lunedì, Gennaio 30, 2023
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MARYAM RAJAVI: QUESTA RIVOLTA E’ IRREVERSIBILE E INDOMABILE E VELOCEMENTE VA VESRO IL ROVESCIAMENTO DEL REGIME

MPs and senators attend a meeting at the Federal Parliament of Belgium, “Iran Uprising for a Democratic Republic”

Intervento della presidente Maryam Rajavi al senato della repubblica 7 dicembre 2022
Illustri Senatori, Giulio Terzi e Marco Scurria, rispettabili legislatori dell’Italia,
Cari Amici,
Nela storia dell’Iran,oggi ,il 7 di Dicembre evoca il ricordo dell’attacco dei soldati dello Scià nel 1953 ,dopo la golpe contro il governo nazionale del Dott.Mossadeq all’Università di Tehran. In quel giorno all’interno del perimetro dell’ateneo sono statti uccisi 3 studenti e d’allora il 7 di dicembre è stato registrato come la giornata dello studente. Nel corso degli ultimi 69 anni , gli studenti ed i giovani in questa giornata scendono in piazza a manifestare.
Per questa ricorrenza da lunedì ad oggi in tutta l’Iran assistiamo ad una vasta adesione da parte dei commercianti allo sciopero indetto dagli studenti. Sono in corso inoltre le manifestazioni notturne con gli slogan “abbasso Khamenei”.
In queste circostanze, la vostra decisione per organizzare una conferenza in solidarietà con la rivolta degli iraniani è un’iniziativa molto preziosa.
Mentre gli iraniani non esitano a sacrificare la loro vita pur di lottare contro la dittatura religiosa, quali sono le responsabilità dell’UE e in particolare l’Italia?
• La vostra conferenza può esserne la risposta.
Io sono convinta del ruolo importante che l’Italia potrebbre giocare nell’aiutare il popolo iraniano ad affrontare un regime i quali crimini hanno ormai superato i propri confini prendendo di mira anche l’Europa con i suoi droni.
Tra pochi giorni la rivolta degli iraniani entra nel 4 mese, tre mesi colmi di sacrificio, dolore e il sangue che sanciscono la certezza del rovesciamento del regime teocratico.
Gli avvenimenti in corso ,certificano l’irreversibiltà dell’andamento della fine del regime.
Questa rivolta trova le sue radici in 40 anni di lotta degli iraniani con pesante tributo di sangue,la vita dei 120.000 eroi di libertà.
Durante il periodo che va dal 1998 fino ad oggi, l’Iran è stato il terreno di alcuni grandi avvenimenti durante i quali la società iraniana ha covato tanto odio che si sta leberando con l’esplosione della rivolta.
Il primo era l’uccisione a sangue freddo di almeno 1500 dei rivoltosi del 1998, poi, il piano dei Pasdaran messo in atto colpendo l’aereo di linea ucraino pieno di passeggeri e il decesso di più di 550.000 iraniani nel corso della pandemi del COVID-19 aggravata dalle decisioni di Khamenei.
Infine la nomina del Boia dello sterminio di 30.000 prigionieri politici nel 1986, come il presidente della Repubblica.
Nell’ultimo decennio, la crescita del PIL è stata uguale a zero, il livello degli investimenti esteri negativo e la valuta nazionale ha avuto una perdita di valore pari al 34%.
Negli ultimi 5 anni la popolazione povera del paese si è triplicata e la feroce repressione delle donne ed i giovani e la crescita della disoccupazione ha stremato la popolazione.
La rivolta in corso è la risultanza di questi fattori e si presenta come : irreversibile, indomabile e dotata di una certa celerità verso il rovesciamento del regime.
Ora, bisogna capire perché l’Europa non è riuscita ad andare oltre a qualche condanna verbale ed è rimasta ancora incollata alla natura della sua relazione instaurata per 40 anni con il regime? Una politica fatta di compiacenza e le concessioni !!
l’UE nelle scorse settimane ha inserito alcuni esponenti ed organi del regime nel black list, provvedimenti insufficienti ed incommisurati rispetto ad una rivolta che ha destabilizzato il governo dei Mulla che però continua a perpetrare i suoi crimini , l’uccidendo tra gli altri, 70 bambini tra i 2 e 17 anni.
L’anello mancante della politica europea è quello di non volere riconoscere la volontà del popolo iraniano finalizzato a rovesciare il regime teocratico ed instaurare una repubblica democratica.
La politica europea sembra dettata da una visione irrealistica credendo nella capacità di sopravvivenza del regime alle rivolte .
E’ quasi come il ripetere lo stesso errore commesso dall’occidente durante il periodo dello Scià. La dittatura monarchica che si vantava d’aver un esercito composto da 400.000 uomini e ben equipaggiato non ha retto il moto popolare. Ora ,ne I diabolici Pasdaran e ne il cumulo dei missili e dei droni ne tantomeno i tentacoli allungati in Iraq, nel Libano, in Siria e nello Yemen potranno salvare Khamenei.
Purtroppo le relazioni commerciali e diplomatiche tra l’UE e l’Iran sono ancora in corso.
Le ambasciate del regime che sono in realtà dai centri di spionaggio ed il terrorismo continuano a svolgere le loro funzioni e gli adepti del ministero dell’informazione e la forza di Ghods agiscono liberamente in Europa.
Oltre a tener banco gli interessi momentanei con il regime la politica dell’Unione Europea è basata sulla speranza di poter raggiugere un accordo sul nucleare. La politica di compiacenza con il regime non è stata produttiva fin dall’inizio ma oggi è più di ogni altro momento è dannosa.
Soltanto con una politica forte e severa si possono dissipare gli sforzi di questo regime atti ad ottenere la bomba atomica e le mire spansionistiche regionali e l’export del terrore in tutto il mondo. La riattivazione delle risoluzioni dell’ONU può essere un importante segnale.
Due paesi membri dell’UE e quattro dei 7 paesi più industrializzati hanno la facoltà di attivare queste risoluzioni, l’Italia fa parte di tutti i due gruppi.
L’Italia in quanto membro del (Consiglio Economico e Sociale dell’ONU )potrebbe nella seduta prevista per il 14 del mese corrente votare a favore dell’espulsione della delegazione del regime misogina dalla Commissione delle Donne.
Questo regime oltre all’uccisione dei bambini in questi mesi ha incarcerato e torturato centinaia tra i giovani minorenni e per questo deve essere espulso dall’Unicef. L’Italia a questo proposito può avere un ruolo risolutivo.
L’altro provvedimento che spetta all’UE e in particolare all’Italia è l’inserimento del Corpo dei Pasdaran nella lista dei gruppi terroristici per il quale chiedo al Senato della Repubblica Italiana di adottare delle iniziative.
Egregi Signori,
La rivolta del popolo iraniano inesorabilmente va verso l’instaurazione di una repubblica democratica scerva dalla misoginia e la dittatura religiosa.
I moti della rivolta in larga misura sono organizzati , mi riferisco alla rete organizzata dei nuclei di rivolta creata dall’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo.
Tre settimane dopo l’inizio dell’attuale rivolta, il quartier generale dei Pasdaran ha pubblicato un’analisi ha annunciato che “l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo svolge un ruolo considerevole nella regia e la canalizzazione delle proteste verso l’insicurezza fomrntando i disordini ed il terrore a livello sociale”.

 

 

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