CNRI – La Resistenza Iraniana si è rivolta al Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’ Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani,al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani ed al Consiglio Generale affinchè condanni la brutale e medievale pratica della condanna alla lapidazione, perchè sviluppi misure immediate e vincolanti contro la disumana e degradante pratica inflitta dalla legislazione fascista religiosa dell’ Iran.Sebbene la lapidazione di Jafar Kini a Qazvin non sia un caso isolato in questi ultimi anni, è comunque la prima volta che il regime dei mullah ammette la commissione di questo crimine per creare paura ed intimidazione nella popolazione, e per reprimere il crescente numero di manifestazioni di dissenso nella società.
Ci sono anche altri prigionieri che sono in attesa della crudele condanna a morte tramite lapidazione. Il crescente numero di esecuzioni e lapidazioni, che non hanno nulla a che vedere con l’Islam, insieme al crescente terrorismo e fondamentalismo in Iraq ed i tentativi di ottenere armi nucleari, sono i mezzi del regime, decadente, per continuare la sua esistenza. Ancora una volta la Resistenza Iraniana si rivolge alla comunità internazionale, ed in particolare l’Unione Europea, per sottolineare che trattare con un regime criminale che tortura il suo stesso popolo, tiene ostaggio le nazioni dell’ area eminaccia la pace del mondo è contro l’interesse della popolazione iraniana. Forme di dialogo, critiche o costruttive, sui diritti umani o altre forme di negoziazione con il regime iraniano volte a dare a questo un volto moderato si sono concluse in un fallimento. E’ giunto il momento che la comunità internazionale accolga l’appello della popolazione iraniana affinchè attui un severo controllo sul regime e riconosca l’inalienabile diritto al cambiamento in Iran.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
10 Luglio 2007
