lunedì, Dicembre 5, 2022
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Maryam Rajavi – La resistenza iraniana ha la capacità di portare un cambiamento democratico in Iran

ImageCNRI . Lunedì,  Maryam Rajavi, presidente eletta dalla Resistenza Iraniana rivolgendo al gruppo liberale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europea a Strasburgo ha insistito sul pericolo della dittatura religiosa al potere in Iran ed ha ribadito che un cambiamento di regime è alla portata di mano. Impegnandosi da parte della Resistenza Iraniana, ha dichiarato: "Non chiediamo dai paesi stranieri né armi, né denaro.”. La Resistenza Iraniana ha il potenziale e gli elementi necessari per portare un cambiamento democratico in Iran ".”. Ha in seguito garantito l’Assemblea: "Il nostro obiettivo non è prendere il potere a qualsiasi prezzo ma garantire la libertà e la democrazia a qualsiasi prezzo ".

" Ecco il testo completo del suo discorso:

 Signor Presidente,
 Signore e signori,

 È un onore per me trovarmi oggi fra di voi. Desidero ringraziare il lord Russel-Johnston per il suo intervento caloroso e  per i suoi sforzi a favore della resistenza del popolo iraniano. Ringrazio anche il gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa per avere organizzato questa riunione.

 Sono oggi da voi a parlare in nome di un popolo di cui tutti i diritti elementari sono stati aboliti da una dittatura religiosa. Di un paese dove i difensori della libertà sono torturati e giustiziati e dove le donne vengono lapidate sotto ogni  pretesa.

 Sono venuta a portare, in questa Assemblea dei rappresentanti dei popoli europei,  il grido del popolo iraniano per la libertà.

 Le minacce del regime di Teheran e la soluzione.

 Da una decina di giorni, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ha chiesto al regime di Teheran, in una dichiarazione approvata dai soui quindici membri, di sospendere l’arricchimento dell’uranio. Ma i mullah continuano a sfidare la Comunità internazionale e rispondono negativamente alle sue domande.

 Oggi, il mondo si trova  dinanzi ad una scelta pericolosa: da un lato la prospettiva di vedere una dittatura integralista dotarsi dell’arma atomica, e dall’altra la  prospettiva di una nuova guerra nella regione.

 Oggi, sono venuta a dirvi che la Comunità internazionale non è obbligata a scegliere tra mullah con la bomba atomica o la guerra.

 Esiste una terza via. Un cambiamento democratico da parte del popolo iraniano e dalla sua resistenza organizzata.

 Fare  concessioni ai mullah non evita la guerra; al contrario, ciò aumenta la possibilità di un conflitto. Occorre agire rapidamente. Non resta più molto tempo.

 I mullah vogliono armi atomiche per mantenere la dittatura religiosa ed esportare l’integralismo ed il terrorismo. I mullah hanno imbrogliato la Comunità internazionale durante i 18 anni sul loro programma atomico fino a che il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha rivelato il loro progetto.

 Parliamo di un regime che reprime da 27 anni la sua popolazione. Ha giustiziato 120.000 prigionieri politici ed ha ristagnato i diritti più elementari del popolo iraniano. Questo regime ha anche assassinato decine d’oppositori all’estero.

 Recentemente, nel dossier dell’assassinio del professor Kazem Rajavi, rappresentante del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Svizzera, assassinato nel 1990 da agenti del regime dei mullah, un giudice svizzero ha lanciato un mandato di sentenza internazionale contro il mullah Ali Fallahian, ex ministro delle Informazioni e consigliere di sicurezza di Khameneï, la guida suprema della dittatura religiosa, per il suo ruolo nella presa di decisione di questo crimine. Secondo questo mandato di arresto, Fallahian fin dall’inizio degli anni 1980, aveva pronunciato un decreto di morte contro Massoud Rajavi, il presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

 La repressione in Iran non si limita alle esecuzioni politiche, alla tortura dei prigionieri politici o anche alle esecuzioni pubbliche ed alla lapidazione. In Iran, le violazioni dei diritti dell’uomo sono legalizzate. La fustigazione e l’amputatazione in pubblico, o scavare gli occhi, fa parte della legge. Le leggi misogine del regime impongono una segregazione sessuale alle donne. Per non rispettare il codice vestimentario, sono umiliate e frustate in pubblico.

Un regime che è il focolaio dell’esportazione dell’integralismo ed è il più gran sostenitore del terrorismo in tutto il mondo. Un regime ostile alla pace in Vicino-Oriente; il suo presidente, Ahmadinejad, ha lanciato appelli per cancellare dalla carta geografica Israele e gli Stati Uniti.

 Un regime che cerca di organizzare un potere integralista satellite in Iraq. È per questo che si consegna alla più grande ingerenza ed ad atti di terrorismo in Iraq. Ha lanciato in particolare una guerra civile tra sunniti e sciti, che ha comportato massacri. Ha anche organizzato centri clandestini di detenzioni e di torture. Devo rilevare che il pericolo dell’ingerenza e del terrorismo del regime in Iraq, è cento volte più pericolose della sua bomba atomica.

 Il mondo, di fronte a questo regime, ha soltanto una scelta ragionevole: agire rapidamente e con fermezza. Il Consiglio di Sicurezza deve imporre all’Iran un boicottaggio e la Comunità internazionale deve riconoscere il diritto del popolo iraniano di resistere per la libertà. Chiediamo a tutti, a mobilitarsi in questa via per impedire insieme una tragedia.

 La lista del terrorismo: il più grande ostacolo al cambiamento democratico.

 Nonostante la selvaggia repressione, il cambiamento in Iran è a portata di mano. L’Occidente, nella speranza di vedere una moderazione, ha fatto tutte le concessioni possibili al regime di Teheran. Ciò ha permesso alla fazione più fascista di prendere il potere. Al cuore di queste concessioni, si trova l’iscrizione della principale opposizione iraniana nella lista del terrorismo. Il ministro degli Estero britannico ha riconosciuto recentemente di aver messo Mojahedin del Popolo Iraniano ( OMPI ) nella lista nera su richiesta dei mullah. 500 eminenti giuristi e più di 1000 parlamentari di vari paesi europei hanno dichiarato la loro opposizione a quest’etichetta all’ OMPI perché dà ai mullah una patente di reprimere una resistenza legittima.

 A febbraio, il regime ha annunciato l’esecuzione di un membro dei Mojahedin del Popolo dopo quattro anni e mezzo di prigionia sotto la tortura. Due settimane fa, ha reso un nuovo verdetto di condanna di morte di un altro prigioniero dell’OMPI, ed altri prigionieri politici sono minacciati d’esecuzione,

 Limitare la forza principale dell’opposizione, ha creato il più grande ostacolo al cambiamento democratico in Iran. Poiché non si tratta soltanto di limitare un’organizzazione, ma consegnare agli attacchi la resistenza di un popolo per la libertà. D’altra parte, come  dicono 2,8 milioni d’iracheni in una dichiarazione: "Mojahedin del Popolo è una diga politica e culturale importante di fronte all’apertura dell’integralismo.”.

 Ia rimozione di quest’etichetta terroristica è una domanda legittima del popolo iraniano ed il criterio della fine della politica di accondiscendenza con i mullah.

 La capacità della Resistenza per creare un cambiamento.

 Non chiediamo ai paesi stranieri né armi, né denaro. La Resistenza Iraniana ha il potenziale e gli elementi necessari per portare un cambiamento democratico in Iran:

 In primo luogo, possiede una vasta base popolare, una rete sociale estesa e beneficia di sostegni importanti in Iran come all’estero ed è per questo che la dura repressione  e la politica di accondiscendenza con i mullah non sono riusciti ad eliminarla. Più di quattro mila movimenti di protesta hanno avuto luogo in Iran l’anno scorso, nonostante la feroce repressione. Ciò mostra che la società è pronta per un cambiamento.

 In secondo luogo, ha un’alternativa politica, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, un Parlamento in esilio formato da 530 membri di cui 52% donne e dove si riuniscono i rappresentanti dei vari strati della società iraniana, di diverse tendenze politiche e delle minoranze religiose ed etniche.

 In terzo luogo, ha una forza concentrata ed organizzata in Iraq, nella città d’Ashraf vicino alla frontiera iraniana, che gli permette di esercitare la più grande influenza sugli eventi in Iran.

 In quarto luogo, l’asse centrale di questa Resistenza, è Mojahedin del Popolo  Iraniano con quaranta anni di lotta per la libertà, raccomandano un Islam tollerante e democratico, opposto all’integralismo e lottano per l’instaurazione di un governo laïco.

 Le posizioni ed il programma della Resistenza.

 La nostra Resistenza è soprattutto un movimento umanista che lotta per ravvivare i valori umani distrutti dagli integralisti. Siamo persuasi che la libertà è la più grande ricchezza umana. Una fede profonda nella libertà, ci dà la forza di tenere bene di fronte alle difficoltà della lotta contro una dittatura religiosa.

 Il nostro obiettivo non è di prendere il potere a qualsiasi prezzo, ma di garantire la libertà e la democrazia a qualsiasi prezzo.

 Di conseguenza, il Consiglio Nazionale della Resistenza s’impegna entro un termine massimo di sei mesi dopo la caduta di questo regime, di organizzare elezioni libere per un’Assemblea Costituente e legislativa e rimettere la gestione del paese agli eletti del popolo. Permettetemi di riassumere le grandi linee del nostro progetto per l’Iran di domani:

1- Dal nostro punto di vista, il voto popolare è il solo criterio di legittimità ed è per ciò che vuole una Repubblica fondata sul voto popolare.

 2- Vogliamo un sistema pluralista, la libertà di parti e d’assemblea. Nell’Iran di domani, esisterà una libertà totale d’opinione, d’espressione e della stampa e qualsiasi censura o inquisizione, sarà vietata.

 3- Nell’Iran liberato dall’oppressione dei mullah, c’impegniamo a difendere e mantenere l’abolizione della pena di morte.

 4 -La Resistenza Iraniana stabilirà la separazione tra religione e Stato. Qualsiasi forma di discriminazione contro gli apparteneti delle diverse religioni e culti, sarà vietata.

 5- Crediamo nella parità totale tra donne e uomini per tutti i diritti politici e sociali e la partecipazione uguale delle donne alla direzione politica. Qualsiasi forma di discriminazione contro le donne sarà abolita, ed avranno in particolare il diritto di scegliere i loro abiti.

 6 -Vogliamo instaurare un sistema giudiziario moderno basato sul rispetto della presunzione d’innocenza, il principio di diritto alla difesa e l’indipendenza totale del sistema giudiziaria. Le punizioni crudeli e umilianti saranno abolite.

 7- C’impegniamo di rispettare la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, i patti e le convenzioni internazionali, in particolare il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, la convenzione contro la tortura e la convenzione per l’eliminazione di tutte le discriminazioni contro le donne.

 8 -Riconosciamo la proprietà privata, l’investimento privato ed il libero scambio.

 9- Vogliamo che la nostra politica estera sia fondata sulla coesistenza pacifica, la pace e la cooperazione internazionale e regionale, ed il rispetto della Carta delle Nazioni Unite.

 10- Vogliamo che l’Iran libero di domani sia un paese non atomico e senza arma di distruzione massa.

 Signore e signori,

 Vorrei citare qui Winston Churchill che è all’origine della formazione del Consiglio d’Europa,  che ha dichiarato nel 1938 al ritorno di Chamberlain dopo gli accordi di Monaco: "Avete dovuto scegliere tra la guerra ed il disonore, avete scelto il disonore ed avrete la guerra”.

 Oggi, nuovamente, l’Europa è di fronte ad una scelta:
 – Scegliere tra la fermezza o il compromesso che permette ai mullah di avere l’arma atomica.
 – Scegliere tra la guerra o il sostegno al popolo iraniano per un cambiamento democratico.

 Con una buona scelta, possiamo impedire una tragedia e la guerra. Ancora una volta,  chiamo a tutti di scegliere il sostegno al popolo iraniano ed alla sua resistenza. È raggiunta l’ora che la Comunità internazionale riconosca la resistenza del popolo iraniano e concederle una sede d’osservatore alle Nazioni Unite.

 Ringrazio tutti.

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