lunedì, Dicembre 5, 2022
HomeX-NewsX-ResistanceLe false notizie in atto del regime iraniano

Le false notizie in atto del regime iraniano

Iran Regime’s Fake News in Action

Joseph Goebbels, ministro della propaganda di Adolf Hitler, ha dichiarato:” Racconta una bugia abbastanza grande, ripetila abbastanza spesso e tutto il mondo ci crederà”.
Il regime iraniano nei suoi lunghi 41 anni di potere ha applicato appieno l’affermazione di Goebbels, anzi lo ha addirittura superato nell’abilità di creare false notizie ad hoc per deligittimare gli avversari politici e tutti coloro che nutrono avversione verso la dittatura dei mullah.
Preso atto che l’oppressione, le torture, le esecuzioni, i massacri e l’esportazione di terrorismo non sono stati sufficienti a fermare una indomabile opposizione, il regime iraniano sempre più assiduamente ha fatto ricorso all’uso di menzogne per giustificare i suoi crimini e soprattutto per lanciare una campagna denigratoria verso la sua principale forza di opposizione: l’organizzazione Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK). Il Ministero dell’intelligence e della sicurezza (MOIS) si è occupato a pieno ritmo di questo aspetto ed ha investito miliardi di dollari della ricchezza nazionale del popolo iraniano nello scrivere, produrre e pubblicare migliaia di libri, film e documenti il cui unico scopo era,ed è, quello di propagandare falsità riguardanti il MEK.
A sostegno di questa tesi è il recente episodio legato alla scomparsa della famosa cantante ed attrice Iraniana Marjan. A tal propositoil MOIS ha creato e poi fatto pubblicare sulla stampa nazionale una delle sue notizie confezionate a tavolino per l’accaduto.
Marjan aveva abbracciato l’ideale di libertà e giustizia del MEK, continuando la sua attività contro il regime iraniano insieme alla Resistenza Iraniana all’estero, si è spenta domenica in un ospedale di Los Angeles. La sua morte ha rattristato tutto il popolo iraniano, compreso artisti ed atleti che vivono in Iran e che hanno espresso e condiviso messaggi di cordoglio sui social media. Il numero di personaggi noti che hanno espresso il loro dispiacere per una perdita così grande è aumentato giorno dopo giorno e ciò ha fatto infuriare i mullah e, di conseguenza, è intervenuto il MOIS che immediatamente ha dato inizio ad una campagna menzognera per costringere questi artisti a prendere posizione contro il MEK. Anche solo citare il MEK è un crimine nel regime dei mullah. Il MOIS ha pubblicato un falso diario, proprio come il diario del MEK, noto come”Mojahed”,in cui si parlava della morte di Marjan e venivano pubblicate 16 foto di artisti ed atleti che vivono in Iran e che hanno espresso le loro condoglianze. Questo falso diario è stato fatto circolare tra i media nazionali, facendo passare l’idea che i componenti del MEK avessero pubblicato ciò per sostenere la loro approvazione da parte di questi artisti.
Nel pubblicare questo falso diario, il vero scopo del regime è fare pressione su gli artisti chiamati in causa, affinché esprimano la loro disapprovazione nei confronti del MEK.La prova delle intimidazioni nei confronti delle personalità iraniane, che hanno espresso le l’oro condoglianze per la morte di Marjan, è data dal fatto che i media del regime hanno scritto a chiare lettere:”Tutti sanno che il MEK è il gruppo di terroristi più famigerato in Iran e coloro che li sostengono sono essi stessi dei terroristi”. In breve, artisti e atleti che hanno inviato un semplice messaggio di cordoglio, sono stati minacciati di essere dei terroristi. Il falso diario è opera del MOIS, anche perché sono ormai anni che il MEK non fa più pubblicazioni cartacee, ma solo online. Il sito web della rivista Hamshahri, di proprietà dello stato, è tra i primi ad aver pubblicato questa falsa notizia il 9 giugno e alcuni passi dell’articolo sono i seguenti:

“Perché foto di artisti e atleti iraniani compaiono nel diario del MEK?

Il Mojahed Journal, organo informativo del MEK, in uno dei suoi ultimi numeri, ha pubblicato i nomi e le immagini di 15 artisti iraniani e di un’atleta. L’articolo in questione fa riferimento alla reazione di alcuni noti personaggi alla notizia della morte di Shahla Safi Samir, meglio nota col nome di Marjan, da sempre grande sostenitrice e collaboratrice del gruppo terroristico MEK e soprattutto della sua leader, MARYAM RAJAVI, macchiandosi, come loro, di crimini contro il popolo iraniano. Considerato ciò, non ci si sarebbe aspettato che la notizia della sua morte avesse un’eco di tale importanza sui siti personali di attori e attrici iraniani, perché chiunque collabori col MEK, si macchia egli stesso del reato di terrorismo, senza alcuna eccezione.
Subito dopo la loro partecipazione online alle condoglianze per Marjan, il Mojahed Journal ha colto l’occasione per pubblicare le foto di Alì Karim e di altri 15 artisti nell’edizione del 9 giugno 2020 con il titolo:” lutto degli artisti per la morte di Lady Marjan”. Non è neppure la prima volta che il regime iraniano commette una siffatta viltà. Numerose sono, infatti, le false pubblicazioni distribuite poi nelle carceri per provocare un crollo psicologico dei detenuti politici, come avvenne il 18 giugno del 2003. In quella data il regime pubblicò la fake news, secondo cui il leader della Resistenza Iraniana e quattro membri del MEK erano stati arrestati dalle forze statunitensi nel Campo di Ashraf e trasferiti in un luogo segreto per essere scambiati con i leaders di al-Qaeda in Iran.

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,449FollowersFollow