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Iran: Discorso di Maryam Rajavi al raduno di 90 mila iraniani a Parigi

ImageVillepinte
20/6/2009
è molto incoraggiante vedervi riuniti qui in gran numero per dare vita al più grande raduno di solidarietà e di difesa nei confronti del popolo iraniano e della città di Ashraf.
Avete portato preoccupazioni ai mullah e gioia alla popolazione iraniana.
In ricordo dei martiri, la popolazione iraniana manifesta la sua vicinanza e gratitudine e permetteteci di inviare la nostra solidarietà sia dall’interno che dall’esterno della nostra nazione occupata e all’incrollabile Ashraf, ai miei coraggiosi figli e figlie, alle sorelle e ai fratelli insorti lungo le strade e nelle università durante la grande rivolta della popolazione iraniana in tutto il paese cominciata il 13 Giugno e che sta continuando ovunque in questi giorni nella nostra amata nazione come un fiume in piena.

La battaglia continuerà fino alla vittoria di Tehran, per questo noi cantiamo con loro:

La Città del Sole è il nostro nido
Fiamme e rabbia corrono nelle nostre canzoni
Noi guidiamo la nostra patria
Cantando lungo la strada
La nostra patria non rimarrà in mano nemica,
ma urliamo che è nostra.
Lasciateci salutare all’infinito i martiri e le migliaia di persone ferite e arrestate durante la sollevazione popolare per ottenere la libertà.
Siamo liberi di stupirci: per quale crimine sono stati uccisi se non per il loro desiderio di vivere in libertà?
Lasciateci insorgere e rendere onore ai martiri con una standing ovation.
Infatti, questa ovazione è per le donne e gli uomini coraggiosi, come quelli di Ashraf, che hanno perso la vita, hanno sopportato i colpi dei manganelli, le botte , le pallottole e i gas lacrimogeni.
Hanno subito violenze e sono stati feriti dai Guardiani della Rivoluzione,i Bassij e gli agenti del Ministero dell’Intelligence, continuando a dichiarare nulle queste finte elezioni allestite dal regime velat-e- faqih, il Capo Supremo.
Hanno mostrato al mondo quale era in realtà il vero voto e la vera scelta della nazione iraniana.
E stanno gridando contro i mullah usurpatori:
Siete i nemici di questa terra e noi ne siamo i legittimi proprietari: e “Né Gaza né Libano, noi dimao la vita per l’Iran.”
Stanno gridando coraggiosamente per le strade ,” Nazione iraniana, devi far cadere il dittatore”.
Infatti, la legittima rabbia esplosa per le strade dell’Iran è diversa da tutte le dimostrazioni, le proteste e le rivolte percorribili.
Questo perché già il giorno dopo le finte elezioni, si è rivelata la stregoneria dei mullah e all’opposto si è dimostrato al mondo intero quale era la vera , genuina voce dell’Iran, ovvero il desiderio di libertà nei confronti della dittatura e del fascismo religioso, e la sovranità popolare al posto del ruolo assolutistico ricoperto dai mullah.
Questa è la vera e pressante voce della popolazione iraniana, che i mullah hanno rubato loro negli scorsi 30 anni usurpando la sovranità popolare.
La vera faccia di queste elezioni non erano i voti falsi, ma la rivolta dei milioni che hanno annunciato la primavera di Tehran; le vere scene ritraggono il coraggio e il ruolo ricoperto da donne eroiche che hanno impressionato ognuno di noi per la loro resistenza contro i Guardiani della Rivoluzione; delle scene delle pietre scagliate dai Mojahedin e da giovani coraggiosi in ogni angolo del paese; e le scene di grida di donne e giovani che hanno avuto eco in tutto l’Iran e nel mondo.
La popolazione iraniana non vuole il regime velat-e-faqih e noi gridiamo “Vergogna a Khamenei; abbandona il tuo potere assoluto”.
Infatti, il mondo si trova di fronte al “NO” risonante della popolazione iraniana in questi giorni contro la teocrazia governante, il regime velat-e-faqih, e il boicottaggio di queste elezioni mascherate .
Khamenei sta cercando di far passare la rivolta nazionale della popolazione contro la teocrazia nel contesto di una semplice disputa da parte di un candidato che sta protestando contro il conteggi dei voti o la commissione di qualche frode, e che questa sollevazione non rappresenti niente di diverso che l’opera dell’”arroganza globale” e di “terroristi”.
Il vero problema è che la fazione del regime ha creato un’opportunità tra la repressione della popolazione iraniana che dimostra per le strade dell’Iran e davanti al mondo la vera battaglia ,che è il fuoco che sta bollendo lentamente sotto le braci.
Come sapete, ieri, la crisi politica e il terremoto all’interno del regime dei mullah ha raggiunto un punto di non ritorno.
Khamenei è stato abbastanza chiaro ed enfatico nel difendere i 40 milioni di voti frodati, che supportano la presidenza di Ahmadinejad, opponendosi all’annullamento delle elezioni , avvertendo le fazioni sconfitte e minacciando una soppressione sanguinosa delle rivolte popolari.
Il Capo Supremo ha detto che non accetterà l’annullamento dei risultati o nuove elezioni e se altri vorranno continuare le dimostrazioni lunghe le strade della città , ciٍ avrà implicazioni pericolose e se “ vorranno o meno, saranno comunque responsabili dello spargimento di sangue, della violenza e del caos”, perché questa dimostrazione apre la porta al terrorismo.
In effetti, lui intende per aprire la via , togliere il potere al regime velat-e-faqih da parte dei Mojahedin , dei giovani combattenti e della resistenza del PMOI/MEK.
Khamenei ha cercato molto duramente , come ho già sottolineato, di dire che il conflitto in Iran non era una lotta tra i sostenitori e gli oppositori dello stato. Ha esplicitamente sottolineato più volte che tutti e quattro i candidati erano elementi interni al sistema, appartenenti al sistema ed erano leali al regime velat-e-faqih.
Ha anche rifiutato gli incentivi a lungo termine dei governi occidentali e le loro concessioni, nonché la loro politica conciliante con il regime.
Ha anzi attribuito loro le rivolte della popolazione iraniana e ha detto che spera in una rivoluzione di velluto e finita in un fallimento come in Georgia.
Ho detto ieri che il supporto esplicito di Khamenei per la presidenza di Ahmadinejad e il risultato delle elezioni, come pure il rigetto delle richieste di annullamento delle elezioni e l’avvertimento alle fazioni sconfitte, quali quelle di Mousavi, Karroubi, Khatami e Rafsanjani, lasciano solo due opzioni: da un lato piegarsi al Capo Supremo e come Khatami fece durante la rivolta del 1999, o prendere le distanze separadosi da lui.
Del resto sanno certamente gli ultimi perdenti e Khamenei li eliminerà dalla scena, come fece Khomenei con il suo successore Montazeri nel 1988.
Ieri, il Capo Supremo non ha lasciato dubbi : non risparmierà nessun provvedimento per la soppressione sanguinosa di questa rivolta popolare.
Perciٍ, appare ancora una volta evidente che nel regime velat-e-faqih, non ci sia via d’uscita per l’Iran e le sue città rabbiose in vista di un cambiamento democratico e di elezioni libere sotto la supervisione delle Nazioni Unite.
La dittatura religiosa e tutte le sue istituzioni soppressive devono essere smantellate.
Vorrei ringraziare le posizioni assunte dai capi e dai partiti politici di diversi paesi contro le minacce soppressive di Khamenei, e anche per il loro supporto alla rivolta iraniana.
Tuttavia, devo anche dire che è incredibilmente insufficiente e che bisogna continuare affinché il regime soppressivo prenda in considerazione seriamente tutto ciٍ. Cari Compatrioti,

oggi è il 28° Anniversario della resistenza per la libertà con 120 mila martiri, che hanno dato la vita per la causa della libertà,
per questo , dichiaro con orgoglio al mondo intero a nome della popolazione iraniana che,
da un punto di vista politico e strategico quelli che conducono la farsa, cioè il Capo Supremo e il so alleato, Ahmadinejad, sono sconfitti.
Non hanno possibilità ma condurranno il loro regime verso una discesa irreversibile fino alla distruzione.
Tutti gli ingranaggi sono ora in moto contro il regime.
Noi, la popolazione iraniana, coloro che anelano alla libertà nel mondo e quelli di Ashraf, sono i veri e definitivi vincitori di queste elezioni.
Infatti, è una vittoria di una generazione che è stata allevata da Massoud Rajavi, una generazione di centinaia di migliaia di persone.
Infatti, questa vittoria appartiene alla popolazione iraniana e alla Resistenza, ai Mojahedin che sono stati assediati e incarcerati ad Ashraf già da sette anni.
Infatti, è abbastanza notevole e serve da lezione agli altri.
Abbiamo visto che le fazioni illuse nelle elezioni boicottate dicevano esplicitamente nel dibattito che “il vostro governo inganna sotto lo stendardo della religione.” Queste fazioni hanno affermato formalmente la loro lealtà e fedeltà al Capo Supremo per superare i filtri posti dal Consiglio dei Guardiani.
Tra loro c’erano i capi più importanti di questo regime complici nella guerra, nelle soppressioni, nei saccheggi e nel massacro di prigionieri politici.
E ora stanno descrivendo le elezioni del regime come una “ mascherata”, “Sconcertante”, “direzione artistica”, “illegittima”, “uno spettacolo ridicolo”, e un “governo di bugie e dittatura”.
Queste sono le vere parole che la Resistenza iraniana ha usato per descrivere le elezioni dei mullah negli ultimi 30 anni.
Parlando della “sala dei conteggi dei voti” al Ministero degli Interni, hanno anche rivelato segreti sulla doppia inflazione del conteggio del voto.
Per favore, non pensate che io abbia trovato opportuno incolpare e ammonire coloro che oggi sono attoniti e usano le parole della Resistenza utilizzate per riconoscere la mascherata dei mullah e il loro ruolo despota.
Non è esattamente questo il caso.
Ora non è il momento di dare le colpe. Al contrario, il primo presidente dei mullah di 30 anni fa, Massoud Rajavi, ci ha lasciato una importante lezione.
Abbiamo impatato anche ad accogliere le loro ammissioni , ovvero che le finte elezioni del regime despota sono state semplicemente una vergogna, ma a condizione che loro

– ripudino completamente questo regime bugiardo e demagogo; – condannino in pieno l’usurpazione del diritto della popolazione iraniana alla sovranità;
– rigettino il regime velat-e-faqih nella sua interezza.
Non ci sono altre condizione aggiuntive a questo discorso.
Diciamo loro che possono continuare
– ad attaccarci quanto vogliono;
– a chiamare i ragazzi valorosi di questa nazione “ipocriti” se sono un gruppo di “delinquenti e teppisti” nel deserto diAshraf o nelle strade di Tehran;
– ad accusarli ancora una volta di essere delegati
dell’”Arroganza Globale” , un’accusa sulle bare di quei cadaveri offesi al cimitero di Evin o Kharavan,mentre si coprivano nelle bandiere americane.
Ma, chiediamo loro solamente di riconoscere il diritto della popolazione alla sovranità e di rigettare l’intero potere del clero.
Inoltre, quali che siano le circostanze, condanniamo ogni aggressione da parte del clero governante contro di loro e i loro famigliari, e condanniamo anche il loro ferimento, arresto e persecuzione.
Denunciamo inoltre la violazione dei loro diritti umani da parte della fazione dominante Khamenei-Ahmadinejad.
E non accettiamo condizioni nel dire questo.
Se ricordi , nel 1981, i capi del Partito Comuniast Tudeh e la Maggioranza Fadayee chiesero apertamente l’estradizione e l’esecuzione del capo della Resistenza ,Massoud Rajavi. Si sono anche congratulati con i“devastatori “di Ashraf, Moussavi e Moussa Khiabani , e i compagni della Rivoluzione islamica”.
Con tutto ciٍ, quando sono stati arrestati, il capo della Resistenza ha condannato la loro incarcerazione , tortura ed esecuzione e ha difeso i loro diritti.
Una settimana fa, ho letto che Zahra Rahhavard ha descritto le finte elezioni e gli assalti delle fazioni dominanti come un attacco di “lupi”.  assolutamente vero. Si spera che si stia rendendo conto della “guerra dei lupi” di 30 anni fa.
Cari Compatrioti,
nell’anniversario della morte di Khomenei, il 3 giugno, circa alla stessa ora, dopo 20 anni, Khomenei è morto una seconda volta. Una morte storica, seppellito di nuovo.
Vedete ora il sangue dei martiri e la sofferenza dei combattenti per la libertà che sta cominciando a dare i suoi frutti?
– uno scorcio della punizione che questo regime sta ricevendo davanti agli occhi della popolazione iraniana e del mondo intero.
Mi sto riferendo al dibattito tra Ahmadinejad e Mousavi nel quale hanno rivelato alcuni degli enormi ladrocinii dei mullah e i loro crimini contro l’umanità.
Non è senza ragione quello che hanno scritto sui loro editoriali: quelli che assomigliavano a dei dibattiti erano invece un processo nei confronti del regime stesso dove non ci sono stati “vincitori”. Hanno detto che i dibattiti hanno dimostrato le richieste di 30 anni di “nemici giurati “ di questo regime.Si sono chiesti “ se il proseguimento di questa situazione porterٍ a qualcosa o svuoterٍ la Repubblica islamica”.
Ecco perché diciamo che i vincitori principali sono la popolazione iraniana e la Resistenza.
Cari Amici,
di certo questi sono stati dibattiti nei quali i partecipanti sono stati abbastanza attenti a non oltrepassare la linea rossa del regime.
Questo spiega perché nei dibattiti , nessuno, nemmeno uno, ha parlato della sovranità popolare e dell’innata contraddizione con il principio del velat-e-faqih, senza porre alcuna domanda sulla costituzione e il ruolo assolutistico del Capo Supremo.
Nessuno ha parlato di libertà verso la quale anela la popolazione iraniana.
Nessuno, nemmeno una volta, ha parlato del fatto che il regime e la sua costituzione negano alle donne il diritto di prendere posizioni preminenti, come diventare presidenti o giudici.
Nessuno ha parlato delle disuguaglianze di genere e di discriminazione.
Nessuno ha parlato del massacro di prigionieri politici o delle attuali esecuzioni.
Nessuno ha protestato contro le leggi inumane , la lapidazione, l’amputazione degli arti, e l’esecuzione di 150 prigionieri politici in questi ultimi 4 anni sotto il pretesto di punire coloro che dichiarano guerra in nome di Dio corrompendo il mondo.
Nessuno ha parlato dell’occupazione dei mullah e dei crimini in Iraq e dell’esportazione del terrorismo in Libano. Palestina, Afghanistan ..ovunque.
Nessuno, nemmeno una volta, ha parlato o chiesto di Khomenei a Khamenei.
Era l’ordine di perpetrare la catena di omicidi e la fatwa di assassinare i dissidenti all’estero facente parte degli ordini partiti dall’ufficio di Khameei?
E chi se non Khamenei è realmente responsabile dell’Ufficio degli accusatori spietati di Tehran, e del Braccio 209 del carcere di Evin? Chi, se non lui, è il capo delle Forze Qods e dei gruppi terroristici nel Medio Oriente?
L’attacco al dormitorio universitario in questi giorni non è stato forze organizzato dalle forze di Khamenei, benché questi abbia versato lacrime di coccodrillo ieri per gli stessi studenti?
Cari Amici,
nel momento in cui il fascismo religioso che governa l’Iran ha raggiunto un punto dove il Capo Supremo non puٍ tollerare le coorti più vicine a lui e i suoi complici, la popolazione iraniana ha il diritto di chiedere ai governi occidentali le seguenti cose:
– quale è stato il risultato di 30 anni di tentativi di moderazione con il regime?
– Quale è stato il risultato di una politica conciliante? – Non vi vergognate di aver creato le basi del colpo di stato del 17 Giugno?
Alcuni giorni dopo la rivolta in Iran, fortunatamente il Presidente USA ha affermato che la popolazione iraniana sta chiedendo democrazia e che le sue voci devono essere ascoltate e non soppresse. Ha sottolineato che le differenze tra Ahmadinejad e Mousavi non sono solo quelle espresse dalla versione pubblica. Ha anche detto che gli Stati Uniti hanno preso un accordo con il regime sul problema nucleare, e supporta gli Hezbollah e Hamas in Libano e Palestina e che per questa ragione, vuole sfruttare ogni opportunità nel futuro per incoraggiare un dialogo con il regime iraniano.
Chiediamo:” Il minimo rispetto per la battaglia di milioni di iraniani per la libertà non richiede che ogni concessione o dialogo con i criminali al potere a spese della popolazione iraniana, venga fermato?
Di certo, abbaiamo sempre detto che se le negoziazioni con questo regime diventano fruttuose, allora che si vada avanti e si negozi.
Ma dando un’altra possibilità al Capo Supremo e al suo alleato, Ahmadinejad, sarà come dare un’altra opportunità ad una vipera, dal momento che una vipera non darà mai vita ad una colomba.
La precedente amministrazione Usa non ha ottenuto nulla dalle negoziazioni con il regime in 28 diverse occasioni, sia segrete che pubbliche.
Credetemi quando dico che la soluzione in Iran è la terza opzione , cioè il cambiamento democratico e la restaurazione della sovranità popolare da parte della popolazione iraniana e della Resistenza.
Cari Compatrioti,
è ora chiaro perché 4 mesi fa Khamenei ha ordinato ai suoi interlocutori iracheni mentre erano a Tehran di chiudere Ashraf.
Ha voluto eliminare Ashraf prima del momento decisivo delle elezioni per neutralizzare la vincita strategica degli sviluppi conseguenti e delle implicazioni del regime e della sua principale minaccia ; in particolare perché la rimozione dell’etichetta di terrorismo contro il PMOI nell’Unione Europea ha reso Ashraf doppiamente pericolosa .
Ma i 7 anni di perseveranza di Ashraf hanno fondato le speranze avide del Capo Supremo.
Khamenei ha ora realizzato che Ashraf rappresentava il raggio di speranza e il nucleo strategico della battaglia della nazione iraniana per la libertà.
Perciٍ, ha disperatamente cercato di concentrare tutte le sue forze per distruggere Ashraf prima delle elezioni.
Ma voi siete insorti e avete lanciato una grande campagna, che ha annunciato la primavera di Tehran.
In realtà, come hanno fatto i disarmati e i combattenti assediati a lottare per la libertà senza essere eliminati di fronte ad una dittatura cos’ barbara, ma anzi ad alimentare la lotta per la libertà?
La loro perseveranza è un nuovo fenomeno nella battaglia per la libertà, dove sacrificio, onestà ed uguaglianza sono le basi del potere.
Sono coloro che portano avanti i contrasti che si sono creati; più saldi e potenti, nel dolore e nelle avversità , attraverso periodi di panico.
Tali sono le persone oneste, i timorati di Dio. ( Al-Baqara, 177)
Ashraf dovrebbe essere benedetta, come dice la Bibbia, perché “è stata collocata…sulla roccia.
Cade la pioggia, viene l’alluvione, il vento soffia e colpisce le case. Ma queste rimangono salde.” MT. 7.25
Grazie a voi , ai combattenti per la libertà di Ashraf! Avete ispirato l’intero mondo con la vostra onestà e il vostro sacrificio.
La libertà vi sta ascoltando
Il destino vi segue
E la vostra battaglia formerà il futuro.
La popolazione iraniana insorge e vi difende con al sua vita, le proprietà e il coraggio sia dentro l’Iran che al di fuori.
In Iran, molti sono stati arrestati perché di Ashraf.
Le nostri madri sono state arrestate e torturate.
Famiglie hanno parenti ad Ashraf ma hanno il divieto di poterli andare a trovare.
Giovani donne e uomini coraggiosi che stanno resistendo nei carceri di Evin, Gohardasht, Vakil-Abad, Dastgerd, Dizel-Abad, Karoun e Adel- Abad stanno mandando messaggi di supporto e solidarietà ad Ashraf.
E molti compatrioti hanno corso molti rischi per dichiarare il proprio supporto alla tv nazionale iraniana, Simay- e- Azedi, nei vostri confronti e del resto del mondo.
Durante l’esilio della comunità iraniana, molti hanno lasciato il lavoro e la propria vita per organizzare manifestazioni ai quattro angoli del globo.
– stato attraverso i vostri sforzi che 37 importanti organizzazioni umanitarie e commissioni parlamentari , in 14 paesi dell’Europa, America, Canada e Australia , come anche il Consiglio Europeo e il Parlamento europeo che ha adottato una risoluzione nominata dopo la morte di Lord Slynn, hanno sottolineato i diritti inalienabili e innegabili dei residenti di Ashraf. Ringrazio di cuore tutti voi, soprattutto la Commissione Internazionale per la Ricerca della Giustizia presieduta dal Dott. Vidal Quadras.
Tutti questi risultati sono la conseguenza della vostra perseveranza e fede, che è guidata dalla giusta strategia di Massoud Rajavi fin dal Primo Giorno.
E durante questi anni ha condotto questo movimento e la perseveranza che lo caratterizza attraverso un lavoro pignolo, altruistico mentre prendeva decisioni al alto rischio.Infatti, ha guidato il movimento attraverso un sentiero tortuoso ricco di cospirazioni, tradimenti e soffiate.
Sin dal Primo Giorno, è stato Massoud che ha detto che la principale minaccia all’Iran e alla regione è il fondamentalismo e la regressione.
-stato Massoud Rajavi che ha organizzato il movimento e l’ha guidato con una strategia che vuole arrivare a sconfiggere il fascismo religioso.
La sua voce ha risuonato nel cielo nero
Dicendo che il giorno luminoso dell’Iran arriverà E che all’alba, la nostra strada brillerà.
Da questo podio, voglio dire a coloro che non hanno ancora riconosciuto lo stato legale dei residenti di Ashraf e hanno continuato ad assediarli , di guardare alle rivolte della popolazione iraniana degli ultimi giorni.
Non si dve dare priorità agli interessi del falso regime in Iran e a quelli che nutre in Iraq.
Dovete ricordarvi che sei i disegni di avidità dei mullah per l’Iraq diventeranno realtà, non risparmieranno nemmeno gli attuali capi di governo iracheni ma solamente i propri compagni.
Una vipera puٍ solo tollerare i Guardiani della Rivoluzione.
Giuristi, parlamentari e organizzazioni internazionali per i diritti umani nel mondo stanno sottolineando con enfasi che il caso di Ashraf deve essere affrontato dalle Nazioni Unite in un tribunale internazionale.
In altre parole, se al governo iracheno manca la capacità o l’indipendenza per rispettare il diritto internazionale , e la risoluzione dell’UE, allora gli Usa , che hanno disarmato i residenti di Ashraf rendendoli indifesi e hanno siglato un accordo con ognuno di loro, devono assumersi la responsabilità della loro protezione sotto la supervisione delle NU.
Cari Compatrioti,
riguardo alle elezioni presidenziali voglio sottolineare che siamo totalmente d’accordo con l’annullamento dei risultati delle elezioni mascherate, il boicottaggio di quello che è stato chiamato cosى fin dall’inizio.
Sin da tre decadi fa, abbiamo chiesto che si tenessero libere elezioni sotto la supervisione delle NU sulla base della sovranità popolare. Molti di voi ricordano che 6 anni fa, nell’Ottobre 2003, ho proposto a nome della Resistenza iraniana, un referendum sotto la supervisione delle NU.
Ma quello che abbiamo visto in questi anni ,invece, è stato che i mullah hanno aumentato il numero delle proprie forze soppressive a 55 unità.
Perciٍ la disputa principale, come avevo già indicato, risulta essere quella tra il regime velat-e-faqih e la varietà dei suoi agenti soppressivi . In una parola, la popolazione iraniana sta dicendo,
Fino a quando il regime velt-e.faqih non verrà sepolto, l’Iran , questa splendida nazione, non diventerà una vera nazione.
Cari Compatrioti,
in accordo con la struttura di questo programma di solidarietà nazionale, il Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana tende la mano a tutte le persone , gruppi e forze che cercano una repubblica, rigettano il regime nella sua totalità e chiedono la formazione di uno stato indipendente, democratico, basato sulla separazione di chiesa e stato.
Mano nella mano con la popolazione iraniana, vogliamo realizzare la richiesta più che legittima di un cambiamento democratico.
Il nostro obiettivo è quello ci creare una repubblica pluralista ; una società basata sul rispetto dei diritti umani e il divieto di torture ed esecuzioni; una società dove tutti gli individui e le libertà sociali siano riconosciute , compresa la libertà di parola, di stampa, di associazione e di scelta nell’abbigliamento; una società dove le donne ottengano uguaglianza politica , diritti sociali ed economici e dove i loro diritti siano eguali nel potere politico.
Infatti, ovunque si deve ricominciare dall’inizio.
Una nuova costituzione e una nuova repubblica devono essere ricostruite basandosi sulla sovranità popolare; un sistema democratico di governo dove tutti gli uomini al potere derivino legittimità da giuste elezioni; un governo che riconosca il diritto alla popolazione di cambiare il governo.
Un nuovo sistema economico deve essere creato sulle pari opportunità per tutti, dove non ci sia spazio per i saccheggi dei mullah.
Un sistema giudiziario indipendente e basato sul rispetto degli standard internazionali.
Di certo, la persistenza della popolazione iraniana metterà da parte tutti gli ostacoli e porterٍ la libertà in tutta la nazione.
Coloro che stanno lottando per la libertà ogni giorno si stanno meritando libertà e vita.
La nostra amata nazione si merita la libertà;
e tutti voi, le splendide speranze che brillano nel cuore della notte, vi meritate la libertà.
Riposo assicurato, l’alba della libertà splenderà come risultato della vostra resistenza.
E in chiusura vi ripeto,
la suddivisione del mascheramento del Capo Supremo, la furiosa guerra dei lupi, le milioni di rivolte al grido di “ morte al dittatore” e la disintegrazione del decadente regime è l’inizio di un’era irreversibile il cui motore ha messo in moto gli ingranaggi contro il regime intero verso la soluzione democratica.
 la nuova era della resistenza per la libertà.
Ciٍ porta la promessa della grande primavera per la popolazione iraniana, e l’inizio della fine del regime.
Si annuncia la vittoria della rivoluzione e la vittoria dell’Iran.
Cosi , coraggiosi, orgogliosi eroi ed eroine della nazione, ribellatevi. Kavehs ( figura leggendaria e simbolo del valore) ribellati!
 

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