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Rajavi chiede al CSNU di istituire un tribunale internazionale per processare gli autori dei massacr

La Rajavi chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di istituire un tribunale internazionale per processare gli autori dei massacri dei prigionieri politici in Iran

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CNRI – In un messaggio nel 22esimo anniversario del massacro di piu di 30.000 prigionieri politici in Iran nell'estate del 1988, la Presidente-eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, chiede l'istituzione di un tribunale internazionale per processare i criminali responsabili dei massacri.
La signora Rajavi ha detto: Secondo tutte le prove e sulla base di opinioni presentate da giuristi internazionali e le stipulazioni di organizzazioni per i diritti umani, questo massacro è un flagrante esempio di crimine contro l'umanità e genocidio. Questo perché il suo obiettivo principale era quello di sradicare uno specifico movimento socio-politico che dava rifugio ad un particolare pensiero, cioè in un Islam democratico e tollerante.

La signora Rajavi ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di istituire un tribunale speciale per processare gli autori di questo grave crimine, specialmente perché le persone che nel 1988 hanno attuato la fatwa dell'ex Guida Suprema e fondatore, Khomeini, oggi tengono alte cariche politiche e giudiziarie nel regime, continuando a commettere atti criminali e omicidi.
La signora Rajavi ha esortato autorità internazionali, vari governi, giuristi e sostenitori dei diritti umani a convincere il Consiglio di Sicurezza dell'ONU a formare questo tribunale ed ha anche invitato il popolo Iraniano a presentare i propri documenti, testimonianze e tutte le informazioni sul massacro alla Resistenza Iraniana.

La signora Rajavi ha inoltre parlato delle condanne a morte per gli attuali prigionieri politici, incluse le famiglie dei residenti del Campo Ashraf, in particolare il prigioniero politico Jafar Kazemi, la cui condanna è stata confermata dalla Corte d'Appello del regime clericale. Ha chiesto al Segretario Generale dell'ONU, all'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU e ad altri organi pertinenti di condannare i barbari crimini del regime.
La signora Rajavi ha aggiunto: La comunità internazionale deve oggi affrontare una prova cruciale, che include l'adozione di una posizione ferma e il rifiuto di una dittatura criminale che è di fatto una vergogna per l'umanità nel 21esimo secolo. I rapporti economici e politici con tale regime devono essere effettuati a condizione della cessazione delle punizioni crudeli e un miglioramento della situazione dei diritti umani in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1 agosto 2010

 

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