CNRI, 07 luglio – Il presidente eletto della Resistenza iraniana , Maryam Rajavi si è congratulata con i familiari di coloro che sono stati uccisi durante la rivolta nazionale della popolazione iraniana ,che hanno coraggiosamente fatto un raduno sulle tombe dei loro cari. Si è rivolta con gratitudine anche ai familiari di chi è stato arrestato in queste tre settimane, e di chi ha tenuto proteste di fronte al carcere di Evin a Tehran e alla Corte Rivoluzionaria del regime.
Maryam Rajavi ha chiesto a tutti gli iraniani di manifestare la propria solidarietà e di aiutare queste famiglie, aggiungendo:" Questa solidarietà è un dovere nazionale e patriottico, ed è parte essenziale del sollevamento popolare per la democrazia, la sovranità popolare e il rifiuto della tirannia ." Il Presidente eletto della Resistenza iraniana ha sollecitato tutti i partiti politici, i politici, i parlamentari , i giuristi, e gli attivisti per i diritti umani e politici, a supportare la rivolta della popolazione iraniana per la libertà, di aiutare coloro che sono in carcere, e di dimostrare solidarietà ai familiari dei martiri e dei prigionieri.
Maryam Rajavi si è soffermata sull'omicidio di ben 200 dimostranti nelle scorse 3 settimane, dicendo che:
– Migliaia di dimostranti sono stati arrestati e sottoposti a brutali torture, come è stato reso evidente dall'omicidio di Kianoush Asa, uno studente universitario di 25 anni;
– Una commissine di tre membri è stata creata dal regime, composta dagli agenti più criminali del regime, tra cui un ex ministro dell'intellingence e due ex membri della commissione del 1988, coinvolti nel massacro di 30 mila prigionieri politici nel corso di svariate settimane;
-Alla luce dell'imposizione di torture fisiche e psicologiche sui detenuti, compresi membri di fazioni rivali, allo scopo di farli confessare a forza in televisione;
– Alla luce della direttiva criminale emessa dal Capo della Giustizia del regime, Mahmoud Hashemi Shahroudi, in cui si ordina che chiunque collabora con canali televisivi satellitari o siti internet contrari al regime deve essere arrestato e punito per "azioni contrarie alla sicurezza nazionale";
– E, alla luce del fatto che nonostante tutta la violenza e la brutalità , la rivolta della popolazione iraniana per la libertà sta ancora continuando e i giovani gridano " Dio è grande" e "Morte al dittatore" in tutto l'Iran,
Ha sollecitato tutti i partiti politici e i capi, gli avvocati, i giuristi, gli intellettuali, gli attori, gli artisti , le associazioni dei lavoratori e degli studenti, i sindacati, le organizzazioni e el autorità per i diritti umani e la libertà di espressione di diversi paesi, ad utilizzare tutti i mezzi possibili per supportare la rivolta della popolazione iraniana in nome della libertà, e di darsi da fare per liberare i prigionieri e manifestare solidarietà ai familiari delle vittime e agli arrestati in queste proteste.
Maryam Rajavi in particolare ha chiamato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, il Consiglio di Sicurezza e tutti i membri delle Nazioni Unite, nonchè tutti i responsabili di organismi internazionali, ad adottare le seguenti misure:
1) Inviare una delegazione internazionale per indagare sulle circostanze nelle quali sono scomparse numerose persone e sui prigionieri politici, soprattutto coloro che sono stati arrestati in queste settimane , cercando di evitare l'imposizione di pressione sui detenuti per farli confessare pubblicamente, e produrre un'accurata lista delle persone uccise durante la rivolta , indicando anche il loro luogo di sepoltura;
2) Sospendere tutte le relazioni diplomatiche e imporre sanzioni adeguate sul regime clericale, mentre si deve vietare agli agenti iraniani di far visita all'estero, fino a che la soppressione non sarà cessata del tutto in Iran e tutti i prigionieri politici non saranno liberati;
3) Forzare il regime ad annullare le finte elezioni del 12 giugno e ad accettarne di nuove sotto la supervisione delle Nazioni Unite , sulla base della sovranità popolare e non sul prevalere del potere dittatoriale;
4) Riferire il caso di queste finte elezioni del 12 giugno e la soppressione della popolazione, nonchè il massacro dei prigionieri politici, al Consiglio di Sicurezza delle NU , processando gli ufficiali responsabili del massacro della popolazione iraniana , compreso Ali Khamenei e Mahmoud Ahmadinejad.
Segretatariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 luglio 2009
