venerdì, Gennaio 27, 2023
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Iran: Maryam Rajavi a Strasburgo

Lunedi scorso la Sig,ra Maryam Rajavi, presidente eletta al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, invitata dal gruppo Partito Popolare Europeo ( PPE / DC ) visita L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa 

ImageCNRI, 2 Ottobre – La signora Rajavi accolta dai numerosi rappresentanti dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, ha avuto intensi colloqui con vari rappresentanti dei gruppi parlamentari europei.
La signora Rajavi, nel suo discorso di fronte ai numerosi parlamentari ha ribadito:" Noi, oggi ci troviamo in una fase assai vitale e importante. Un anno fa, in questo luogo ho detto: il mondo si trova di fronte ad un bivio pericoloso. Da una parte esiste la prospettiva di una dittatura fondamentalista che si sta adottando della bomba atomica e dall’altra la prospettiva di un ‘altra guerra devastante nella regione.

La signora Rajavi accolta dai numerosi rappresentanti dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, ha avuto intensi colloqui con vari rappresentanti dei gruppi parlamentari europei.
La signora Rajavi, nel suo discorso di fronte ai numerosi parlamentari ha ribadito:" Noi, oggi ci troviamo in una fase assai vitale e importante. Un anno fa, in questo luogo ho detto: il mondo si trova di fronte ad un bivio pericoloso. Da una parte esiste la prospettiva di una dittatura fondamentalista che si sta adottando della bomba atomica e dall’altra la prospettiva di un ‘altra guerra devastante nella regione.

In quell’occasione ho sostenuto che il pericolo delle interferenze e del terrorismo iraniano in Iraq è cento volte più pericoloso della sua bomba atomica. E ho lanciato un allarme sui tentativi del regime dei mullah nell’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo e della crisi in tutta la regione. Oggi vorrei portare alla vostra conoscenza che la situazione è diventata assai più esplosiva e pericolosa. Attualmente l’Iraq è ufficialmente occupato dai mullah. La situazione è assai critica in tutta la regione. Il regime iraniano si trova al centro dell’attuale crisi di cui alcune sue dimensioni si manifestano nella provocazione della guerra in Libano, delle disordini in Palestina, e dell’espansione del terrorismo in Afghanistan.. Questi tentativi e azioni sono degli anelli collegati uno con l’altro di una strategia.

Il presidente della repubblica della resistenza iraniana ribadendo i catastrofici danni arrecati dalla politica di accondiscendenza con il regime dei mullah e rivolgendosi ai governi europei ha detto:" Perchè per gli interessi economici vi mettete in ginocchio di fronte ai mullah? I governi europei devono rispondere ai loro popoli. I mullah hanno cestinato tre risoluzioni approvate dall’ONU. Ma ancora l’Europa insiste sul dialogo e sulle trattative. Il dialogo per che cosa? Perchè i mullah abbiano maggior tempo per la costruzione della loro bomba atomica?
La signora Rajavi aggiunto: I paesi europei sbagliano se pensano che il regime iraniano può diventare una prestigiosa protagonista e accettabile protagonista negli affari della regione e del mondo. Loro sbagliano se pensano di poter domare il terrorismo e il fondamentalismo dei mullah. Con la politica di accondiscendenza stanno preparando il terreno ad una devastatrice e catastrofica guerra.

La presidente Rajavi ricordando l’importanza della "terza soluzione" che attribuisce alla popolazione e alla resistenza iraniana la facoltà di cambiare la situazione attuale ha sottolineato che la politica di accondiscendenza dei governi europei è un ostacolo, oltre alla feroce repressione interna, di fronte al cambiamento in Iran.
Rajavi ha elencato tre elementi da cui sorge e nutre la politica di accondiscendenza:

1- interessi economici
2- errato analisi sulla identità del regime e sul miraggio della moderazione
3- errato analisi sull’equazione politica iraniana e sul ruolo determinante della popolazione e della sua resistenza.

Al centro della politica dell’occidente verso il regime dei mullah esiste errato analisi sull’equazione politica e sul ruolo della popolazione e della sua resistenza e che si traduce successivamente nella resa al regime e nell’inserimento del nome dei Mojahedin del popolo, maggior forza della resistenza, nella lista dei terroristi. Tale etichettatura concede al regime la giustificazione necessaria per l’eliminazione fisica degli oppositori.
La signora Rajavi concludendo ha indicato la politica di accondiscendenza come l’ostacolo principale al cambiamento politico in Iran, ha chiesto all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europea di alzare la sua voce contro la violazione della legge da parte dell’Unione Europea.

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