Ad Ahwaz, un’autorità del regime ammette 38 esecuzioni e 4 condanne ad amputazioni
CNRI – Il 20 febbraio, il regime ha impiccato un prigioniero sunnita, di nome Hadj Dadollah Moradzehi, dopo otto mesi di prigione a Zahedan nella provincia del Sistan-Balucistan, nel sud-est dell’Iran. L’esecuzione è avvenuta dopo che molti religiosi sunniti e molti dignitari della provincia erano intervenuti per impedirla, ricordando che la vittima aveva contribuito alla costruzione di numerose moschee sunnite nella regione.
Anche suo nipote Khodayar Rahmat-Zehi-Chahnavazi, di 35 anni, è stato impiccato il 23 gennaio 2010, dopo quattro anni di detenzione.
Era stato arrestato in seguito a un’esplosione davanti a casa sua.
Altri due reclusi, Abdollah A., di 46 anni, e Mehdi S., di 36 anni, sono stati impiccati nel carcere centrale d’Esfahan (giornale ufficiale Keyhan del 22 febbraio).
In passato, il regime dei mullah aveva giustiziato a più riprese prigionieri politici sotto falsa di «traffico di droga» e di delitti di diritto comune.
Segretariato del Consiglio nazionale della Resistenza Iraniana,
23 febbraio 2010
