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Iran-italia: Dopo 18 mesi di indagini, il procuratore dott.Ionta ha archiviato le indagini sul CNRI

Martedi 18 ottobre 2005
Image(fidest) Agensia giornalistica 18- OTT- La conferenza stampa dei rifugiati politici iraniani presso l’hotel Nazionale a Roma di qualche giorno fa. E’ stata l’occasione per un incontro, sia pure di sfuggita, con Mahmoud Hakamian della commissione esteri del C.N.R.I. (Consiglio nazionale della resistenza iraniana italiana). Il suo intervento si è incentrato sulla natura squisitamente umanitaria del suo movimento e per mettere in luce le violazioni dei diritti umani nel suo Paese.

(fidest) Agensia giornalistica 18- OTT- La conferenza stampa dei rifugiati politici iraniani presso l’hotel Nazionale a Roma di qualche giorno fa. E’ stata l’occasione per un incontro, sia pure di sfuggita, con Mahmoud Hakamian della commissione esteri del C.N.R.I. (Consiglio nazionale della resistenza iraniana italiana). Il suo intervento si è incentrato sulla natura squisitamente umanitaria del suo movimento e per mettere in luce le violazioni dei diritti umani nel suo Paese.

Ciò non di meno, ci precisa, gli associati alla sua organizzazione sono stati più volte fatti oggetto di perquisizioni da parte della polizia sia italiana sia di altri Paesi europei. Egli avanza il sospetto che possa esservi, in qualche modo, una provocazione da parte dell’attuale regime iraniano che tende mettere in cattiva luce, nei paesi che li ospitano, i suoi oppositori rifugiati all’estero. Come si fa, si chiede e ci chiede, a dimostrare la buona fede dei singoli associati e del rispetto che l’organizzazione nutre nei confronti delle leggi nei paesi che li ospitano. Non basta, forse, obietta, che in Italia, dopo 18 mesi di indagini in tutte le direzioni, il procuratore speciale anti-terrorismo dott. Franco Ionta ha archiviato le indagini sul C.N.R.I. Lo scorso anno in un seminario promosso dal C.N.R.I a Parigi 500 tra giuristi ed avvocati, dei più autorevoli, hanno sostenuto l’estraneità del movimento ad azioni terroristiche messe a punto dalle centrali del terrore internazionali di origine islamica. Il malinteso, secondo  Mahmoud Hakamian, è dipeso dalla presenza di Mojahedin del Popolo nell’associazione e che essi sono considerati, di conseguenza, dall’Unione Europea, dei terroristi. “Secondo me – osserva – il primo passo da fare è la cancellazione del nome dei Mojahedin del Popolo dalla lista dei gruppi terroristici. E’ un modo per restituire la politica al suo ruolo tradizionale di dialogo e di rispetto per le posizioni altrui.” E precisa: “In  questi giorni in seguito alla presa di potere in Iran di Ahmadinejad, un pasdar, già autore di presa degli ostaggi statunitensi, nonché il suo tentativo di incoraggiare i mullà per la costruzione delle bombe atomiche e le preoccupazioni internazionali che suscita, con il suo proposito di esportare integralismo terroristico iraniano in Iraq, si rende sempre più prezioso il ruolo della Resistenza Iraniana, oggi in esilio, e sull’importanza di cancellare ogni ombra di sospetto su di essa.”

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