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Iran: Integralismo islamico, nuova minaccia mondiale

Domenica 9 ottobre 2005
Image(conferenza a Londra) 

Il CNRI, 7 OTT-  Oggigiorno il mondo si trova  di fronte alla minaccia crescente dell’integralismo islamico.  Il 5 ottobre scorso ayatollah jalal Ganje’ï, presidente della commissione per la libertà di culto del CNRI, ha partecipato  in una conferenza  organizzata a Londra  nella sede dell’Associazione della stampa straniera. Azadeh Zabeti avvocata e la vice presidente dell’associazione degli avvocati irano-britannici, ha aperto la conferenza trattando le attività terroristiche avvenutesi  sotto il nome dell’islam  e perpetuati dal regime tirannico dei mullà negli ultimi 26 anni.

Ha chiamato ad una cooperazione internazionale contro l’integralismo islamico vigente in Iran.  In seguito  ayatollah Ganjeï  ha preso la parola. Fin dall’inizio del suo intervento, ha tenuto a sottolineare la natura dell’integralismo: "non si tratta di un fenomeno religioso ma di un movimento politico che utilizza l’islam come uno strumento per imporre una sovranità assoluta". Ganjeï ha notato che la politica di accondiscendenza  adottata nei confronti del regime iraniano, per ragioni politiche o interessi commerciali, ha inviato un messaggio molto chiaro ai terroristi intégralisti: "se siete al potere, sarete tollerati". Nella linea di questa politica, i governi occidentali, che agiscono su richiesta del potere terroristico di Teheran, hanno represso la libertà di movimento della resistenza per la democrazia in Iran, in un gesto di buona volontà riguardo ai mullà. A tale scopo, ayatollah Ganjeï ha aggiunto che la principale opposizione al regime integralista  in Iran, l’organizzazione del Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI)  è stata bandita come organizzazione terroristica dagli USA e dall’Unione europea. "L’islam nella resistenza iraniana è una fonte di speranza per l’umanità." Ispirati dall’islam, difendiamo la democrazia, i diritti dell’uomo, l’uguaglianza dei diritti per i fedeli delle diverse religioni, la separazione della religione dallo Stato. È essenziale per l’umanità conoscere questa resistenza e l’islam che rappresenta ", ha dichiarato Ganjeï ricordando che" tutte le restrizioni sulle attività dell’OMPI, come la importante opposizione democratica al regime dei mullà in Iran, devono essere abolite, particolarmente in segno della lotta al terrorismo.
 Prendendo la parola, Professor Alison Assiter, dell’università di West of England di Bristol, ha trattato lo sviluppo dell’integralismo nel mondo e della minaccia che ciò rappresenta,e poi ha parlato del libro scritto da Mohammad Mohadessin (presidente della commissione degli affari esteri del CNRI)" l’integralismo islamico, la nuova minaccia mondiale", pubblicato nel 1993. Questo  libro riporta alla nostra conoscenza i pericoli del  terrorismo come  caratteristica principale dell’integralismo islamico. Alcuni avevano espresso dei dubbi all’epoca, ma gli eventi hanno purtroppo provato che si trattava di una realtà.
Révérend Ryder Whalley sacerdote anglicano intervenendo al dibattito ha ribadito  che gli integralisti non accettano nessuno  altro che non sia di loro e che non ci può essere uno scambio d’opinione o d’idea, mentre provano ad imporre le loro idee a tutti.
 La Sig.ra Elizabeth Sydney, presidente della federazione internazionale contro l’integralismo e per l’uguaglianza, nel suo discorso ha mirato alle pratiche di misoginia   dell’integralismo  e ha sottolineato che i mullà pretendono di agire su ordini divini e che è un vero orrore per i veri musulmani.
 Azadeh Zabeti concludendo il dibattito ha letto la dichiarazione di questa conferenza. Il documento chiede di deferire il problema atomico di Teheran al Consiglio di sicurezza dell’ONU e la rimozione del nome  dell’OMPI dall’elenco del terrorismo. Questa  dichiarazione sostiene la signora Maryam Rajavi, presidente eletto dalla resistenza iraniana cha ha lanciato un appello per un cambiamento democratico in Iran respingendo la politica di accondiscendenza adottata dagli europei nei confronti del regime dei mullà dei nonchè la soluzione militare straniera.

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