giovedì, Dicembre 1, 2022
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Eurodeputate: «Un gruppo di solidarietà con le donne iraniane per un Iran libero»

ImageCNRI – « Mentre i difensori della libertà mostrano sostegno e solidarietà per gli Iraniane nella lotta per la libertà ed eguaglianza, noi annunciamo oggi la formazione di un gruppo di solidarietà nei confronti delle donne iraniane per un Iran libero», ha annunciato Edit Bauer il 23 febbraio al Parlamento Europeo di Bruxelles. L’Eurodeputata slovacca, che presiede il gruppo di solidarietà, intervenendo davanti a 150 parlamentari e assistenti riuniti su invito di Eva-Britt Svensson, presidente della commissione dei diritti delle donne e dell’eguaglianza dei generi, a dibattere sul tema « le donne, avanguardia del cambiamento democratico in Iran ».

 L’invitata d’onore era Maryam Radiavi, presidente eletta dalla Resistenza iraniana. La riunione ha costituito l’occasione per annunciare la creazione del gruppo parlamentare di solidarietà con le donne per un Iran libero da lei presieduto.

Ecco l’intervento di Edit Bauer:

Probabilmente sarete d’accordo con me che si tratta di un evento molto speciale per la celebrazione della giornata internazionale della donna. Non è abituale cominciare le nostre riunioni sulla giornata della donna con un documento del genere (una lista di 2744 nomi e caratteristiche di donne dell’OMPI giustiziate dal regime dei mullah; lista consegnata dalla signora Radjavi alla presidente della commissione Eva-Britt Svensson). Non è abituale intendere una tale visione di un Iran libero in tali circostanze. Scopriamo oggi l’idea che le donne iraniane si fanno del loro avvenire.

Alcune di queste rivendicazioni (proposte dalla signora Radjavi) sono un po’ strane per le orecchie europee. Alcune potrebbero anche essere redatte da uno qualsiasi degli Stati-membri.

«I tribunali dovranno considerare le testimonianze e dichiarazioni scritte rese sotto giuramento da donne come aventi la stessa importanza di quelle rese dagli uomini», proprio non è abituale.

«Le donne saranno libere di scegliersi i propri abiti», del pari non è abituale. « Al lo scopo di evitare ogni forma di ineguaglianza, il governo dovrà nominare donne per almeno la metà dei posti, e i partiti politici saranno tenuti a scegliere donne per almeno la metà dei propri candidati alle elezioni legislative.», è veramente coraggioso.

Ma «le donne avranno gli stessi diritti degli uomini in materia d’eredità, di contratti e di gestione dei beni» proprio non è qualcosa cui noi siamo abituate a sentire spesso o «Le donne avranno il diritto di ottenere la custodia dei loro figli», è cruciale.

«La pena di morte contro le donne sarà abolita, la tortura e i trattamenti degradanti e umilianti per le donne saranno vietati», è proprio attuale.

«Lo stupro sarà considerato reato dovunque abbia luogo», è quel che si chiede oggi, nel XXI secolo. «Le leggi brutali e spaventose come quelle che comminano la lapidazione saranno abolite».

Mi sembra che ciٍ dia un’immagine precisa delle condizioni con cui si confronta il movimento per la libertà in Iran e il movimento delle donne che è in prima linea.
Le violazioni sistematiche dei diritti fondamentali delle donne da parte della dittatura religiosa in Iran, per ignorare le loro libertà sociali e politiche preoccupano gravemente la comunità internazionale e in modo particolare le militanti per la difesa dei diritti delle donne.

In questi ultimo trent’anni, decine di migliaia di prigionieri politici sono stati giustiziati e ancor più sono stati arrestati e torturati. Il libro che è stato presentato reca solo qualche nome e qualche fotografia. E’ veramente scioccante. Fra le giustiziate vi sono ragazzine di 13 anni e vecchie di 70 anni.

Secondo informazioni delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani, i giovani, uomini e donne, sono seviziati nelle prigioni del regime Iraniano. Questi ultimi mesi, una sollevazione popolare di massa contro la dittatura religiosa ha convinto molti a un cambiamento democratico nel paese. Le donne sono in prima linea nelle manifestazioni, e resistono con coraggio alle forze della repressione armata. Molte fra di loro, arrestate nei raduni sono accusate di essere Mohareb, nemiche di Dio, e condannate a morte.

In un sua comunicato, Amnesty International ho riportato che in questi ultimi mesi le autorità giudiziarie e politiche del regime hanno annunciato più volte che siccome il movimento d’opposizione iraniano OMPI esiste ancora, tutti i suoi membri e simpatizzanti, ivi compresi quelli che si sono impegnati in atti di propaganda politica sono considerati Mohareb e saranno condannati a morte.

In tali circostanze, e nel momento in cui i difensori della libertà mostrano il loro sostegno e la loro solidarietà nei confronti degli Iraniani nella resistenza per la libertà e l’eguaglianza, annunciamo oggi la formazione di un gruppo di solidarietà con le donne iraniane per un Iran libero. Lavorando in stretto coordinamento con gli « Amici di un Iran libero », intergruppo informale del Parlamento europeo creato nel 2004 e diretto da personalità come Alejo Vidal-Quadras, Vicepresidente del Parlamento Europeo, o Struan Stevenson, nostro collega britannico.

Il gruppo avrà per scopo:

– rivelare e condannare la prosecuzione delle violazioni sistematiche dei diritti delle donne in Iran, soprattutto al momento della rivolta nazionale,

– sostenere gli sforzi del CNRI e in particolar modo della sua presidente eletta Maryam Rajavi che opera per l’eguaglianza tra donne e uomini in tutti gli settori;

– opererà per la liberazione dei prigionieri politici e degli arrestati nel corso delle manifestazioni, soprattutto delle donne detenute;

– sosterrà la richiesta del popolo per una società aperta e democratica e laica;

– esprimerà la nostra solidarietà per i diritti delle donne contro la dittatura religiosa, e la nostra solidarietà per le donne di Ashraf;

– sosterrà la risoluzione dell’aprile 2009 per Ashraf e sosterrà la lotta delle donne iraniane per un futuro migliore e la libertà.

Vorrei chiedervi di aderire a questo gruppo. Sono sicuro che gli Iraniani meritino il nostro sostegno.
 

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