti i leaders dell’opposizione democratica fino ad allora erano stati giustiziati o incarcerati e potevano esercitare pochissima influenza diretta sullo svolgersi degli eventi. Khomeini e la sua rete di mullah in tutto il paese, che erano stati in gran parte risparmiati dall’ira della SAVAK, era l’unica forza rimasta intatta e che poteva approfittare del vuoto politico. In Francia Khomeini ricevette la massima esposizione dai media di tutto il mondo ed assistenza dal governo francese. Con l’aiuto dei suoi seguaci religiosi, si impadronì della rivoluzione, iniziata con appelli alla democrazia e alla libertà, deviandola verso i suoi obbiettivi fondamentalisti. Grazie ad una combinazione di eventi storici eccezionali, i religiosi sciiti presero il potere in Iran.

Nei suoi discorsi interni, Massoud Rajavi dichiarò che Khomeini rappresentava la fascia reazionaria della società e che predicava il fascismo religioso. Più tardi, nei primi giorni seguenti alla rivoluzione del 1979 i mullah, e specificatamente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, che in seguito diventerà presidente, presero a pretesto queste dichiarazioni per incitare i picchiatori Hezbollah ad attaccare i sostenitori del PMOI.

Il mullah fondamentalisti iraniani credono che interpretare l’Islam sia loro diritto esclusivo. Il PMOI (MEK) rifiuta questa opinione e la visione reazionaria dei religiosi dell’Islam. L’interpretazione omnicomprensiva dell’Islam che ha il PMOI si è rivelata più convincente, allettante e riuscita di qualunque altro tentativo fatto in passato.

L’Islam Moderno

Nonostante il PMOI sia una organizzazione politica il suo orientamento, i suoi atti e il suo appoggio derivano dalla sua interpretazione dell’Islam, concepita nei suoi anni di formazione. Il PMOI crede che l’Islam sia una religione intrinsecamente tollerante e democratica e che sia pienamente compatibile con i valori della civiltà moderna.

Per i Mojahedin la libertà, l’uguaglianza tra i sessi, etnica e religiosa, i diritti umani e la pace non sono semplicemente promesse politiche, ma principi ideologici basati sulla sua visione del Corano, sulle tradizioni e sugli insegnamenti del Profeta Maometto, degli imam sciiti e di altri leaders.

La piattaforma politica del PMOI e la sua interpretazione dell’Islam sono un’unica cosa. Questa combinazione rende il PMOI politicamente unico ed è la ragione principale per cui questa organizzazione continua ancora oggi a riscuotere un enorme sostegno popolare.

Lo Scià temeva il PMOI a causa della sua popolarità e della sua difesa della democrazia e dei diritti umani. La stessa cosa vale per i mullah iraniani. L’interpretazione dell’Islam dei Mojahedin scredita direttamente l’ideologia dei religiosi, che è intollerante, estremista, genocida, anti-democratica e misogina.

Nel 1982 Massoud Rajavi discusse del PMOI e dell’Islam dicendo in un suo discorso: 

“L’Islam che vogliamo è nazionalistico, democratico, progressista e non opposto alla scienza o alla civiltà. Noi crediamo che non ci sia contraddizione tra scienza moderna e vero Islam, e crediamo che nell’Islam non debba esserci costrizione o dittatura”.” (“Mujahidin’s Masud Rajavi: ‘Noi siamo l’unica vera minaccia per Khomeini,” MERIP Reports, Marzo-Aprile 1982.”)

Ecco di seguito alcuni ulteriori dettagli sull’interpretazione dell’Islam del PMOI.

L’Islam è Dinamico

Massoud Rajavi ha definito l’interpretazione del Corano dei mullah “meccanica e deterministica”. Al contrario il PMOI crede che il vero Islam sia talmente dinamico da non ostacolare mai il progresso sociale. Non si oppone alla scienza, alla tecnologia  e alla civiltà, ma le protegge e le promuove.

Durante i ventitré anni di missione del Profeta Maometto, i versi del Corano sono stati a volte dichiarati mansouke (sorpassati). Alcuni versetti sulle questioni sociali ed economiche sono cambiati nei primi anni di governo del Profeta, coerentemente con i cambiamenti della società e i progressi nella cultura e nelle relazioni sociali. Negli ultimi anni di vita del Profeta Maometto, gli vennero rivelati nuovi versetti più moderni per affrontare tali questioni.

Ciò spiega perché solo 600 versetti del Corano, meno del 10%, riguardino i precetti. Il numero limitato di precetti dimostra che lo scopo del Corano non era quello di regolamentare la società e l’umanità invece degli esseri umani stessi. Il Corano ha rimosso gli ostacoli all’evoluzione sociale. Come afferma il Corano “venne per rimuovere i ceppi e le catene agli esseri umani già soggiogati da governi e regimi oppressivi” (Corano, Sura 7, versetto 157). In questo modo gli esseri umani potevano sviluppare il loro modo di vivere coerentemente con il periodo storico e in totale libertà e consapevolezza.

Precetti e Norme di Condotta

L’Islam è un ideologia con una visione esaustiva dell’esistenza, della società e della storia e non una collezione di precetti e norme di condotta su questioni sociali, politiche ed economiche.

I fondamentalisti interpretano gli editti, i precetti e le norme temporali come dogmi immutabili. Il PMOI crede che né il Corano, né l’Islam avalli la pretesa che siano inalterabili e che debbano essere applicati in qualunque momento. Il Corano invece sottolinea che gli editti sociali ed economici devono essere formulati in ogni epoca precisa per impedire che forze decadenti e anti-contro-rivoluzionarie possano fermare il progresso della società umana.

Nella visione del PMOI una rigida e reazionaria interpretazione dell’Islam, rappresentata da Khomeini e dai religiosi fondamentalisti, è anti-islamica e contraria allo spirito dell’Islam.

Democrazia

Il PMOI ritiene la democrazia indispensabile per l’Islam. “L’Islam fiorisce solo nello spirito della libertà e della verità”, afferma il PMOI “e perciò non può calpestare i diritti legittimi del popolo”. – “Nemici degli Ayatollahs,” di Mohammad Mohaddessin, Zed Books, Londra, 2004.

Il Corano dice che la caratteristica più importante che distingue gli esseri umani dagli animali e il loro libero arbitrio e la responsabilità individuale. È solo su questa base che gli esseri umani vengono ritenuti responsabili delle loro azioni. (Corano, Sura 2, Versetto 256). Il libero arbitrio e il diritto di scelta si manifestano nella democrazia e nel governo del popolo.

La volontà di Dio, per quanto riguarda le società, viene realizzata storicamente attraverso il governo democratico. Il Corano, le tradizioni del Profeta Maometto e di leaders come Ali ibn Ali Taleb, il primo imam sciita, sottolineano la necessità di consegnare il potere al popolo. I loro insegnamenti evidenziano la necessità di progresso, giustizia sociale ed economica e rispetto dei diritti umani. I riferimenti a questi valori abbondano negli insegnamenti islamici, sin dal XIV secolo.

I mullah fondamentalisti al contrario, rifiutano il concetto di libero arbitrio e di scelta individuale e perciò di democrazia. Secondo loro è incompatibile con l’Islam. Ma diffondere la parola di Dio e l’Islam non avrebbe senso senza la libertà e il rispetto del libero arbitrio e del diritto di scelta di un individuo.

Il ricorso alle urne

Il  PMOI crede che l’unico criterio di legittimità politica sia il ricorso alle urne. È l’elettorato, che si esprime in elezioni libere ed eque che da’ ad un partito, ad un gruppo, ad una coalizione o individuo il mandato a governare.

I mullah fondamentalisti credono nel concetto di velayat-e faqih, che investe la legge, il potere e la legittimità di un leader supremo. Un tale sistema religioso è, per definizione, totalitario perché non riconosce la libertà e il diritto all’attività politica di chiunque non appoggi lo stato islamico.

I Diritti delle Donne

Le donne iraniane sono le prime vittime della dittatura religiosa e dei dogmi dei mullah. Il regime teocratico relega le donne a cittadini di seconda classe. Nega loro il diritto alla leadership, alla presidenza e alla magistratura.

I mullah fondamentalisti ritengono che i mariti debbano potere divorziare dalle loro mogli in qualunque momento vogliano e che, dopo il divorzio, il padre debba ottenere la custodia dei figli. Credono che il padre abbia il diritto di dare in sposa sua figlia a chiunque di sua scelta e che, una volta divenuta adulta, questa non abbia il diritto di protestare. 

Il PMOI sostiene la parità tra i sessi in ogni aspetto, dalla scelta del marito o della moglie al matrimonio, all’eredità, alla testimonianza, alla custodia, all’impiego e all’elezione alle più alte cariche di governo. È grazie all’impegno di Maryam Rajavi che la questione della parità tra i sessi è divenuta una piattaforma principale per il PMOI.

Libertà 

Massoud Rajavi discusse nel 1980 dell’importanza della libertà:

“La libertà è una benedizione divina… Chiunque cerchi di limitare la libertà umana non ha compreso l’Islam, né l’umanità, né la rivoluzione (anti-monarchica). La libertà è indispensabile alla sopravvivenza degli uomini in quanto esseri umani. Altrimenti gli esseri umani non sarebbero diversi dagli animali e non sarebbero responsabili di nulla”. – Mohahed (il quotidiano del PMOI), 15 Giugno 1980. V. “Nemici degli Ayatollah” di Mohammad Mohaddessin, Zed Books, Londra, 2004.

 

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