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Iran-UE:35.000 Iraniani a Bruxelles chiedono il rinvio del regime iraniano al Consiglio di Sicurezza

Maryam Rajavi:  La nazione iraniana esige la fine della politica di accondiscendenza e richiede sanzioni contro il regime

ImageIn contemporanea con la riunione odierna dei Ministri degli Affari Esteri dell’Unione Europea a Bruxelles per esaminare la propria politica verso la dittatura religiosa e terrorista che governa l’Iran, più di 35.000 Iraniani hanno organizzato un bellissimo raduno all’esterno della sede dell’UE, chiedendo il rinvio immediato del dossier nucleare del regime clericale al Consiglio di Sicurezza e la rimozione dell’etichetta di terrorista dalla principale forza di opposizione iraniana, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI).
In un video collegamento via satellite con il raduno, il più grande di questo genere in Europa negli ultimi anni, il presidente eletto della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi ha invitato la comunità mondiale, e specialmente l’Unione Europea, a porre fine a due decenni di accordi con i mullah dell’Iran.

Ha evidenziato che la soluzione al problema iraniano, non è né l’accondiscendenza, né l’intervento militare straniero, ma il cambiamento democratico affidato al popolo iraniano ed alla sua Resistenza.

"Due settimane fa, il Presidente dei mullah Mahmoud Ahmadinejad si è impegnato in una demagogica tirata, minacciando di infiammare le nazioni islamiche della regione e suonando i tamburi di guerra allo scopo di celare il tremendo stato di un regime che è alla sua ultima tappa.  Il suo discorso, una rivoltante chiamata alla guerra di religione, ha dimostrato, come la Resistenza Iraniana aveva predetto quattro mesi fa, che, a causa delle crisi profonde e della fondamentale debolezza del loro regime, i mullah hanno, con una mossa pre-emptive, dichiarato guerra alla Comunità internazionale, "ha affermato la Sig.ra Rajavi.

Ha aggiunto, "I paesi Occidentali hanno condannato le perniciose osservazioni dal Presidente dei mullah.  In forte ritardo, la reazione non è in alcun modo sufficiente.  Ciٍ che è necessario è agire.  I governanti Occidentali passano sotto silenzio il fatto fondamentale che la warmongering di Ahmadinejad è una conseguenza diretta della loro politica di accondiscendenza."

Evidenziato che "è stato dimostrato che finché la dittatura dei mullah rimane al potere, mostrerà inimicizia per la pace nel Medio Oriente e costituirà l’ostacolo principale all’istituzione della democrazia in Iraq," il Presidente eletto della Resistenza Iraniana ha richiesto "il rinvio del dossier nucleare del regime di Tehran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e sanzioni contro la tirannia religiosa al governo in Iran, il processo ai suoi capi per i crimini contro l’umanità commessi, compreso il massacro di 30.000 prigionieri politici nel 1988, e l’eliminazione dell’etichetta di terrorista dal movimento di resistenza iraniano."

Circa 30 parlamentari di differenti Paesi Europei hanno tenuto un discorso durante l’odierno raduno, sottolineando il loro sostegno alla Resistenza Iraniana e alla sua lotta per la libertà in Iran e chidendo l’eliminazione dell’etichetta di terrorista dal PMOI.

Tra gli intervenuti c’erano Morten Hogland (Norvegia), Tunne Kelam (Estonia), Lord Corbett of Castle Vale (Gran-Bretagna), Lord Russell-Johnston (Gran-Bretagna), Brian Binley (Gran-Bretagna), Paolo Casaca (Portogallo), il Senatore Patrik Vankrunkelsven (Belgio), Jean-Pierre Malmandier (Belgio), Karin Lalieux (Belgio), Talbia Belhouari (Belgio), la Senatrice Erika Thijs (Belgio), Dirk Claes (Belgio), il Senatore Pierre Galand (Belgio), Herman Van Rompuy (Belgio), Jaroslav Zverina (Repubblica Ceca), Dietrich Thiede (Germania), Stefan Sarreach (Germania), Helmut Markov (Germania), Gereta Tuellmann (Germania), Ryszard Czarencki (Polonia), Lars Rise (Norvegia).

In parte del suo discorso, Lord Corbett of Castle Vale, della Camera dei Lord britannica, ha detto, "più della metà della Camera dei Comuni britannica e 122 Pari nella Camera dei Lord richiedono che il PMOI sia rimosso dalla lista delle organizzazioni terroriste.  Noi siamo tanti, non i mullah.  Non è il PMOI ad essere terrorista, tali sono i mullah.  Non è il PMOI che sta fornendo armi e sta addestrando i terroristi in Iraq, sono i mullah.  Perché allora l’etichetta di terrore non è appesa al collo dei mullah?  é stata la Resistenza Iraniana che ha avvertito il mondo che il fondamentalismo islamico era una minaccia globale.  Oggi, quella minaccia è sempre più vicina.  Il dossier nucleare del regime iraniano deve essere trasmesso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU."

Il Sig. Paolo Casaca, membro del Parlamento Europeo, ha detto che è giunto il tempo per la trasmissione dossier nucleare del regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.  Ha inoltre sollecitato la rimozione dell’ingiustificata etichetta di terrorista dal PMOI, mentre esprimeva il sostegno alla Resistenza Iraniana nella sua lotta per la democrazia in Iran.

Il Parlamentare britannico Brian Binley ha detto, "Un paese che promuove apertamente operazioni suicide e minaccia l’esistenza di un’altro stato è una minaccia che non possiamo ignorare ed io ed i miei colleghi nel Parlamento britannico faremo tutto che sarà necessario per isolare questo regime."

Il senatore belga Pierre Galand, primo vicepresidente del Comitato per gli Affari Esteri del Senato, ha detto, "I miei colleghi nel Senato credono che il PMOI debba essere rimosso immediatamente dalla lista dei terroristi."

Il Parlamentare tedesco, Stefan Sarreach, ha espresso sostegno alla terza opzione proposta dalla Sig.ra Rajavi e ha sollecitato l’UE a portare il pericoloso programma nucleare del regime iraniano al Consiglio di Sicurezza.

Il Presidente del commissione  degli Affari Esteri del CNRI Mohammad Mohaddesin ha detto, "Il momento dell’attesa finito. I mullah al governo hanno oppresso brutalmente il popolo iraniano e minacciata la pace nella regione e nel mondo. L’UE non dovrebbe sacrificare i diritti dell’uomo sull’altare di interessi economici di breve durata.  Ora trasmetta il dossier nucleare di Tehran al Consiglio di Sicurezza."

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 novembre 2005

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