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Iran – Svezia: Migliaia di iraniani manifestano in sostegno alle donne eroiche dell’OMPI ad Ashraf

ImageCNRI – sabato 24 novembre, in occasione di una manifestazione a Stoccolma, migliaia di iraniani che risiedono in Svezia hanno condannato gli insulti emessi recentemente dal quotidiano svedese Svenska Dagbladet contro le donne eroiche del Mojahedin del Popolo Iraniano  (le OMPI) della città di Ashraf (che ripara le OMPI in Iraq). I dimostranti hanno espresso il loro sostegno ai residenti della città di Ashraf, ed alla loro lotta contro i dittatori  religiosi al potere in Iran. Gli iraniani hanno anche chiamato alla fine della politica di condiscendenza dei paesi occidentali, la Svezia in particolare, con il regime dei Mullah.

CNRI – sabato 24 novembre, in occasione di una manifestazione a Stoccolma, migliaia di iraniani che risiedono in Svezia hanno condannato gli insulti emessi recentemente dal quotidiano svedese Svenska Dagbladet contro le donne eroiche del Mojahedin del Popolo Iraniano  (le OMPI) della città di Ashraf (che ripara le OMPI in Iraq). I dimostranti hanno espresso il loro sostegno ai residenti della città di Ashraf, ed alla loro lotta contro i dittatori  religiosi al potere in Iran. Gli iraniani hanno anche chiamato alla fine della politica di condiscendenza dei paesi occidentali, la Svezia in particolare, con il regime dei Mullah.

Hanno sottolineato che la politica di condiscendenza ha preparato il terreno alla libertà d’azione degli agenti del Gestapo temibile dei mullah in Svezia. Il compito principale della rete dei mullah in Svezia è di condurre una campagna di disinformazione dell’OMPI. Tramite questa rete, il regime iraniano prova ad estendere la sua repressione e le sue misure dittatoriali in Svezia. Decine di parlamentari, di giuristi e personalità politiche venute da Europa e da Stati Uniti hanno partecipato a questa manifestazione.

La Sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletto della resistenza iraniana, ha pronunciato un discorso in diretta attraverso un collegamento satellite da Parigi. Ha evocato gli insulti recenti emessi contro le donne dell’OMPI nella stampa svedese. "Perché, -t-elle ha dichiarato, le donne membri dell’OMPI sono l’obiettivo di una campagna così viziosa del regime dei mullah e del loro ingresso in Svezia?" La risposta è chiara: perché queste donne lottano senza dilazione contro il fascismo religioso al potere in Iran con obiettivo di invertirlo. "La guerra del regime contro il popolo iraniano e la sua lotta per la libertà, ha richiamato la signora Rajavi, non si limita all’arricchimento dell’uranio o all’abbandono di armi nucleari o anche del Iraq." La guerra del popolo iraniano contro il regime è diretta contro il fascismo religioso nella sua totalità. La cultura e la storia di questo regime si potrebbero riassumere in due parole: danno ed insulto alla dignità, all’onore ed ai diritti di tutti gli iraniani, donne ed uomini. La terza via (che riguarda la situazione in Iran) consiste in un cambiamento totale di regime da parte del popolo iraniano e la sua resistenza. I membri dell’OMPI, le donne in particolare, hanno giurato di abbattere questo regime disumano e ciò sarà realizzato.

Lord Slynn of Hadley, ex giudice della Corte europea di giustizia, e giurista britannico di notorietà internazionale, ha ricordato che i membri dell’OMPI alla città di Ashraf sono "persone protette" ai sensi della quarta convenzione di Ginevra. Ha sottolineato che la diffamazione contro i residenti di Ashraf può essere oggetto di azioni giudiziarie.
Il professore Steven Schneebaum, membro della direzione del gruppo giuridico internazionale dei diritti dell’uomo, ha ricordato i diritti legali dei residenti di Ashraf. Ha affermato che l’alto commissariato delle Nazioni Unite per profughi (Acnur) ed il Comitato internazionale di Croce Rossa (CICR) avevano ribadito i diritti dei residenti di Ashraf.
Morton Hoglund parlamentare norvegese avendo visitato la città di Ashraf, ha ricordato le relazioni umane e democratiche di cui è stato pilota e che prevalgono tra i membri dell’OMPI a Ashraf. Ha detto che le OMPI e la sua presenza in Iraq agiscono come un rifugio principale contro l’esportazione della violenza e dell’integralismo del regime dei mullah in Iraq.
Kenneth Lewis, il presidente del ramo svedese di avvocati senza frontiere ed avvocato di alcune famiglie di residenti di Ashraf ha respinto le allegazioni contro le OMPI ed i residenti di Ashraf, ritenendoli senza base. Ha detto che la sua visita personale a Ashraf nel 2004 aveva provato l’errore di quest’allegazioni. Ha detto che quest’ultimi quattro anni, era diventato perfettamente chiaramente che la fonte di quest’allegazioni era il ministero delle informazioni e della sicurezza dei mullah, la VEVAK. La risoluzione che ha chiuso questa manifestazione dichiarava: "Gli iraniani, i profughi e gli oppositori in esilio, come pure le forze democratiche svedesi condannano gli insulti imbarazzati emessi contro le donne membri dell’OMPI alla città di Ashraf per colonna di ormeggio Hammargren, pubblicate nel Svenska Dagbladet." Si tratta non soltanto di un’offesa alla dignità umana di un migliaio di donne libere della città di Ashraf, ma è anche un’offesa alla dignità di tutte le donne iraniane libere. Quest’oltraggio suscita la repulsione ed il rifiuto di tutta la coscienza ed di tutti i difensori dei diritti umani e dei diritti delle donne.

 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
 il 24 novembre 2007

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