mercoledì, Febbraio 1, 2023
HomeComunicati StampaGeneraleIran-UN: 53° condanna del regime Iraniano da parte dell'ONU

Iran-UN: 53° condanna del regime Iraniano da parte dell’ONU

ImageNonostante la vasta campagna dei mullah, l’assemblea generale dell’ONU ha adottato una risoluzione vigorosa che condanna l’ampiezza delle violazioni dei diritti dell’uomo in Iran.
 Maryam Rajavi chiama al rinvio del dossier dei diritti dell’uomo del regime dinanzi al Consiglio di sicurezza dell’ONU e del processo dei suoi dirigenti dinanzi ad un tribunale internazionale.

CNRI, 19 dicembre – l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione vigorosa nel pomeriggio del 19 dicembre, che condanna le violazioni dei diritti dell’uomo in Iran, in particolare le esecuzioni arbitrarie, la tortura e le punizioni disumane. Si tratta della 53° risoluzione adottata da diversi organi dell’ONU che condannano le violazioni dei diritti dell’uomo perpetrate dal regime dei mullah.

 La risoluzione era patrocinata da decine di stati, fra cui il Canada, gli Stati Uniti ed i membri dell’Unione europea. Questo documento era stato già adottato dal terzo Comitato dell’assemblea generale all’inizio di novembre. Dall’inizio della sessione attuale dell’assemblea generale, il regime ha tentato di impedire l’adozione di questa risoluzione con l’aiuto d’altri stati conosciuti per le loro violazioni dei diritti dell’uomo. In molte occasioni, il regime ha tentato di impedire il voto della risoluzione presentando una risoluzione d’emergenza, ma è fallito ogni volta. In un ridicolo tentativo, per costringere il Canada a ritirare la sua risoluzione sull’Iran, il regime ha presentato una proposta contro le violazioni dei diritti dell’uomo in Canada prima dell’adozione della risoluzione al terzo Comitato. Il Canada ha tuttavia ignorato questa manovra. Quando la risoluzione dei mullah è stata messa al voto al terzo Comitato, tutti gli stati, eccetto il regime iraniano ed altri due paesi accusati della violazione dei diritti dell’uomo, hanno votato contro.

 Maryam Rajavi presidente eletta del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, ha indirizzato le sue congratulazioni agli iraniani ed a tutti i difensori dei diritti dell’uomo in tutto il mondo. Ha notato che questa risoluzione testimonia l’avversione della Comunità internazionale riguardo al fascismo religioso al potere in Iran. Ha rilevato la necessità di rinviare il dossier delle violazioni dei diritti dell’uomo del regime iraniano dinanzi al Consiglio di sicurezza dell’ONU e portare i suoi dirigenti dinanzi ad un tribunale internazionale.
 La sig.ra Radjavi ha ricordato che oltre a queste violazioni e l’esecuzione di 120.000 prigionieri politici, la giustizia in Svizzera, in Germania, in Italia ed in Argentina aveva confermato il ruolo innegabile dei dirigenti del regime come Ali Khamenei, Akbar Hashemi Rafsandjani e Mahmoud Ahmadinejad in crimini terroristici. Ciò chiede più che mai, ha ritenuto la signora Rajavi, l’intervento del Consiglio di sicurezza e il processo dei dirigenti di Teheran dinanzi ad un tribunale internazionale. Il bilancio spaventoso della violazione dei diritti dell’uomo di questo regime è certamente una chiara manifestazione di crimini contro l’umanità.

 La risoluzione adottata dall’assemblea generale si dice molto preoccupata dall’impiego della tortura e delle punizioni fisiche come la flagellazione, la prosecuzione delle esecuzioni pubbliche, le esecuzioni in gruppo ed a grande scala, le condanne alla lapidazione e particolarmente la condanna di giovani di meno di 18 anni al momento del reato, la prosecuzione della violenza e della discriminazione contro le donne nella legge e nella pratica, l’aggressione delle donne che si raccolgono per difendere i loro diritti, la prosecuzione della discriminazione e d’altre violazioni di diritti dell’uomo riguardo alle minoranze religiose ed etniche, la distruzione d’importanti luoghi religiosi, il rifiuto di tenere processi equi e legittimi, il rifiuto di accedere ad un avvocato per quelli che sono fermati, le violazioni dei diritti dell’uomo sotto pretesti di considerazioni di sicurezza nazionale, assegnare l’immunità a responsabili che hanno violato i diritti dell’uomo, le violazioni dei diritti dei prigionieri come l’impiego sistematico d’isolamento prolungato, il rifiuto di cure mediche ai prigionieri ed il rifiuto del diritto alle visite.

 Segretariato del Consiglio nazionale della resistenza iraniana
Il 19 dicembre 2006

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,910FollowersFollow