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Rajavi: rivolta popolare continuerà fino all’instaurazione della democrazia e della libertà in Iran

ImageCNRI – Maryam Rajavi, presidente eletta della resistenza iraniana, ha lodato il popolo di Teheran e di altre città per aver ribaltato la cosidetta  “Giornata del Qods” in una grande rivolta per la libertà. Ha affermato: la vostra rivolta di oggi è una grande vittoria nei confronti di Khamenei ed Ahmadinejad. Non sono riusciti a fermare, nonostante la mobilitazione di tutte le loro forze dell’ordine con le più barbare torture, violentare ragazzi e ragazze nelle carceri ed il violento attacco al Campo di Ashraf in Iraq.

Rajavi ha ribadito inoltre che: La rivolta dei manifestanti di oggi a Teheran, Shiraz, Tabriz, Mashad, Esfahan ed altre città dimostra il fatto evidente che la rivolta del popolo iraniano per la libertà continuerà fino al totale cambiamento del regime clericale e fino all’instaurazione della libertà e della democrazia nella nostra patria.

 Anzi, è una rivolta fino alla vittoria.
Lo slogan popolare: "noi combatteremo, noi moriremo, ma ci riprenderemo il nostro paese" è il loro grido di rabbia contro Khamenei per evidenziare il coraggio del popolo iraniano, la cui voce non è stata ridotta al silenzio nonostante tutte le  uccisioni, torture e repressioni, ha poi evidenziato la signora Rajavi.
La Presidente eletta della Resistenza iraniana ha sottolineato che lo slogan popolare "tortura e violenza non sono più efficaci", che vengono ascoltate oggi nelle strade del centro di Teheran, espongono Khamenei verso un vergognoso fallimento di rimanere al potere ricorrendo alla violenza sessuale contro i prigionieri di sesso maschile e femminile. Ciò, non ha fatto altro che portargli disonore, imbarazzo e maggior instabilità.

Maryam Rajavi ha aggiunto: la rivolta popolare di oggi è inoltre un immensa sconfitta dei relativi piani di repressione attentamente studiati da Khamenei.
Già da molte settimane, Khamenei, aveva emesso un piano per contenere la rivolta di oggi nell’ambito della sfera politica e delle priorità di sicurezza del suo regime ed era personalmente al comando dell'operazione repressiva tramite la base di Sarallah.
Nonostante l’immissione dell’intero apparato repressivo del regime, che comprende, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie ( passdaran ), la forza paramilitare Bassiji, il ministero dell’informazione e di sicurezza, le forze di sicurezza di Stato e le unità anti Riot, il popolo iraniano è riuscito ad abbattarle completamente.
La sig.ra Rajavi, ha ricordato alle potenze mondiali che a tutt’oggi continuano a negoziare con il regime dei mullah ed insistere nel continuare la politica di accondiscendenza, ad ascoltare il messaggio del popolo iraniano. Questi paesi non devono più riporre le loro speranze su un regime che è sull'orlo del fallimento. La vergognosa politica dell’accondiscendenza dovrebbe essere sostituita con sanzioni globali per far cessare il regime iraniano a dotarsi di armi nucleari.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
18 settembre 2009

 

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