di Esmail Mohades
Il segretario generale dellOnu Ban Ki-Moon finalmente ha pronunciato la fatidica frase, che la questione del nucleare iraniano è un problema di tutti. Quindi il problema cè! Una cosa pare certa, che la costruzione di armi atomiche serve a garantire la sopravvivenza del regime. Perché, per quanto riguarda il popolo iraniano, una volta ottenuta la democrazia discuterà e deciderà per lenergia atomica. La Resistenza Iraniana, già agli inizi degli anni Novanta, svelò i progetti nucleari del regime iraniano. Poi nellagosto del 2002 in un rapporto dettagliato rivelò i piani segreti dei mullà per latomica, successivamente confermati dai satelliti occidentali. Solo qualche giorno fa, il 27 settembre a Parigi, un esponente della Resistenza Iraniana, il presidente della Commissione Pace del CNRI, in una conferenza stampa ha parlato del nuovo e complesso sito nucleare dei mullà, a sud .
Il vituperato presidente della Repubblica islamica, star dei media americani, sia nella sede della Columbia University, che nel suo discorso ufficiale tenuto di fronte allAssemblea Generale, è apparso un negazionista assoluto. Non cè mai stato lOlocausto, in Iran non cè omosessualità, lIran non ha in progetto la costruzione di armi nucleari, in Iran non ci sono dissidenti. Il governo di Ahmadinejad è un governo di amore e affetto, dice lui; intanto lex capo dei pasdaran, presidente dei mullà, si è ben guardato di recarsi, nei prossimi giorni in occasione dellapertura dellanno accademico, allUniversità di Teheran per non incorrere nelle contestazioni degli studenti come è accaduto lanno passato.
Se è vero che il problema iraniano è un problema di tutti, come si può venir a capo della questione? LOccidente che farà? Continuerà a paventare la guerra, assai impraticabile e comunque catastrofica, e a combinare affari con il regime? Continuerà, in assonanza con il regime, a negare lesistenza della lotta del popolo iraniano e della sua resistenza organizzata per la democrazia? Abbandonerà lOccidente le sue illusioni e allucinazioni che il pargolo Rafsanjani, il volto nuovo, sarà capace di risolvere il problema dellIran? La crisi della Repubblica islamica dipende dai suoi uomini o è generata dalla sua natura? Noi crediamo una sola cosa, che chi spera nel riformismo di un regime irriformabile avrà picche come risposta; insomma chi ha scommesso su Khatami ha incassato Ahmadinejad. Gli iraniani lhanno imparato, e gli altri?
